Perché ho disattivato il mio account personale su Facebook

(o sto comunque per farlo)

Carissimi,
so che vi suonerà strano ma… sto iniziando a bloccare il profilo personale di Fb. Ho bisogno di “silenzio” e di distacco dalle follie che fb riesce a tirar fuori dalle persone, me in primis. E’ una cosa che medito da tempo, abbastanza tempo, e la cosa più difficile è separarsi dalle belle persone come voi che ho tra i miei amici.
Non ho idea se e quando tornerò, intanto mi prendo una pausa.
Chi ha piacere mi può contattare ai miei soliti recapiti. Chi non li avesse e fosse interessato, mi può contattare in privato.
Chi, invece, preferisse eliminarmi dai suoi contatti, proceda pure.
Intanto vi abbraccio tutti e ci risentiamo.
Grazie per tutto.
Sloggata

Allora. Quello succitato è il mio post di chiusura del profilo, in attesa di poter scaricare il backup che Facebook permette di salvarsi (nelle “Impostazioni generali dell’account“), di scaricare un po’ di foto e poi disattivare (NON eliminare del tutto) momentaneamente il profilo.
Momentaneamente, quanto? Chi lo sa… per un po’, per sempre, non lo so e non mi interessa saperlo. Già il fatto di averlo deciso, mi fa sentire più leggera e tranquilla. E più libera, soprattutto perché le notifiche sono notevolmente diminuite.

Ma perché una decisione così drastica? Si può vivere senza Facebook?? Sì. Parrebbe che al mondo esistano persone senza alcuni socialnetwork. Roba da non credere, in effetti.
Io sono arrivata ad un punto di saturazione estrema: non sopporto più di avere la home page invasa di post impersonali, condivisioni di link carini, condivisioni di bufale (e va a spiegare che è una bufala, tanto ne metteranno un’altra o ti risponderanno che “boh, non si sa mai”) o di link di richieste di aiuto non più attuali (basterebbe cliccare sull’immagine o sul profilo originario per scoprirlo), link razzisti, link violenti, link aggressivi, link di richieste di stalli affidi adozioni animali, link di presunta sensibilizzazione strappacuore per animali o bambini (ma in realtà una fucina di clic e soldi), link di sdegno e presunta informazione (ovvero reale disinformazione. Pagine ignoranti, post scritti in un italiano atroce, link di applicazioni tipo quelli di monitoraggio dei passi, delle calorie, della corsa, della dieta, del fitness… Test stupidi e falsissimi, ignoranti ed incredibili. Post e link invasatissimi, indifferente se nazimalar/veg-etar/politicar/fruttar/breathar/sciikimicar/complottar-iani.
E poi le foto. Le foto personali. Quelle che ritraggono noi donnine con la bocca a culo di gallina o con le labbra appena socchiuse e quell’espressione assolutamente intelligente (lo so che vi state immaginando quel vostro contatto che le pubblica tutte uguali, in posa sexy, da anni, non negatelo… e state pure sorridendo, quasi schifati…), possibilmente in versione gnocchissima, e s-vestite in maniera adeguata ad un profilo accessibile – magari – anche a colleghi e capi.
Per gli uomini parliamo di quelle foto davanti allo specchio, aifon in mano, mille tatuaggi, pancia in dentro e pettorali in vista, e… ok, mi fermo, credo di aver reso l’idea.
Mi chiedo perché non fare direttamente un profilo autonomo al monte di venere o alla tartaruga, hanno più foto loro dei miei gatti… E non parlo necessariamente di bimbiminkia, eh.
O quelli che ti invitano a qualsiasi cosa: giochi, eventi dall’altra parte del mondo, gruppi non richiesti, mipiace a pagine di cui non te ne può fregare un piffero.
Senza contare, infine e appunto, i gruppi. A quelli ho dedicato, in qualche modo, un post. Questo. Ma avrei altre mille cose da dire. Meglio finirla qui, va.

No. Non ce la faccio più. Troppa libertà di espressione, è davvero troppa. Soprattutto perché dipende se si parla della propria bacheca o di quella altrui, ecc. Ci si sente autorizzati a dover (ripeto, dover) esprimere la propria opinione e il più possibile “antiperbenista” scadendo in un piattissimo e svaccatissimo anticonformismo che più conformista non si può.
La gente non si rende conto che seppure sa leggere, non sa capire e tantomeno esprimersi, figuriamoci scrivere. Ma sa offendere e diffamare, come fossero le cose più normali al mondo.

Mi mancheranno alcuni gruppi, per lo più segreti, con persone splendide diventate amiche. Mi mancheranno altri contatti, altri amici. Ma se l’interesse è reciproco, c’è modo di sentirsi anche al di fuori di quel social network. E so che alcune di queste splendide persone conosciute tramite social, le troverò anche fuori. E questo salva tutto.