Pignola, chi? Io? Naaa…

Conversazione telefonica tra Responsabile e Programmatore:
R: allora questa cosa te la segue Sloggata
P: ah, ok, e com’è Sloggata?
R: in che senso?
P: …pignola?
R: eh… !!

(…)

R: e anche quest’altra cosa te la segue Sloggata
Slog: auguragli buon weekend da parte mia!!

Risate.
Benvenuti su “Slog a parte”

Niente di diverso da 30anni fa: Zio, ne hai di umorismo, eh…

Mia nonna è sempre stata una donna con un certo umorismo (e in questo rivedo mamma), con voglia di scherzare e mascherarsi. E credo anche mio zio.
Di sicuro in questo frangente ci sono tutta una serie di coincidenze su orari, date e meteo che ci lasciano un certo conforto. Ce ne sono varie piccoline, ma tendenzialmente: morti lo stesso giorno; funerale lo stesso giorno; nevica.
Questo però mamma non me l’aveva mica detto, se no non venivo solo con scarpe da ginnastica più estive che invernali! Per cui, oggi saluterò la nonna con i miei vecchissimi, stylosissimi e coloratissimi moonboot. (E secondo me, la nonna approverebbe. Mamma sicuro)

Qualcuno, passando di qua e leggendo, penserà che sia un po’ fuori di testa a sdrammatizzare un evento simile. Il fatto è che è il mio modo di affrontare le cose, soprattutto quelle che fanno male, oltre al fatto di cercare un lato positivo che possa mantenermi serena (POLLYANNA TI ODIO!) e l’esser cosciente che alle soglie dei 91 anni, la sua vita se la sia fatta, che tra Alzheimer ed altri acciacchi la sua non fosse più vita.
Manca, però… è la Vita. Ed è giusto così.
Per ora.
In futuro, ne riparliamo.

Ah, sì, Zio e Nonna, gentilmente… casomai voleste mandarci qualche numeretto per il superenalotto o quel che vi pare, io non mi offendo, eh!
Fatevi una sana ciotola di gnocchi di patate al ragù alla mia salute, grazie!

La dignità dei Nonni

Amo mio nonno: 95 anni e non sentirli (né vederli, nel.vero senso delle due parole). Una dignità da pochi.
Dopo esser passata a salutare la nonna, vado dal nonno.
“Sei andata in casa di riposo?”
Certo nonno.
“Hai visto che bella la nonna?” (Mamma lo aveva portato poco prima. Mi immagino che le abbia dato qualche carezza e bacio)
Sì, nonno, bella ed elegante.
Sorride.
La mia giacchina (mamma: “così ti porta sempre con sé) le sta d’incanto, sopra la camicetta bianca col collo merlettato.
Come non amarli?

14 marzo 2015 – strane coincidenze

Come dicevo nel post precedente, sono 30 anni oggi che è mancato lo Zio.
Quest’anno, oggi, è il PiGreco-Day.
Quest’anno, oggi, lo Zio è venuto a prendere la Nonna e ad accompagnarla Lassù.
Non me ne rendo ancora del tutto conto, perché sono lontana da tanti anni, la vedevo sempre poco e sempre più spenta. Lunedì sarà il giorno del saluto.
Di lei, ormai, già mancavano da anni lo humour, le mentine, quegli splendidi gnocchi di patate al ragù, il suo parlar mezzo dialetto di una valle e mezza lingua dell’altra. Di sicuro, ora mancheranno i suoi occhioni furbetti.

Il Nonno, ormai sordo e cieco, credo sia sereno e aspetti anche lui, anche se già da tempo, la sua chiamata.

Per cui, domani torno a Supeimonti ad abbracciare stretta la mia Mamma.

Zii: tra vice-genitori e primi fidanzatini

Ho sempre pensato che gli Zii siano tra le persone più speciali che la Vita possa donarci. Certo, i Nonni sono dei gioielli, ma io oggi voglio parlare degli Zii.
Ammetto di esser stata tanto fortunata, non solo per le storie agghiaccianti sul parentame che conoscenti ed amici raccontano.
Io avevo un solo Zio, quello materno. (Di prozii, invece, ne ho collezioni) Lui e la moglie sono i miei padrini di Battesimo. Per cui lei è, di fatto, mia Zia.
Durante la mia prima infanzia li ho visti spesso: se non venivano loro a trovarci a PerlaTermale, andavamo noi a Supeimonti a trovare loro e i Nonni materni. Mi hanno tanto amata.
Succede, però, che mio Zio e mia Zia si separano, mio Zio si ammala di cancro, mio Zio viene a mancare. Il suo ultimo pensiero è per me: “dopo che me ne sarò andato, cambiate i mobili di camera mia e prendeteli chiari, ridipingete tutto come cameretta per Slog quando verrà a trovarvi (i miei Nonni). Non voglio che veda una stanza cupa (in effetti i mobili erano scuri) e ricordi questi momenti tristi.” E infatti, una delle prime cose che fecero, fu proprio far ridipingere di chiaro la stanza, con motivi sul rosa e giallo (andava di moda il rullo, con fantasie varie, non saprei come spiegarvelo), e poi riarredare la cameretta con mobili chiarissimi.
Mi ricordo, anche se sono passati 30 anni, lo Zio “dormiente” sul suo letto, prima del funerale. Non mi ricordo però il dopo funerale. Ma i miei, direi più che altro mamma, mi hanno sempre spiegato serenamente e secondo la mia età, per cui tante cose non le ho fissate perché “normali”. Nel senso che non mi hanno fatto passare traumi o fatto prendere come tragedie le cose: “diversità”, disabilità, omosessualità, come nascono i bambini, ecc., mi veniva spiegato in maniera adatta e senza pregiudizi né pietà. Ma comprensione, accettazione, rispetto e quant’altro.
Tuttavia, come l’anno scorso, mi manca.

Nel frattempo mia Zia si stava ricostruendo la sua vita con un altro uomo da cui ha avuto, nel tempo, quelli che chiamo “i miei cuginetti” (anche se tanto “etti” non sono più…). Il suo compagno non si è mai sostituito a mio Zio. Anzi. Lui è sempre stato un altro Zio. L’ho sempre chiamato per nome, anche se il mio affetto per lui è immenso. La Zia e suo marito sono per me due vice-genitori. Sono sempre stati presenti, sia per me sia per la mia famiglia.
Solo qualche anno fa, però, mi è tornato alla memoria un episodio piuttosto importante. La Zia e il suo (allora) compagno (ora suo marito), venivano a trovarci spesso a PerlaTermale e quando andavamo dai Nonni a Supeimonti, ovviamente andavamo a trovarli.
Una domenica che erano da noi, mi chiamano in cucina e lui mi dice che deve parlarmi. Suonava più o meno così: “Sai, Slog, io e tua Zia vorremmo sposarci (il mio primo cuginetto c’era già) ma vorremmo sapere se anche tu sei d’accordo, perché per noi è importante”. Credo di aver gioito e risposto qualcosa tipo “Per me va bene, se la Zia è felice”. Non era una cosa banale, non era una domanda dovuta, eppure mi ha chiesto la mano di mia Zia. Mi ha chiesto il permesso di sposare la mia vicemamma. Colei che era la moglie del mio Zio adorato.
E a pensarci da adulta, l’ho trovata una cosa meravigliosa. Immensamente meravigliosa.
Per questo mi sento fortunata: è vero, mi è stato tolto lo Zio adorato. Ma mi è stato mandato un altro Zio preziosissimo.
E anche se la situazione all’epoca non era rosea, si è sistemato tutto “per Sloggata”. Cosa per cui non ringrazierò mai abbastanza.