Missverständnisse – Fraintendimenti

Sono andata qualche giorno nella mia città natale, Perla Termale, ospite di amici storici dei miei. La coppia di amici che si è formata grazie ai tuoi, quelli che ti conoscono da prima che nascessi. Insomma, degli zii a tutti gli effetti.
In quei pochi giorni mi sono divertita anche grazie alla sequenza di piccoli fraintendimenti. Ve ne racconto alcuni.
Prima di trovarmi con questi zii, avevo appuntamento con la dottoressa di base della mia famiglia fino a quando ci siamo trasferiti da Perla Termale a Supeimonti. Appuntamento in un posto in teoria facilmente raggiungibile dalla superstrada. Senonché la sottoscritta ha capito fischi per lucciole, non ha notato un cartello generico (quello specifico non c’era) e non ha visto la struttura (grande) che doveva raggiungere, ha sbagliato la conta delle rotonde (che sarebbe stata LA rotondA), è arrivata praticamente ai quartieri alti della città. Vabbè, torna indietro e imbocca la rotonda di nuovo, anziché svoltare. Alla fine ce l’ho fatta.
(No, il Tomtom non lo trovavo – era sotto il sedile, ovviamente – e Google Maps sullo smartphone indicava un po’ quel che gli pareva. Tralasciando il fatto che, a monte, avessi frainteso io le indicazioni)
Erano lustri che non la vedevo di persona, seppure via Facebook qualche contatto, consiglio, scambio ci sia stato. Ma riabbracciarla di persona è stata un’altra cosa.
Ci sediamo al bar e ordiniamo uno Spritz per lei ed un the freddo al limone per me. Arriva la signora con lo Spritz e con una teiera e delle bustine. Resto talmente interdetta che la barista, andandosene, torna indietro…
(tra parentesi: Perla Termale è una città glaciale d’inverno e torrida d’estate)
Dicevo, torna indietro…
* …?
– mi scusi, avevo chiesto un the freddo al limone
* ah, frhetto, mi skuSi. Glielo porhto supito. Kome lo fuole?
– The freddo al limone
* Peska…?
– Limone
* Mi è rhimasto Solo Peska
– Ok, pesca, freddo. Grazie
Seguono chiacchiere, consigli, baci e abbracci.
Raggiungo in luogo a me noto, i miei amici. O, meglio, si fanno trovare dove io possa raggiungerli al volo e seguirli in auto per attraversare la città (ci ho guidato una sola volta, marginalmente, qualche anno fa e la viabilità è sempre stata piuttosto particolare). Raggiungiamo altre due persone che mi presentano. Solo che una di loro la riconosco per averla tra i contatti di Facebook: ci furono, su alcuni gruppi, vari problemi con alcune persone e quindi, da amministratrice di un gruppo, io, ad amministratore di un altro gruppo, lui, cercai di risolvere direttamente con lui un paio di questioni, prima di alzare i toni. Fu ragionevolmente collaborativo.
– Piacere NomeSuo, sono Sloggata. Sloggata Perennemente.
* Piacere, NomeSuo.
*… Sloggata…? La amministratrice di…?
– Sì, proprio io. Ora si può dire che non sono un fantasma né un fake creato da altri 😉
Ordino un Apfelschorle (succo di mela con acqua gassata, dissetante e fresco) e arriva preciso.

Andiamo a mangiar la pizza in un Circolo in cui, da bambina, entravo occasionalmente perché quello di riferimento della mia famiglia era uno più vicino a casa. Più semplice e grande di questo, più elegante ma meno divertente.
Ordiniamo da bere: Radler (birra e limonata) per lo zio, Spetzi (cola e limonata) per me, acqua naturale per la zia.
Arrivano le bevande, i colori coincidono, assaggio e… bleah. No, davvero, c’è una cosa di cui mi vergogno – da altoatesina – e con cui cerco di far pace. Ci provo, eh, ad assaggiarla, ma proprio non riesco a farmela piacere: la birra. All’altra cameriera non sfugge la mia espressione:
* Signora, qualcosa che non va?
– Guardi, mi perdoni, sa, è che a me la birra proprio non piace, se no me la terrei al posto della Spetzi, ma proprio non…
* Diesel (birra e cola), le hanno portato il Diesel. Le faccio portare subito la Spetzi, mi scusi.
– Nessun problema, anzi, mi scusi ma proprio la birra, non ce la posso fare.

Giorno successivo, visita specialistica per avere un parere diverso sulla mia situazione con una dottoressa conosciuta nel gruppo che amministro. In realtà sono entrata prima in contatto con la sorella professoressa, che mi ha dato i riferimenti della dottoressa ancora ai tempi delle prime diagnosi. Per cui, la scusa della visita mi ha portata a Perla Termale, la professoressa mi ha invitata a pranzo dicendo “fai la visita e poi vieni a pranzo con mia sorella”. Figuriamoci se mi perdo l’occasione di conoscere delle persone interessanti, con 3 mega cagnolone e 3 gattoni meravigliosi! (oh, il Maine Coone è immenso, dal vivo. Ma E NOR ME)
In tutto questo, avevo letto il libro della dottoressa e me l’ero portato dietro da Mari&Monti a Supeimonti, così da potermelo far firmare a Perla Termale. Sì, schön´s wäre. Sarebbe stato bello se non me lo fossi dimenticata sul letto a Supeimonti.

La sera torniamo a cena al Circolo perché avevamo prenotato l’insalata di mare.
Arriviamo e noto un viso famigliare. Un rompicoglioni di prima categoria, secondo l’esperienza avuta su Facebook con questa persona. Questa persona è stata una di quelle che ha sostenuto, più o meno attivamente, il gruppo di persone che davano pesantemente contro al mio gruppo quando lo ereditai. Oltre ad essere pedante, sotuttoio, onnipresente ecc. MA. Ma dalla mia parte gioca il fatto di non avermi mai vista, credo nemmeno in foto, né di avermi conosciuta di persona. Ho il forte sospetto che mi abbia notata e inquadrata (dipende se qualcuna delle poche persone incontrate nelle 24 ore precedenti, gli ha detto che ero in città ed eventualmente con chi), per alcune frasi che ho sentito quando ognuno dei due gruppi se ne stava andando, tuttavia non credo che ne avrò la conferma. Ma non importa.
Insomma, ordiniamo una birra media e due acque naturali. Arrivano una birra media, un’acqua naturale ed un’acqua frizzante. Zia ed io ci guardiamo e “no, va bene così, fa talmente caldo che va benissimo frizzante, forse meglio.”

Nei ritagli di tempo ho potuto camminare indisturbata per le vie della mia città, quelle che bazzicavo poco anche da piccola, lontana dai miei luoghi soliti ed emozionarmi quel po’ che posso permettermi in questo periodo: lo specialista mi ha consigliato di tenere sotto controllo la tachicardia (che mi pare sia finalmente tranquilla). La prossima volta mi avventurerò anche nei miei luoghi d’infanzia più importanti.
Non ho potuto incontrare molte persone anche per il periodo scelto, visto che molte erano in ferie o avevano già altri impegni. Ma d’altronde la decisione è stata abbastanza tardiva.
E’ stato comunque molto emozionante ritrovare cose uguali, cose diverse, fare i confronti, non trovare altre cose.
Tutto questo in una fase di cambiamento di farmaco, adeguamento costante del dosaggio, sbalzi emotivi, gestione difficoltosa della memoria e delle mie reazioni.
Mi sento in barca. Me l’avevano detto ma non mi era chiaro cosa intendessero.
Io, nata in mezzo ai monti, su due fiumi, non vedo l’ora di poter attraccare.

Annunci

4 pensieri su “Missverständnisse – Fraintendimenti

  1. Perennemente Sloggata ha detto:

    Standard: Spezi o Spetzi è il nome della bibita sia come bevanda sia come marca in Germania, se ricordo bene. Radler pure nome della bibita e la trovi anche tra le birre delle varie marche in supermercato. Diesel è poco frequente perché particolare. Perlopiù è noto in Trentino Alto Adige e zone limitrofe.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.