Cucito creativo e primi passi con la macchina da cucire

Spuntì l'aiutante supervisore

Spuntì l’aiutante supervisore

Erano anni che desideravo frequentare un corso di cucito ma alla fine non ho mai investito in un corso. L’anno scorso, tra le molte mail della newsletter del circolo ricreativo di CdM è arrivato anche il progetto dei corsi di cucito creativo: corso base e corso avanzato.
Essendo in salatest ed avendo orari flessibili, mi sono detta “perché no?” e mi sono iscritta al modulo base: questa è una macchina da cucire, questo è il volano, questa è la spolina e si fa qui sotto, ecc. Io ero come davanti al 7° e 8° mistero di Fatima: ecco da dove esce il filo sotto!!
Alla fine, nonostante il costo, un modulo alla volta, li ho seguiti tutti. Attenzione, non dico che costasse troppo perché riconosco assolutamente il tempo e la professionalità della maestra (peraltro deliziosa e carinissima) e anche il noleggio delle macchine da cucire per chi non ce l’avesse o per chi non potesse portarsela avanti e indietro da casa (pesano. Mamma mia se pesano, soprattutto quelle vecchie. Inoltre spostarle in continuazione potrebbe non essere sempre una buona idea). Però comunque sul totale mi è preso un colpo.
Ma io volevo imparare e quindi seguire tutto il percorso che, era evidente, era studiato in incremento di nozioni e “difficoltà”. Per cui, il primo modulo mostrava la macchina da cucire, attrezzi vari, tecniche e punti base, cerniere, imbottitura, bordure, e quant’altro. E poi nei moduli successivi, si passava a creare altro.
Ergo, tanto ero entusiasta che mamma – sono sicura – è entrata in brodo di giuggiole: mia sorella ad un corso di cucina ed io di cucito. Per lei che ha fatto economia domestica in Germania, figuriamoci! Dicevo, tanto ero entusiasta che mamma mi ha regalato la sua macchina da cucire. Solo che attualmente sto tirando giù tutte le parolacce dal vocabolario perché ogni volta c’è un problema diverso. Devo capire cosa sbaglio, al di là degli evidenti (30-33 anni) della signora.

Ne riparliamo.

“Adotta un Alveare” un progetto originale e meraviglioso

Adotta un Alveare

Adotta un Alveare: adotta le tue api e ricevi in omaggio i loro prodotti.

Un’amica di Facebook ha aderito a questo progetto e ne sta parlando anche bene. Sembra una cosa interessante e fa bene sia a noi sia all’ambiente:
Senza tanti giri di parole, vi copio le informazioni base che ho trovato sulla loro pagina Facebook. Ma sostanzialmente: visiti il sito, scegli uno tra i tre tipi diversi di adozione, paghi e così adotti un alveare tuuutto tuo, ti aggiornano con foto, video, informazioni nel tuo account sul loro sito, ti mandano in omaggio qualche prodotto del tuo alveare. Non è una pheegata??

Prima o poi ci penso seriamente, magari come regalo a Nipotins. Intanto vi sottopongo questa chicca e se qualcuno aderirà, mi faccia sapere!

INFORMAZIONI SULLA PAGINA
  • Indirizzo: Pula (Sardegna)
  • Breve descrizione
    Adottaunalveare è una piccola impresa apistica che ha come fine primario la tutela delle api e dei loro prodotti.
  • Descrizione lunga
    Adottaunalveare è un progetto volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla salvaguardia delle api che non si limita alla sola divulgazione di materiale informativo, ma prevede un coinvolgimento diretto attraverso diverse proposte di adozione. L’adesione all’iniziativa è molto semplice e richiede tre semplici passi: la registrazione sul nostro portale, la scelta del tipo di adozione e il pagamento. Oltre alla ricezione di una serie di prodotti omaggio, l’adottante potrà monitorare, attraverso un’area dedicata sul portale, l’andamento della famiglia adottata.
  • E-mail: info@adottaunalveare.it

 

Lutto informatico

Tralasciando il fatto che io stia bestemmiando la macchina da cucire di mamma sul punto zig-zag (oltre al resto), mi sono appena resa conto che quando ho detto di formattare tutto, installando Linux sul mio notebook, non ho realizzato che i due dischi che mi proponeva NON erano le due ripartizioni effettivamente esistenti in precedenza MA erano il notebook intero (e ok) e l’harddisk da 2tb su cui avevo appena finito il backup e che mi sono dimenticata attaccata al pc. Per cui alla domanda “slog, pialliamo tutto? sei sicura sicura?” ho risposto sì. e quindi ora spero che tra capo, colleghi, amici, colleghi di amici, conoscenti di conoscenti, gente di “sei di mari&monti se”, ci sia qualcuno che possa ripristinarmi il filesystem precedente e recuperarmi TUTTA (e ripeto TUTTA) la mia vita digitale.

Non ho nemmeno la forza di prendermi per il culo da sola, figuriamoci piangere.

E dire che sarebbe una delle cose che direi a qualsiasi mio utonto.

Dove comprare gli E-book?

Da quando ho ricevuto l’e-book reader (leggete qui i vari post dedicati: 123), mi si è aperto un mondo sugli store da cui scaricare legalmente gli e-book. Ci sono quelli gratuiti e quelli a pagamento.
Di siti noti, ce ne sono quanti ne volete. I classici colossi non serve nemmeno che ve li elenchi.
Io, però, grazie ad altri blog in cui sono approdata più o meno per caso, ho scoperto UltimaBooks, ora diventato StreetLib Store, un sito tutto italiano con libri in versione elettronica e in versione audio, in italiano e in altre lingue, con prezzi anche simili a quelli di colossi noti.
Ovviamente ci sono anche varie promozioni ed ebook gratis.

E’ un sito di semplice consultazione e funziona in maniera chiara: si può pagare o tramite PayPal o carta di credito. Oppure, molto accattivante, si può acquistare una ricarica loro che prevede un regalo di una percentuale che va dal 10% al 15% in aggiunta (10,00 € —> 1,0 €; 25,00 € —> 3,0 €; 50,00 € —> 7,0 €; 100,00 € —> 15,0 €), utilizzabile ovviamente in più volte. (Poi, magari ricordo male, potrebbe essere che sul primo acquisto ci sia uno sconto o un omaggio. Spero sia ancora così, è sempre un interessante incentivo alla fidelizzazione)

Infine, le Newsletter sono piuttosto simpatiche ed originali, particolarmente frizzanti e vivaci. Direi pure “pazze”.

Insomma, io ve lo consiglio. Intanto vado a contattare la Libraia, ho da farle qualche domanda per curiosità mie ma non solo.

Stay tuned!!

La “Bridget Jones” del giallo italiano: Alice Allevi, by Alessia Gazzola

Un anno fa, quando per riprendermi dalla brutta storta alla caviglia destra mi si fratturò quella sinistra, una mia amica di Supeimonti mi passò qualche libro per farmi passare il tempo in poltrona. Tra i vari romanzi, apprezzai particolarmente due autrici: Tess Gerritsen (di cui vi parlerò magari più avanti, quando ri-recuperò qualche suo libro) e Alessia Gazzola. In realtà procrastino da ancora più vergognoso tempo nel parlarvi di Gaia Conventi, ma ora che forse riesco a riavvicinarmi al mio blog, arriveremo anche a lei. A proposito, perché ci sono pagine di Wikipedia su cani&porci e non ce n’è una su Gaia? Questo glielo devo chiedere.

Parliamo di Alessia Gazzola, medico legale e scrittrice siciliana, che ha esordito nel 2011 con un libro giallo in cui la protagonista, Alice Allevi, si rivela una antieroina, un incrocio tra una sorta di Jessica Fletcher (La Signora in Giallo, un pelino portasfiga) e una sorta di Bridget Jones all’italiana (ma un po’ meno imbranata dell’originale, per fortuna). Anzi. Parliamo dei suoi libri.

L’allieva (Longanesi 2011)
Un segreto non è per sempre (Longanesi 2012)
Sindrome da cuore in sospeso (Longanesi 2012) – si tratta in realtà del prequel, per cui può essere tranquillamente letto per primo
Le ossa della principessa (Longanesi 2014)
Una lunga estate crudele (Longanesi, Gennaio 2015)

Come potete notare, sono tutti editi da Longanesi per la collana La Gaja Scienza (qui è la pagina dedicata all’autrice, sul sito della casa editrice dove ci sono anche le sinossi dei singoli libri), anche se in realtà ci sono anche le edizioni tascabili TEA (attualmente dei primi quattro, manca l’ultimo). Esistono anche le versioni e-book dei libri, ed io le ho comprate sul fu UltimaBooks ora StreetLib Store (trovate su questo link) e, anche di questo ve ne parlerò a breve: sto preparando il post. Anzi, I post.

Di cosa parlano? Non vi svelerò molto, perché non mi piace rovinarvi la lettura. Per cui vi racconterò in maniera (OVVIAMENTE) sloggata.

La protagonista è Alice Allevi, una studentessa di medicina all’ultimo anno che, in crisi, si pone la classica domanda “Ma perrrrrché?? Ma chi me l’ha fatto fare??”. Solo che incrocia un medico legale tanto fico quanto stronzo, e si appassiona alla medicina legale pure lei; uno dei figli del capo assoluto, e ci farà una figuraccia spaziale; una coinquilina giapponese piuttosto sui generis, e sarà una fonte di calore e divertimento umani; una collega di specializzazione super gnocca e super ambiziosa, pronta a schiacciarla quando possibile; una imbranataggine dietro l’altra; una disavventura dietro l’altra; un tira e molla infinito di provocazioni di ogni genere con il medico legale di cui sopra; il tutto in un vortice di scorrevolezza di lettura che non può che far bene. Forse solo il 4° libro, in una parte, potrebbe essere troppo prolisso, ma in realtà scorre tutto piacevolmente e ci strappa anche qualche risata incontenibile.
I capitoli hanno tutti una citazione come titolo e in genere vengono citati gli autori (anche se si tratta di un’autocitazione tratta dal romanzo stesso), capita però che ogni tanto qualche nome si perda.

Sono romanzi ben scritti, divertenti, leggeri ma non superficiali, sono molto moderni e non così attaccati all’omicidio come potrebbe essere il classico giallo all’inglese.
Insomma, se non si è capito, io amo i gialli e ho molto apprezzato questa saga. Spero che l’autrice stia scrivendo un altro romanzo, anche se immagino che sia presa dall’arrivo della sua seconda creatura.

Ah, ed è ufficiale: la Rai sta preparando la fiction tratta da questi romanzi. Se volete avere più info sugli attori, cliccate sul post di Rose – Il nostro angolo dei sogni, di cui vi do una anticipazione. Così, sulla carta, a vederli, mi paiono gli attori fisicamente giusti. Vedremo cosa sapranno trasmetterci. Incrociamo le dita.

È ufficiale: Serie tv de “L’allieva” di Alessia Gazzola

È ufficiale: Serie tv de “L’allieva” di Alessia Gazzola