I 30 anni di oggi (ma non solo)

Care signore che in bus mi riempite di tante riflessioni, vorrei dirvi che non è proprio del tutto vero ciò che affermate…
E’ vero che a trent’anni si è ancora giovani e che siamo da invidiare, è vero che abbiamo ancora tutta la vita davanti e che possiamo ancora sognarla. E’ vero che (in teori) non conosciamo tutti gli acciacchi tipici della vostra età, ma chiariamo un paio di cose:
state ragionando coi 30 anni della vostra epoca.
Ovvero, ad occhio e croce, l’epoca in cui sono nata.
I 30 anni della mia epoca non sono per forza così rosei e da favola:
non conosciamo le vostre malattie, ma conosciamo la stessa vostra difficoltà di arrivare a fine mese. E pure conosciamo la sempre più difficile realtà di cercare, trovare e tenersi un lavoro.
Tutto questo è reso ancora più difficile da un dettaglio che tanti giudicano brutalmente senza riflettere umanamente con un vero spirito critico:
siamo cresciuti nel benessere e non siamo abituati a certi sacrifici.

Cmq, passando a qualcosa di più carino, sbirciate qui:

Robe da gatti (ma non solo)

il nuovo blog di Spuntì e dei suoi amici di zampa! Nei prossimi giorni seguiranno le presentazioni di altri amici. Fossi in voi ci passerei: qualche sorriso ve lo strappano!

Scelte

Ho deciso di volerci riprovare. Ho deciso di provare a tenere -momentaneamente- in parallelo i due blog (questo e quello privato su altra piattaforma) visto che c’è la possibilità di privatizzare anche i singoli post. Dovrò capire come funziona, però l’idea mi piace.
Ora mi manca solo da capire come funzionano tutte le opzioni di WordPress, ma con calma lo farò.

D’altronde, chi già mi conosce, sa che sto affrontando un lungo periodo di studio e riscoperta di me, di crescita, di ricostruzione, di rinascita. E quindi per ogni piccola cosa mi sto prendendo i miei tempi. Della serie “stavolta ci sono io e penso a me, se ti va bene, è così. Altrimenti, sei tu che ci perdi”

Sono contenta, mi pesa tenere le cose imbrigliate.

Caro Diario…

Caro Diario,

è un po’ che non parliamo un po’ tu ed io. In realtà parlo con il tuo fratello maggiore, come faccio da un po’ di anni a questa parte. Nei tuoi confronti, pur avendoti scelto io, ho avuto qualche difficoltà a… come dire, lasciarmi andare a te.

La cosa è folle, perché sono stata io a cercarti, sono stata io a voler qualcuno che mi ascolti senza sapere chi sono. E mi rendo pure conto che leggendo le poche pagine che ti ho dedicato, facendo duepiùddue, la somma equivale proprio a ME. E quindi il mio anonimato in realtà è un po’ dubbio.

Ma tant’è. Mi sono ripromessa di scrivere rispettando tutte le regole di ortografia da me conosciute, come forma di rispetto nei tuoi confronti e nei confronti di chi mi legge. Per le regole grammaticali, cioè le conseguenze logico-sintattiche non ti prometto nulla perché non so se sono in grado di mantenere al 110% una promessa simile. Mi ci impegno, ma non garantisco, ok?

Ok, allora, detto tutto questo, ora ti saluto un attimo e inizio a scrivere qualcosa.

Tua incostante Sloggata Perenne.

O li accètti o li accétti.

Riflettevo su Mari&Monti. Ma questa non è una novità: da ottima oriunda, ogni giorno che passa ancora mi stupisco per certe usanze autoctone.

A novembre sono 10 anni che ormai abito qui, seppur per campinilismo (e anche per una questione di addizionali regionali e comunali in busta paga -lo ammetto) ho sempre evitato di portar qui la residenza da Paesello di Montagna fino agli inizi di quest’anno. Tanto lo sanno anche quegli str…i di gabbiani locali (che dicono essere più feroci dei cugini di altre città) che io non torno più lì…

A Mari&Monti ci sono usanze molto particolari che si notano subito. Dal prendere il caffé all’essere serviti nei vari esercizi commerciali, dal prendere il bus all’attendere in fila alla posta, dall’andare al mare ai tipici modi di dire e di fare.

Vi racconterò meglio col tempo, però sono convinta di una cosa: Mari&Monti è una città ben organizzata (abbastanza, dai), discretamente pulita per essere una città di mare geograficamente posta similarmente, discretamente sicura. MA, c’è sempre un MA, ha un solo problema: i Mari&Monticoli.

Mari&Monticoli: o li accètti o li accétti.

(e secondo me sono geneticamente modificati. Senz’ombra di dubbio.)

E’ arrivata l’ora di loggarsi…

Arriva, un giorno, il momento in cui hai bisogno di sentirti anonimo, di poter “parlare” senza filtri e senza sentirti censurabile, senza sentirti potenzialmente lesivo della privacy altrui.
Perché, parliamoci chiaro, ormai tutti ci nascondiamo dietro questa cosa della privacy per ogni sciocchezza…

Comunque sia, inauguro questo spazio anonimo con un gran sorriso di quelli che mi contraddistinguono e presentandomi -seppur anonimamente- un po’.

Mi chiamo Perennemente Sloggata, perché spesso dal lavoro commento sui blog di amici e sconosciuti senza potermi loggare così spesso col mio nick storico (che però, per correttezza, indico sempre: ché io sono io, mica una qualunque).

Sono un’essere umana intorno alla 30ina. Sono nata e cresciuta in Terme Fiorite, mi sono trasferita in Paesello di Montagna per qualche anno, sono stata anche all’estero (infatti parlo qualche lingua piuttosto bene, anche per gli studi fatti), per finire poi nella città Mari&Monti.

Attualmente sono impiegata, dopo tante disavventure, in “Colosso del Monte”, seppur dipendendo da una ditta esterna (“La migliore Srl”, proprio per il fatto che il datore di lavoro è veramente un grande, e l’azienda è la preferita tra quelle esterne).

Il mio secondo nome potrebbe essere Fortunella (o Nata con la Camicia), perché riesco ad attirarmi molti casi fortunati. E soprattutto grazie a questa “dote” sono riuscita a sopravvivere alle disgrazie capitate nel 2009.

Ecco perché sono in fremente attesa del 2010. Perché peggio di quest’anno, per la mia piccola grande quotidianità, c’è poco.

A presto
(appena capisco come modificare il template)

Sloggata.