Lato emotivo. In ritardo.

Accennavo, nello scorso post, oltre al lato medico e psicologico, c’è stato anche quello emotivo. Già, perché se qualcosa può essere difficile, c’è chi riesce ad avere un tempismo perfetto. Dopo 10 (e ripeto DIECI) anni.
Non ricordo se e come io ne abbia mai accennato in questo blog di un ex, ammesso di poterlo chiamare tale. Persona che allontanai dopo immense sofferenze (e, diciamolo, manipolazioni subite) usando come una minaccia le informazioni che avevo scoperto anche grazie ad un’unica persona in comune. Brandii queste informazioni in maniera come una cosa normale ma venne percepito come minaccia / ricatto. E sparì. Per sempre.
O almeno così credevo.
10 anni dopo, un giorno preciso e per me importante, accedo ad Instagram e trovo “isso ha iniziato a seguirti”. Incredula. Ho chiuso. Svuotato cache del telefono, delle app, riaperto l’applicazione ma era vero. Dopo 10 anni. Ora, io alle coincidenze non ci credo molto. Il mio nick storico deriva, in qualche modo, da lui. Non me n’è mai fregato molto di cambiarlo, a dire il vero. Non un cuoricino ad alcune foto, niente. Solo il following. E allora le cose sono due: come diavolo sei arrivato a me? Perché mettere il following là se su tutti gli altri social ti avevo bloccato? Perché, piuttosto, non contattarmi direttamente? Se mi metti il following non puoi non aver riconosciuto il mio profilo (e il “follow4follow”, plausibile, non è l’unico motivo) e se mi segui allora hai qualcosa da dire. Dillo, cavolo!
Morale della favola, l’ho bloccato. Se ha davvero qualcosa da dire, lo faccia. Ma non con un pulsantino del piffero. E non a ridosso di una giornata per me importante. Emotivamente e non solo.
Infatti mi sono goduta una giornata meravigliosa con una persona speciale. Che, mea culpa, ho poi allontanato. Perché? Per motivi stupidi, non lo so. L’operazione si avvicinava, la pressione più che altro altrui (non sua) iniziava a pesarmi, iniziavo a sentirmi troppo poco e di troppo. Non ho retto. Avevo necessità di concentrare le energie che faticavo a raccogliere verso un unico punto fermo, l’operazione.
Mi spiace profondamente. Non è nemmeno propriamente una mia caratteristica, ma l’ho fatto e la mia richiesta è stata rispettata. Credo di essermi giocata un rapporto, di qualsivoglia natura, con una persona solida e matura come poche ne ho conosciute.
Ma siamo fatti di scelte, di prese di responsabilità, di cantonate e pace amen.
Intanto ora sono qui, in paziente ricerca e mantenimento di un equilibrio che sarà in costante aggiornamento per i prossimi mesi, suppongo.
Ma va bene così.
Ora inizio a preparare il prossimo post, su operazione ecc. Perché le (seppur piccole) disavventure sloggate varcano anche le porte dei nosocomi.

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13 pensieri su “Lato emotivo. In ritardo.

  1. Perennemente Sloggata ha detto:

    Sì. Un tempismo perfetto in tutti i sensi, continuo a non spiegarmi la cosa. Ma non importa: se ha qualcosa da dire, abbia gli attributi per affrontarmi direttamente e spiegarsi. Altrimenti continuo a vivere beatamente senza. Mi ha già fatto ampiamente male.
    Parlando con una persona, di tutt’altro, dal nulla le dissi: “ah, ho uno scoop. Siediti bene. L’ultima cosa che ti aspetteresti”. E lei: “no, non mi dire… Lui.” Eh. Già.

  2. La Precisina ha detto:

    Beh, tipo c’hai presente il mio ex? Quello irlandese? Meno di 10 anni ma come numero di tentativi di ricontatto dopo comportamento inqualificabile, è un record pure lui… Per cui non mi meraviglio affatto.

  3. Bia ha detto:

    Il tizio hai fatto benissimo a bloccarlo, non dovevi neppure lasciarti turbare dalla sua comparsa, taglio secco, zac, bloccato, sparito.
    Per l’operazione in bocca al lupo… fammi sapere :*

  4. La Precisina ha detto:

    Cit.: “Ma il fenomeno non ti aveva scritto o cmq contattata il giorno prima o il giorno stesso del tuo matrimonio?”

    Sì, nel pomeriggio, dopo mesi che non si faceva sentire (e pensavo avesse capito l’antifona, visto che non avevo mai risposto ai suoi tentativi di ricontatto). A quel punto gli ho detto che mi ero sposata quello stesso giorno e che mi lasciasse in pace.

    L’anno dopo ha tentato di ricontattarmi su LinkedIn.

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