Calendario dell’Avvento per Nipotins.

Quest’anno è un anno davvero speciale, anche in positivo: a giugno è nata la bimba di Sorellamica, quindi  una nipotina cui bisogna trovare un soprannome tutto suo. Sorride quasi sempre ma è un’aquilotta. Ha due occhioni blu e dentro ci sono il cielo e il mare.
Nelle prossime settimane arriva anche il fratellino o la sorellina di Nipotins. Non si sa nulla ma così come io sentivo che Nipotins fosse maschietto, allo stesso modo la mia prima sensazione è che stavolta sia Nipotina (necessiteremo comunque un soprannome anche per l*i). Ma vedremo, nessuno lo sa ancora anche perché se fosse femmina, si scatenerebbe l’inferno: la aspettano già dai tempi di Nipotins.
Al di là di tutto, basta che stiano bene tutti. Nipotins non sembra particolarmente interessato ma preferirebbe un fratellino perché, vedendo due amichetti, ha capito che potrebbe giocarci più facilmente. Io non so cosa sperare, per entrambe le creature.

Visto che ormai Nipotins dopo Natale compie 4 anni ed è grande abbastanza, sveglio anche troppo, visto che arriva questa creatura a distogliere inevitabilmente un pochino di attenzione da lui, ho pensato di fargli il Calendario dell’Avvento.
Direte: così presto?
Rispondo: certo! Le cose non pericolose, per così dire, le prendo da siti come Aliexpress e ordinando ora, dovrebbero arrivare entro 60 giorni, sperando che non vadano perse. Perché ci sono ottimi prezzi e cose carine. Per il resto, inizio a cercare nei negozi fisici qua in giro.
Anche perché dovrò tornare a Supeimonti entro fine novembre o spedire tutto con un certo anticipo (e mi sa che non avrò i tempi tecnici).

Accetto suggerimenti, nel frattempo vi elenco le mie idee. Diciamo che vorrei restare sotto i 5 euro a regalino, come media.
fogli scratch da “colorare” grattando via la patina superiore, tappeti disegnabili, pennarelli a punta grossa, astuccio dei Minions, dei lavoretti tipo un disegno su cui incollare delle palline di carta colorata, sacchetti-zainetto da asilo, calzini, mutandine, spazzolino, dentifricio, bagnoschiuma, asciugamanino, qualche giochino (macchinine, slimer che cambia colore a seconda della temperatura, accetto suggerimenti) e qualche dolcetto. Se possibile, cercherò cose dei vari personaggi in voga tra i giovani 4enni, come Cars, Wings, Superpigiamini, Uomo Ragno ecc.
E dei sacchetti di carta color rosso, verde, carta da pacco, tipo lunch-bag, per metterci dentro i singoli regalini.
Ora però devo capire come legare o sistemare tra di loro i 24 pacchetti. Idee?

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Mainagioiah sentimentaleh

Di foto mie, sui social, ce ne sono poche. Molto poche. Eppure.
Un pomeriggio mi arriva una notifica su uno di questi social su cui, come foto profilo, c’è una foto di 3 anni fa. Oddio, non che io sia cambiata molto fisiognomicamente, però in quella foto ho i capelli più corti.
Ad ogni modo, mi arriva una notifica del tipo “Ciao! Può essere che lavori in via Vicino A Colosso Del Monte? Credo di averti vista passare, prima”.
Cielo. Ma che davvero? E in effetti sì. Cosa faccio, cosa non faccio… rispondo.
Morale della favola: Ci si becca per un caffè dopo pranzo qualche giorno dopo: lavoriamo tutti e due vicini.
Benissimo. Tipo caruccio e simpatico, non autoctono, non proveniente da una certa zona che per me è come il miele per gli orsi, ma abbastanza ben integrato localmente. Genuino e gattofilo.
Qualche giorno dopo, un giovedì o venerdì “Ciao, domani sera vado con alcuni amici alla sagra di Località Sperduta Sull’Altipiano, non so se ti interessa… *occhiolino*” con allegata la locandina del gruppo Cover Band
Eh, beh, vi pare che non mi interessi? Eh? Vi pare?
Ho conosciuto altre persone simpatiche, ho passato una serata divertente e carina.
Mi ha riaccompagnato alla macchina e abbiamo chiacchierato ancora un po’.
Qualche incrocio in zona lavoro, c’è stato. Sempre saluti con bacio-bacio.
Qualche scambio di messaggi, quotidianità varie, straordinarietà varie e silenzio.
Totale.
Ciao – ciao se ci si incrocia e il nulla.

Quest’anno è stato l’anno delle conferme di persone a me vicine. Conoscenza di persone nuove, donne o uomini interessanti e che stranamente mi ispiravano un sacco (amicizia o meno). E soprattutto del loro silenzio, della loro sparizione.

In questo caso, sono perplessa e anche dispiaciuta. In un altro caso che sto vivendo (amicizia), incredula. Nel caso dell’ultimo stronzo (ma vi aggiornerò, perché davvero, oh…), sono tra il profondamente ferito, l’amareggiata forte e l’incazzato andante.

Missverständnisse – Fraintendimenti

Sono andata qualche giorno nella mia città natale, Perla Termale, ospite di amici storici dei miei. La coppia di amici che si è formata grazie ai tuoi, quelli che ti conoscono da prima che nascessi. Insomma, degli zii a tutti gli effetti.
In quei pochi giorni mi sono divertita anche grazie alla sequenza di piccoli fraintendimenti. Ve ne racconto alcuni.
Prima di trovarmi con questi zii, avevo appuntamento con la dottoressa di base della mia famiglia fino a quando ci siamo trasferiti da Perla Termale a Supeimonti. Appuntamento in un posto in teoria facilmente raggiungibile dalla superstrada. Senonché la sottoscritta ha capito fischi per lucciole, non ha notato un cartello generico (quello specifico non c’era) e non ha visto la struttura (grande) che doveva raggiungere, ha sbagliato la conta delle rotonde (che sarebbe stata LA rotondA), è arrivata praticamente ai quartieri alti della città. Vabbè, torna indietro e imbocca la rotonda di nuovo, anziché svoltare. Alla fine ce l’ho fatta.
(No, il Tomtom non lo trovavo – era sotto il sedile, ovviamente – e Google Maps sullo smartphone indicava un po’ quel che gli pareva. Tralasciando il fatto che, a monte, avessi frainteso io le indicazioni)
Erano lustri che non la vedevo di persona, seppure via Facebook qualche contatto, consiglio, scambio ci sia stato. Ma riabbracciarla di persona è stata un’altra cosa.
Ci sediamo al bar e ordiniamo uno Spritz per lei ed un the freddo al limone per me. Arriva la signora con lo Spritz e con una teiera e delle bustine. Resto talmente interdetta che la barista, andandosene, torna indietro…
(tra parentesi: Perla Termale è una città glaciale d’inverno e torrida d’estate)
Dicevo, torna indietro…
* …?
– mi scusi, avevo chiesto un the freddo al limone
* ah, frhetto, mi skuSi. Glielo porhto supito. Kome lo fuole?
– The freddo al limone
* Peska…?
– Limone
* Mi è rhimasto Solo Peska
– Ok, pesca, freddo. Grazie
Seguono chiacchiere, consigli, baci e abbracci.
Raggiungo in luogo a me noto, i miei amici. O, meglio, si fanno trovare dove io possa raggiungerli al volo e seguirli in auto per attraversare la città (ci ho guidato una sola volta, marginalmente, qualche anno fa e la viabilità è sempre stata piuttosto particolare). Raggiungiamo altre due persone che mi presentano. Solo che una di loro la riconosco per averla tra i contatti di Facebook: ci furono, su alcuni gruppi, vari problemi con alcune persone e quindi, da amministratrice di un gruppo, io, ad amministratore di un altro gruppo, lui, cercai di risolvere direttamente con lui un paio di questioni, prima di alzare i toni. Fu ragionevolmente collaborativo.
– Piacere NomeSuo, sono Sloggata. Sloggata Perennemente.
* Piacere, NomeSuo.
*… Sloggata…? La amministratrice di…?
– Sì, proprio io. Ora si può dire che non sono un fantasma né un fake creato da altri 😉
Ordino un Apfelschorle (succo di mela con acqua gassata, dissetante e fresco) e arriva preciso.

Andiamo a mangiar la pizza in un Circolo in cui, da bambina, entravo occasionalmente perché quello di riferimento della mia famiglia era uno più vicino a casa. Più semplice e grande di questo, più elegante ma meno divertente.
Ordiniamo da bere: Radler (birra e limonata) per lo zio, Spetzi (cola e limonata) per me, acqua naturale per la zia.
Arrivano le bevande, i colori coincidono, assaggio e… bleah. No, davvero, c’è una cosa di cui mi vergogno – da altoatesina – e con cui cerco di far pace. Ci provo, eh, ad assaggiarla, ma proprio non riesco a farmela piacere: la birra. All’altra cameriera non sfugge la mia espressione:
* Signora, qualcosa che non va?
– Guardi, mi perdoni, sa, è che a me la birra proprio non piace, se no me la terrei al posto della Spetzi, ma proprio non…
* Diesel (birra e cola), le hanno portato il Diesel. Le faccio portare subito la Spetzi, mi scusi.
– Nessun problema, anzi, mi scusi ma proprio la birra, non ce la posso fare.

Giorno successivo, visita specialistica per avere un parere diverso sulla mia situazione con una dottoressa conosciuta nel gruppo che amministro. In realtà sono entrata prima in contatto con la sorella professoressa, che mi ha dato i riferimenti della dottoressa ancora ai tempi delle prime diagnosi. Per cui, la scusa della visita mi ha portata a Perla Termale, la professoressa mi ha invitata a pranzo dicendo “fai la visita e poi vieni a pranzo con mia sorella”. Figuriamoci se mi perdo l’occasione di conoscere delle persone interessanti, con 3 mega cagnolone e 3 gattoni meravigliosi! (oh, il Maine Coone è immenso, dal vivo. Ma E NOR ME)
In tutto questo, avevo letto il libro della dottoressa e me l’ero portato dietro da Mari&Monti a Supeimonti, così da potermelo far firmare a Perla Termale. Sì, schön´s wäre. Sarebbe stato bello se non me lo fossi dimenticata sul letto a Supeimonti.

La sera torniamo a cena al Circolo perché avevamo prenotato l’insalata di mare.
Arriviamo e noto un viso famigliare. Un rompicoglioni di prima categoria, secondo l’esperienza avuta su Facebook con questa persona. Questa persona è stata una di quelle che ha sostenuto, più o meno attivamente, il gruppo di persone che davano pesantemente contro al mio gruppo quando lo ereditai. Oltre ad essere pedante, sotuttoio, onnipresente ecc. MA. Ma dalla mia parte gioca il fatto di non avermi mai vista, credo nemmeno in foto, né di avermi conosciuta di persona. Ho il forte sospetto che mi abbia notata e inquadrata (dipende se qualcuna delle poche persone incontrate nelle 24 ore precedenti, gli ha detto che ero in città ed eventualmente con chi), per alcune frasi che ho sentito quando ognuno dei due gruppi se ne stava andando, tuttavia non credo che ne avrò la conferma. Ma non importa.
Insomma, ordiniamo una birra media e due acque naturali. Arrivano una birra media, un’acqua naturale ed un’acqua frizzante. Zia ed io ci guardiamo e “no, va bene così, fa talmente caldo che va benissimo frizzante, forse meglio.”

Nei ritagli di tempo ho potuto camminare indisturbata per le vie della mia città, quelle che bazzicavo poco anche da piccola, lontana dai miei luoghi soliti ed emozionarmi quel po’ che posso permettermi in questo periodo: lo specialista mi ha consigliato di tenere sotto controllo la tachicardia (che mi pare sia finalmente tranquilla). La prossima volta mi avventurerò anche nei miei luoghi d’infanzia più importanti.
Non ho potuto incontrare molte persone anche per il periodo scelto, visto che molte erano in ferie o avevano già altri impegni. Ma d’altronde la decisione è stata abbastanza tardiva.
E’ stato comunque molto emozionante ritrovare cose uguali, cose diverse, fare i confronti, non trovare altre cose.
Tutto questo in una fase di cambiamento di farmaco, adeguamento costante del dosaggio, sbalzi emotivi, gestione difficoltosa della memoria e delle mie reazioni.
Mi sento in barca. Me l’avevano detto ma non mi era chiaro cosa intendessero.
Io, nata in mezzo ai monti, su due fiumi, non vedo l’ora di poter attraccare.

Un anno fa… la svolta.

Un anno fa succedeva questo: L’amica ritrovata. Il post era successivo, un po’ per scaramanzia, ma succedeva in questi giorni qua. Oggi, un anno fa, alle 18.15-20 scendevo dal bus e lei mi stava aspettando alla fermata; non ci siamo nemmeno salutate ma abbracciate. Strette, forte, in silenzio. E poi abbiamo cominciato a chiacchierare, parlare, comunicare, raccontarci, riassumere e riassumerci… La cosa più naturale del mondo.
Ero felice, quei giorni. Ma ho avuto anche istanti di paura, di ripiombare nel passato. Che non fosse come speravo. E infatti, non è stato come speravo: è stato meglio, molto meglio. E’ stato un anno incredibile, tra i più belli – nonostante tutto – degli ultimi anni. Difficile ma non mi sono mai sentita sola né abbandonata: non solo per lei, ho la fortuna di avere attorno persone davvero care, ma con lei è andato a posto un pezzo del puzzle della mia vita. Un pezzo fondamentale.
E’ stato un anno incredibile, fatalità, coincidenza, chi lo sa, in cui mi sono rimessa in gioco su molti versi. Non senza difficoltà, perché di delusioni personali ne ho vissute un po’. A livello di notizie negative, non serve che le riassuma. A livello di notizie positive, però, devo dire di averne avute di importanti. Nascite, alcune già avvenute, alcune da avvenire. Nipotini nuovi, esperienze nuove, amicizie che cambiano, in qualche modo. Dinamiche nuove che sono curiosa di vedere come evolvono, crescono.
Questi 365 giorni sono stati incredibili, ma incredibili davvero. Questi ultimi mesi sono stati movimentati. E lo saranno ancora: giovedì la prima visita in Medicina Nucleare nell’altra città capoluogo di provincia per poi approdare ad altri esami (scintigrafia?) e terapia (una o più terapie allo iodio radioattivo?).
Nel frattempo si stanno smuovendo altre acque. Ed io me le auguro, spero che continuino su questa linea perché me lo merito e mi piacerebbe tanto attraversarle, accompagnarle, seguirle, precederle, lasciarmi cullare.
E questo con la mia Sorellamica. In questo momento, al di là di alcune difficoltà che ho sul groppone, sono contenta. Sono stanca ma sono contenta. E grata. Tanto grata.

Buon anniversario, Sorellamica mia. Grazie per ogni istante che mi hai riservato quest’anno. Ogni attenzione, ogni strigliata, ogni abbraccio, ogni dono, ogni regalo, ogni espressione del tuo affetto ed ogni attimo di pazienza verso i miei silenzi, le mie esplosioni, i miei dubbi, i miei pianti, le mie paure. Grazie per l’aiuto nel ricordarmi e riportarmi a chi ero ma con la attualità di chi sono, anche se il cammino è davvero lungo e difficile.
Grazie, Sorellamica mia. Ti voglio bene, in una maniera così totalizzante che non so nemmeno descrivere.

Cose bizzarre e scaramanzia…

Tendenzialmente non sono scaramantica. Ma stavolta sì. Nell’ultimo post vi dicevo che l’astrologo mi ha detto che alcune cose si sistemeranno. Bene. Qualcosa si muove davvero. E in maniera piuttosto bizzarra ed originale, ma delicata. Non dico altro, ma incrociate le dita, i capelli, gli arti, baffi, code, vibrisse, qualsiasi cosa. Sai mai che finalmente…

Grazie, intanto. Poi vi racconterò, a prescindere dal risultato.