Un venerdì 17 durato una settimana

O poco più.

Venerdì 17, in grandissimo ritardo sono arrivata dalla parrucchiera, la quale ha preso come mission impossible quella del farmi prendere il treno al volo: ce l’ha fatta!
Nonostante il mio ritardo, è stata bravissima ed una scheggia, io mi sono lanciata verso la stazione, trascinandomi dietro il mio mega trolley arancione (giusto per non farsi notare), tanto che salita sul treno c’ho messo almeno mezz’ora per riprendermi, tra tosse e mancamenti. Ma sono riuscita a chiamare la parrucchiera e per comunicarle che sì, grazie a lei, ce l’ho fatta. Preso al volo.

Nel frattempo, da Bologna, mi arrivano notizie poco confortanti: amica Zorrina mi dice che l’ascensore è in manutenzione e lei sta al 55° piano.
Ma arrivo in stazione, ci vediamo, ci riconosciamo e ci avviamo alla pensilina del bus verso casa sua e della sua pinscherina con cui non manco di fare amicizia subito (mi dà pure bacini!!). Scese dal bus, andando verso casa, incrociamo una sua vicina che ci comunica che in realtà l’ascensore al momento funziona.
Commento? Che ho più culo che anima e che la valigia non serve caricarcela sulla schiena per tutte le scale.
I momenti passati con la Zorrina e la sua bimba pelosa (ci siamo un po’ adottate, è stato amore a primo pelo) sono stati davvero salutari, benefici, sereni e svuota pensieri, come ne avevo di bisogno. Mi sentivo leggera e mi pareva di fluttuare per la città.

Matrimonio della mia Lovvina: bellissimo. Ho trattenuto a fatica le lacrime ogni volta che mi mandava via mail le foto della prova vestito, della prova trucco, della prova di qualsiasi cosa (in realtà mi si inumidivano gli occhi ogni volta, come pure ora), e sono riuscita a trattenerle per tutto il giorno. Stavo però per cascarci mentre, la sera, la salutavo per andar via.
E’ stata bravissima, insieme alla mamma, a fare (quasi) tutto a mano, semplice ma bello e con gran gusto. Oddiiiiiiiiiiiiiiiiiio, ricomincio a piangere… Unico neo? La giornata che è volta al freddo, peccato davvero, ma il resto era fantastico.

Discesa a Roma: porcamiseriacciachefreddo! L’unico giorno di sole, vado con un’amica gattara venuta anche lei per l’occasione a Roma, a vedere i Musei Vaticani. Direte: ma quanta fila avete fatto?? Niente. Zero. Zero zero. Ma davvero zero. (Lo so, è culo questo. C’ero abituata, io, eheheh) Visitiamo le varie stanze, corridoi, la Cappella Sistina e decidiamo di andare sul Cupolone: “Ci spiace, è chiuso per un’emergenza”. Gasp. Vabbè, infiliamoci nella Basilica di San Pietro e poi nel Museo dei tesori del Vaticano (lamiseria!!), quando sentiamo due guardie che commentano “ma sì, è il solito”. COME SAREBBE A DIRE?? Il giorno dopo scopro che “il solito” è un noto personaggio delle cronache che ogni tanto si arrampica con qualche striscione sulla Cupola e riesce a mettersi quasi nel vuoto.
Ora, parliamone: MA PORCADIQUELLAMISERIA, ma proprio quel giorno dovevi salire?? Ma soprattutto, anche voi guardie, non potete mettervi uno stramaledetto cartello con la sua foto con scritto “Io qui non posso entrare”??
Ad ogni modo, ci siamo rifatte gli occhi vedendo passare qualche guardiano del museo o dintorni…

Sempre a Roma mi sono persa (mica vero: datemi una cartina e vi conquisterò il mondo) a vedere i soliti tragitti tipo Fontana di Trevi, Via del Corso, Piazza di Spagna, ecc.
Sono andata dal dentista, compagno della mia amatissima ospite, per farmi dire se e quante stronzate mi abbiano sparato a M&M (abbastanza, grazie. O per lo meno, le cose vere non sono urgenti né indispensabili.) e… chi abita a 4 portoni di distanza? Ok, se non erano 4, erano 6 portoni. Un mio compagno delle medie. Una persona simpaticissima che quando ci siamo rivisti e riabbracciati, ha sciorinato una serie di ricordi che avevo dimenticato, con una precisione da paura. E tra quelle la domanda più imbarazzante di tutte, mentre spiegava al suo coinquilino alcuni dettagli: “Io ero follemente perso di te, ma quanto ti ho rotto? Ero davvero un rompicoglioni, eh?” … ehm, sì, un tantinello stalkeresco, a dirla tutta… Abbiamo riso di cuore. Nei miei ricordi è sempre stato un ragazzino particolare ma con grande attenzione nei miei confronti, anche se talvolta davvero esagerava. Ma mi è rimasto nel cuore più di altri. Diciamo nella top 2 ci sono lui e il mio compagno di banco storico.
Ad ogni modo.

Il giro degli incontri non è terminato perché un altro giorno, incastrando l’organizzazione un po’ particolare mia e gli impegni suoi, ho avuto il piacere, l’onore, non so come definirlo… la gioia? Mmm, non basta. Beh, insomma, ho conosciuto SkinnyGirl di persona.
La prima e più assoluta fan di Spuntì, quel gatto figattone e stronzetto che mi ritrovo. Il Divo incontrastato, quel mancato sciupafemmine. Cioè. Siamo andate a vedere una colonia felina nel cimitero dove riposano Keats e compagnia più o meno non più cantante. Mi ha portata in un posto fighissimo (ma soprattutto non fighettaro) e… sono volate 3 ore 3. E’ una figona totale, poco da aggiungere.

Altra annotazione: i giorni passati con la mia fratellina.
Ovvero colei che mi ha dato la smossa finale, due anni fa, per riprendere in mano la mia vita lasciando il mio ex compagno. Incinta di sei mesi è venuta a trovare me e i mici e girando per casa mia, commentava con proposte interessanti quel campo di guerra di scatoloni che era il mio appartamento (serve ricordare Aiazzone? Ricordatemelo voi, c’ho novità). Io la guardavo come fosse un marziano, non capivo cosa ci trovasse di tanto ispirante. Tanto che mi guardò e commentò “Sloggata, sei proprio senza entusiasmo.” E’ stata una coltellata. Ma di quelle giuste.
Capite perché le sono tanto affezionata! In più c’ha una gatta (color cipria) che è una iena. Una staccamani (e attaccapiedi, porcasabbietta). Tranne che con la bipedina di casa (ma io lo sapevo, lo sapevo!!).
Ovviamente mi sono goduta la mia amica (mi ha fatto anche fare un bagno rilassantissimo con idromassaggio – c’ho la doccia io, poche battute, e la uso tutti i giorni. Ma tu guarda, che malpensanti!), la sua cucciolina (le ho insegnato a dire “zia” hahaha e in più ho rischiato l’assunzione come tata hahaha) e pure quella iena della gatta.
Certo, mi sono fatta assaggiare la mano e lei a tradimento mi ha attaccato un piede, però…
E’ una mamma superlativa, taaaaaaaaaaaanto paziente, di quelle che non sgrida mai ma che se si trova in fase di stanchezza-capriccetti o altro, “riprende” (ri-prende, riconquista, come dire) la bimba distraendola, canticchiando, insomma, in maniera secondo me ancora più faticosa. E’ proprio un “mestiere” spossante, quello della mamma.

Poi mi sono goduta anche le mie amiche gattare, fuori Roma, ospiti da una di loro: pazze, folli, fenomenali, adorabili. Utilizzatrici folli della “zappa” (whatsapp) e promotrici estreme di cotale strumento che mio malgrado non posso utilizzare, visto che il mio telefono è uno dei pochi a non essere compatibile.

Una delle costanti, però, di questo soggiorno, è stato il freddo e il raffreddore con relativa faringite. Ho capito che ormai la mia gola è diventata un po’ delicata. Ma pace.

Soprattutto, ho avuto la sensazione di essermi liberata di un macigno. Di quella nuvoletta fastidiosa e fantozziana che mi si era agganciata addosso qualche anno fa. A me che sono sempre stata una ragazza piuttosto fortunata. Una di quelle che si trova un sacco di occasioni create dalla vita, magari anche piccole ma pur sempre opportunità, per darmi una spinta a continuare.
Forse il periodo di sfiga, anche se da alcune recenti nuove ipotesi non parrebbe, è passato. Ma di sicuro mi sento più forte io, e più pronta a tutto, anche ad un cambiamento radicale.

7 cose e 15 blog: The Versatile Blogger Award

 Grazie a Polly e e a Shunrei ho vinto un gioco in cui la persona che ti dà il premio scrive sette cose su di sé e poi nomina quindici blog che le piacciono/le stanno simpatici che dovranno fare la stessa cosa.
Ecco, io sono emosssionatah, perché ricevere un premio è sempre un segno di attenzione, di stima, di affetto. E pensarmi 7 cose da dirvi di me che già non vi abbia detto, è un’impresa…

  1. se potessi cancellare un evento, cancellerei solo una piccola azione nel 2002. Anche se… io credo che niente accada realmente per caso e che quindi, pur con altre modalità, sarebbe successo comunque.
  2. mi accontenterei di vincere anche “soli” centomila euro al superenalotto per ristrutturare da capo a piedi casa mia, mantenendone la struttura e anche le porte un pochino storte (è una casa dell’ ‘800 e quindi non c’erano certi strumenti di misurazione). Credo che con la metà dei soldi dovrei riuscire a cavarmela, rifacendo tutto seriamente. Con quello che avanza prenderei una piccola autina, restituirei qualche soldo ai miei genitori, farei un viaggetto e se avanzasse qualcosa, lo metterei nel mutuo. Magari però un pochino di beneficenza come “ringraziamento” per questa fortuna.
    Se invece sbancassi il superenalotto, credetemi, assumerei vari professionisti per far fallire una determinata azienda locale: i soci devono soccombere brutalmente, per tutta la merda che gettano addosso ai loro “dipendenti”, per come gestiscono e trattano persone e sede di lavoro. E poi farei tutto quello che serve (tipo quanto sopra coi centomila euro) e varie donazioni ad amici, parenti ed enti. Non smetterei di lavorare o comunque cercherei di fare qualcosa di utile.
  3. sto puntando ad un Mac di qualche genere da tanto tempo, ma al momento posso solo dovermi decidere a fare il backup del mio portatile e portarlo al lavoro a qualche collega ché me lo rimetta in sesto. E se non posso avere un Mac, resto fedele all’Asus.
  4. il telefono che più ho amato e che più mi manca e che se fosse in commercio lo ricomprerei è il Samsung ZV60. Come lui, nessuno. E mai prenderei in considerazione un Motorola.
  5. quand’ero piccola-piccola avevamo un canarino giallo che si chiamava Pompeo. Quando veniva la nonna materna, lo faceva uscire dalla gabbietta e lui si metteva sulla sua spalla. Inoltre, Pompeo aveva un gusto musicale preciso: quando si metteva nel giradischi un disco di Rossini, partiva a gorgheggiare come un folle. Con altri compositori, zitto.
  6. alle elementari ero una peste. I miei genitori tremavano a vedermi tornare a casa, temendo una qualche combinazione tra note e castighi. Perché rispondevo alle maestre ed ero vivace. Eppure, ero una delle più brave in tutte le materie, matematica soprattutto: la maestra dovette eliminare la gara delle tabelline perché vincevo sempre io (tranne quando, una volta, mi uscì un 7*8? 48! Ancora non me ne capacito), sostituendola con una più democratica tombola delle tabelline.
  7. Dai primi anni di elementari fino alla mia terza media ero una fan sfegatata del Milan e sapevo tutto, ma proprio tutto, del calcio in Italia. Qualcosa anche sull’estero, ma poca roba. Dopo di che il glorioso Milan ha iniziato a perdere i miei giocatori preferiti e ho cominciato a non seguire più il calcio se non i mondiali.

Ecco, ora è arrivato il momento di elencare 15 blog, solo che sono già stati segnalati tanti dei blog che seguo. Per cui, chi non è stato ancora segnalato, si reputi segnalato da parte mia. Per cui, avanti con il premio!

Missione “importazione” da Splinder: riuscita! Ora decidete voi che fare.

Allora, ragasssciuoli, ho provato con un blog non mio (ringrazio per la fiducia) ad esportarlo da Splinder a Logga.me. C’ho messo tutta la serata di ieri, perché i post erano 3-4 mila e i commenti 4-5 mila. In più avevo problemi col portatile, per cui… Ma passiamo alla mia analisi, i miei suggerimenti, i miei dubbi. Insomma, vediamo di fare una panoramica.

In primis, il problema di tutti è salvare il proprio blog di Splinder in un formato che possa essere poi compatibile su altre piattaforme.
Allora, l’unico modo che io conosca è Logga.me. Ok, può non piacere il sito, può non piacervi l’idea dell’ennesimo account da creare, può essere che siete stanchi. Ma è l’unico che ha creato un plugin sul suo sito per permettere questa migrazione da una piattaforma (Splinder, che NON dà un file di backup di alcun genere) ad un linguaggio xml che è quasi universale.
Il post con le istruzioni, più facili e molto simili a quelle di Iobloggo, lo trovate in QUESTO POST QUI.
Una sola premessa: da quando vi iscrivete a quando ricevete la mail di convalida, passano ore, per cui non spaventatevi. Oppure controllate nella cartella dello Spam.
Consiglio: fate l’operazione di sera, in genere regge meglio.

In secondo luogo, Iobloggo NON è la soluzione (a mio personalissimo avviso): innanzitutto perché l’esportazione su questa piattaforma è un casino. C’ho penato tantissimo per il blog di cui sopra e non sono riuscita nell’intento (in realtà per un altro blog sono riuscita con molta fatica ma dubito sui risultati: troppi post e commenti in meno). Il sito non è grande come Splinder e mi pare che sia anche un po’ abbandonato a se stesso. In più, ricordiamocelo, nasce da una costola di utenti usciti da Splinder e il linguaggio di backup dei blog è html e csv (o come diavolo si chiamano). Per cui, non ci aiuta nella migrazione ad altra piattaforma.

Terzo, Logga.me vi permette di fare questa importazione e poi, essendo basato su WordPress, sotto “strumenti – esporta” ha la funzionalità per esportare il vostro blog in un file xml.

Dopodiché potete decidere serenamente e con tutto il vostro blog in mano cosa volete fare.
Logga.me è un sito abbastanza nuovo e con voglia di crescere e secondo me può avere una community più accattivante di quella di Splinder. Qui dipende se vi piace la struttura del sito (c’è chi non gradisce la grafica e simili, al limite fate proposte che possano tornare utili agli amministratori) e se vi va di investire su un prodotto italiano in crescita.
WordPress, che sta comunque dietro a Logga.me, è uno dei siti più lineari e stabili che io conosca. Tempo fa si scusarono per un miniproblema di cui quasi nessuno aveva avuto percezione. Ha molte funzionalità per il blog ma non ha una vera community.
Blogspot ovvero Blogger credo abbia una sua mini community, o per lo meno la possibilità di inviarsi messaggi privati. In più è direttamente collegato a Gmail, Picasa, Google+, per chi li usa.  (Mi suggeriscono che forse per importare il famoso file xml su Blogspot ci potrebbe essere qualche difficoltà, ma con la soluzione in QUESTO POST QUI).

A voi la scelta. L’unica cosa che mi sento di dirvi, è di scegliere una piattaforma che dia la possibilità di fare un backup regolare del vostro blog. E soprattutto, fatelo di tanto in tanto!

Inutili paranoie assurde ma soprattutto Celestiale serenità.

Se c’è una cosa che mi contraddistingue in questo ultimo periodo, è il nervosismo: me la prendo subito per tutto e per niente. Lo so, lo dichiaro mentre o prima che mi arrabbio. Perché una mia grande dote, seppur scomoda, è la consapevolezza. Essere consapevole significa vedere e riconoscere (ma non per forza sconfiggere o raggiungere) i propri limiti, i propri difetti, i propri pregi, le proprie incoerenze.
Ma il punto oggi non è questo.
Ringrazio Lassù perché alla fine ho preso le ferie proprio quando era il caso. Il tutto era incentrato soprattutto su oggi.
Perché se la delusione di cui al post precedente mi ha predisposta a questo malessere da gestire, l’incazzatura vi è subentrata dopo l’accusa di essere bugiarda, incoerente, scorretta e sleale. Vabbè, capita, no? NO CAVOLI! Non da una delle tue più care amiche. Eh no. Perché tra le cose su cui non transigo, c’è proprio la fiducia in amicizia.
Se io sono davvero amica di una persona, se c’è qualcosa che non mi quadra, prima ci rifletto su e mi chiedo perché ho questo dubbio. Poi provo a sondare il terreno ed infine chiedo spiegazioni. Non penso assolutamente alla malafede della persona amica, tanto meno lancio dirette insinuazioni.
Ma è evidente che questo discorso non valga per tutti, perché per frasi scritte e posizioni prese da me, per fraintendimenti totali e filmini paranoici altrui, sono stata direttamente ed ingiustamente accusata di essere bugiarda, scorretta, sleale. E da un’amica vera non me lo lascio dire.

Con queste premesse, non vedevo l’ora che arrivasse ieri, cioè mercoledì per scendere da papà per qualche giorno di ferie. Ma soprattutto contavo i minuti perché avevo una missione da compiere (oggi): incontrare uno dei panciomasculi più fantastici che ci siano.

Dopo un viaggio estremo (diluvio mari&monticolo, bus con porte rotte, rischio di perdita treno, poi treno Frecciadiqualchecolore stretto e con porte rotte), dopo una cena col padre putativo del divo micioso in un posto che dire straordinario è ancora dir poco, ieri, sono riuscita oggi a portare a termine la missione Celeste!

Ho avuto la fortuna (continuo ad invidiarmi) di poter conoscere di persona una Donna e Mamma splendida (io direi proprio Bella in termini assoluti), che le parole non possono spiegare. Innanzitutto non avevo proprio dubbi sul chi avrei potuto trovarmi di fronte. Poi ero così serena (grazie tesora!) che il tempo è stravolato col vento. Poter toccare quello scrigno prezioso che culla e protegge il G, vedere la K timidosa, abbracciare un gioiello di persona, ti lascia un’emozione che ancora mi scuote. Le parole scivolano, la timidezza un pochino cade ma il pudore un po’ resta, la gioia è tanta che non riesco nemmeno a descriverla.
Vedere poi lo stupore e la commozione di fronte al “lavoro” di tante persone che hanno pensato col cuore a farle una sorpresa, non è spiegabile a parole: la vicinanza a parole viene abbattuta da pensieri splendidi scelti ad hoc, così un pezzo di queste persone abbraccia totalmente questo panciomasculo speciale.

Io non ho le splendide parole tue, Celeste cara, per descrivere il tempo passato insieme. Avrei voluto dire tante più cose anche di persona (eppure ho parlato anche troppo), avrei voluto chiedere, avrei voluto abbracciarvi di più, avrei voluto spupazzarvi meglio, ma… il pudore. Il pudore dell’essere invadente, il pudore di esagerare, il pudore di arrogarmi cose così preziose e la mia insicurezza al contatto fisico… Anche se gli abbracci sono stati talmente naturali che mi sono sembrati fin troppo pochi. Ho goduto di ogni singolo istante, mi cullo nelle tue splendide parole che mi hanno commossa alle lacrime perché la persona che tu hai descritto è la persona che vorrei essere. Ma che spesso non si vede e che spesso non si vuole vedere.

E quindi oggi vado a letto soddisfatta e serena, con una sensazione speciale dentro. Grazie davvero. Grazie di cuore a chi mi ha permesso di vivere questa giornata.

Chiavi di ricerca

Ho provato a cercare tramite le utilità di WordPress, quali fossero le chiavi di ricerca usate per arrivare a questo blog sloggato, dalla sua creazione ad oggi. Ve ne segnalo alcune.

perennemente sloggata  (varianti di ogni genere e tipo): ebbene sì, sono io, sempre più sloggata.
perennemente adolescenti:  ecco, chissà perché non mi stupisco che sia approdato qui…
prostitutaxcaso: eh, davvero, ha incuriosito pure te, vero? che poi, è un bel po’ che non ci faccio un giro, su quel blog. appena mi ricordo, passo a curiosare.
“diritti dell’assertività” (varianti di ogni genere e tipo):
disquisendo: siamo nel posto giusto, qui si disquisisce del più e soprattutto del meno! torna presto a trovarci, grazie! 
ascanio pacelliche dire di lui? su di lui e sulla sua katia non c’avrebbe scommesso nessuno, ed invece! beati loro. 
si prostituisce nei bagni del centro comsecondo me più di quanto si sappia, mannaggia. 
bastoncini caffè macchinette:  crisi anche da voi? qui si prende il caffè a gruppi e si aspetta a bere, per passare eventualmente il bastoncino a colleghi e non. 
accètti:  come direi io degli abitanti autoctoni di mari&monti, o li accètti o li accétti. 
i negozi dovrebbero rimanere aperti anch // i negozi dovrebbero rimanere chiusi la d : insomma, decidiamoci: quando dovrebbero stare aperti e quando chiusi? 
le inculate piu forte dell mondo:  oltre ad un corso accelerato di concordanza grammaticale, direi che nonostante tutte le delusioni ecc. sono una persona fortunata. per cui, l’inculata maxima non l’ho ricevuta. per fortuna. 
genitori e figli personaggi:  uh, guarda, tra le mie amiche di blog ce ne sono alcuni da piegarsi in due!! 
eriadan:  gran vignettista fumettaro, te lo consiglio! trovi il suo link tra i miei qui a destra, sbircia pure!
ho inculato mia zia:  sì, capisco, e quindi?
storie commoventi genitori: qui difficilmente ne trovi, però se guardi i vari programmi di mariadefilippi sicuramente ne trovi quante ne vuoi.
calzedonia guadagno commesse:  così, ad occhio e croce, temo solo il minimo sindacale.
auguri sbagliati:  anche tu messo male come me o hai la fortuna di conoscere l’uomo sbagliato al momento sbagliato nel posto sbagliato?
www.mamme inculate degli figli: poracce, non solo faticano a metterli al mondo, ancora questo? (ripeto: un corso di italiano, please)
18 figli reality:  reality chi è?? come fa a mandare avanti la baracca con 18 figli?? 
yavannah cosce:  se ricordo bene, avevano sempre vestiti lunghi, sarà ardua la ricerca, che dici? 
fellatio:  ti consiglio di cercare su qualche dizionario di latino hehe
giudicatori o giudicanti: alla fine, cambia poi molto? 
perche loggarsi:  per educazione, credo. di certo è carino, anche se sloggati, non restare proprio anonimi del tutto. lo trovo per lo meno rispettoso. 
mi sento soffocare: anch’io purtroppo a volte.
caro diario:  caro diario, vorrei scriverti di più, ma mi sento bloccata. o, come appena scritto, soffocare. 
i negozi unieuro hanno una metratura di:  chi lo sa? 
(la differenza tra) irreale o surreale? : a volte meglio l’irreale. il surreale mi lascia un po’ ingabbiata.
detersivi sgrassatori cif : preferisco quello alla candeggina, rispetto a quello marsiglia.
espansiva:  a volte si passa male. 
fare la prostituta:  e?