QUOTE CHALLENGE, DAY THREE

Sempre grazie a Francesca per avermi taggata, a voi le citazioni di oggi.

Le regole sono:

3 giorni
3 candidati al giorno
3 citazioni

Mantengo la personalizzazione che ho deciso anche oggi ed ecco una frase breve, un pezzo di canzone ed un testo letterario.
Per il giorno n. 3 scelgo:

1. La citazione breve è di Carlo Parlanti. (Di lui parlai QUI)

Il peggior crimine è conoscere la verità e non far nulla.

2. La citazione letteraria odierna è di William Shakespeare, tratta dal Sonetto 148. (QUI trovate il testo originale)
Come chicca, vi lascio il sonetto decantato sia in inglese sia in italiano. Meraviglioso.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-513633b1-924c-48b0-a32f-f52795f8c100.html?iframe

Oh, come potrebbe l’occhio d’amore essere veritiero
quand’è così turbato da lacrime e da veglie?
Nessuna meraviglia allora se mi sbaglio nel vedere:
il sole stesso non vede, finchè il cielo non si rischiara.
Oh, astuto amore, con le lacrime tu mi tieni cieco,
perché vedendo bene, gli occhi non scoprano i tuoi turpi difetti.

3. Come canzone, vi ripropongo “Il Dono Del Cervo” di Angelo Branduardi (rileggetevi QUI il post che ne feci, con un bel testo di analisi che trovai su Facebook)

E fu così che col cuore in gola
un agguato al daino io tendevo,
ed invece venne il cervo
che davanti a me si fermò.

Invito a partecipare:

Chiunque voglia partecipare (mi faccia sapere!)

QUOTE CHALLENGE, DAY TWO

Ringrazio ancora Francesca per avermi taggata, continuo con le mie amate citazioni.

Le regole sono:

3 giorni
3 candidati al giorno
3 citazioni

Anche oggi, avendo scelto di personalizzarlo, eccomi con una frase breve, un pezzo di canzone ed un testo letterario.
Per il giorno n. 2 scelgo:

1. Mi auto-cito:

Non farti domande, la cui risposta insulta la tua intelligenza.

2. Anche oggi Dante, con la mia citazione sua preferita in assoluto: l’intera “Tanto Gentile e Tanto Onesta Pare” (amo decantarmela da sola), sonetto contenuto nel XXVI capitolo della “Vita Nova”

Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia, quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua devèn, tremando, muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta,
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi sì piacente a chi la mira
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che ‘ntender no la può chi no la prova;

e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.

3. La canzone di oggi è “Try” di P!nk (QUI trovate testo e traduzione e più sotto il video)

Where there is desire
There is gonna be a flame
Where there is a flame
Someone’s bound to get burned
But just because it burns
Doesn’t mean you’re gonna die
You’ve gotta get up and try, and try, and try
Gotta get up and try, and try, and try
You gotta get up and try, and try, and try

Invito a partecipare:

Chiunque voglia partecipare (mi faccia sapere!)

QUOTE CHALLENGE, DAY ONE

Ringrazio infinitamente Francesca per avermi taggata e dato così la possibilità di partecipare al Quote Challenge: io amo le citazioni.

Io scelgo di personalizzarlo con una frase breve, un pezzo di canzone ed un testo letterario.
Per il giorno n. 1 scelgo:

1. Ve l’ho postata già QUI, ma la ripeto:

 

Non mettere le nuvole di oggi Davanti al sole di domani (Papa Giovanni XXIII)

Non mettere le nuvole di oggi
Davanti al sole di domani
(Papa Giovanni XXIII)

2. Amo Dante, lo sanno anche i muri, per cui una delle citazioni preferite è il verso 130 del canto V dell’Inferno della Divina Commedia.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

3. Il ritornello di “I Guess That’s Why They Call It The Blues” (di cui trovate testo e traduzione QUI) – più sotto il video della canzone

And I guess that’s why
They call it the blues.
Time on my hands
Could be time spent with you,
Laughing like children,
Living like lovers,
Rolling like thunder under the covers.
And I guess that’s why
They call it the blues.

Invito a partecipare:

Chiunque voglia partecipare (mi faccia sapere!)

Primavera o autunno, dicotomia tra una natura che nasce e la stessa che si sacrifica

ho letto questa frase e non concordo: “Se io preferisco tanto l’autunno alla primavera, è perché in autunno si guarda il cielo — in primavera la terra. (Søren Kierkegaard)”
in primavera guardi la terra che ricomincia a rinverdire e rifiorire e puoi sdraiarti a terra guardando crescere mano a mano il germoglio fino ad allungarsi al cielo e tu puoi guardare oltre il bocciolo e il fiore, dritto al sole.
mi* (si fa per dire) car* (idem) amic* (tantomeno), l’autunno guardi il cielo mentre coi piedi fai scricchiolare quella natura che si sacrifica per coprire il nudo inverno, quando guardi il cielo per sentire la tua testa respirare e i fiocchi di neve danzar giù lievi. no, mi spiace, in primavera vedo il verde dei prati, i colori delle corolle e l’azzurro del cielo. in autunno vedo tavolozze mozzafiato sugli alberi e le castagne a terra. la primavera profuma di fresco come il bucato appena steso al sole, l’autunno come il calore del fuoco che inizieremo ad accendere per riscaldare le nostre case.
in primavera segui l’innalzarsi della natura, dalla fredda terra al sole caldo; in autunno segui la danza delle foglie dai rami degli alberi al terreno che sembra inaridire.
forse non ho capito io cosa intendesse Kierkegaard, ma l’idea che mi lascia è un’idea negativizzante e pessimistica.
mentre a me entrambe le stagioni risvegliano i colori. dei prati davanti a casa o degli alberi colorati di caldo sui costoni della montagna. quelli della Valle TraIMonti.

Bus autoarticolato su 2 ruote e Amore

Anche stamani per venire al lavoro ho preso il bus. Fatalità era quello che in teoria avrei perso ma che in realtà era in ritardo. Un bus autoarticolato, di quelli lunghi per intenderci. Io credo che l’autista si sentisse molto motociclista stamani, perché le curve le faceva su due ruote…

Passando all’argomento Amore…
Giovedì sera c’è stata la cena coi colleghi e tra di loro ce n’è uno che studia la comunicazione e tutto ciò che le sta attorno partendo dal comportamento che ha chi parla o chi ha davanti.
Ecco, lui mi ha sempre colpita per alcuni motivi di attenzione verso le persone (ne parlerò un’altra volta). Giovedì sera, parlando con lui ed un altro collega, abbiamo parlato di vita di coppia e amore. Che cos’è?

Bella domanda. La mia riflessione è questa:

Cos’è l’amore o un rapporto di coppia. Non lo so. Sinceramente ne ho sempre meno idea.
Però! Però ho una vaga impressione  che mi porto dietro da anni. Non ve la spiego direttamente perché non ci sono ancora riuscita, ma ve la sottopongo con una citazione:
Vi ricordate la canzone degli 883 “Senza averti qui”? Direte che era un gruppo un po’ così, anche Max Pezzali non è chissà cosa. Eppure anche se tante canzoni sembrano banali, hanno umane verità di fondo. Ad ogni modo, diceva il refrain (e secondo me è centralissimo) “Senza averti qui, non è che ci si senta liberi. Non è così bello come dicono” Ecco, per me forse l’amore è questo: sentirsi liberi. Quando sei innamorato di un’altra persona, quando sei con lei ti senti “libero”. Quando non c’è o non puoi “averla”, ti senti in gabbia, ti manca qualcosa, non ti senti “completo”.

Ecco, io in questo momento soprattutto, misuro la mia quotidianità (che sia il lavoro, l’amicizia, la vita di coppia) con la Libertà. La libertà di essere collega o vicina di scrivania,  di essere amica o buona conoscente., di essere amante o buona coinquilina.