14 marzo e venerdì 17.

Sottotitolo: Silenzio, parla il vostro corpo. Ascoltatelo.

Ehm… permesso… c’è nessuno?

Non so da dove cominciare, se raccontarvi tutto i maniera sloggata o seria. Sono un po’ in difficoltà soprattutto a livello emotivo perché sono successe un paio di cose, sia a livello di salute (risposte che danno un nome ai miei malesseri e che portano ad una serie di tappe) sia a livello emotivo.

Vediamo… da dove e come cominciare… Allora, mettiamola così: chi mi segue su Facebook personalmente, sa che quando vado dal mio amatissimo medico, faccio un post “toto-orario”, ovvero si scommette sull’ora in cui uscirò di là (in genere entro alle 18.20 a prendere il bigliettino del mio turno) e segue una trafila di commenti di aggiornamento anche sulla fauna umana (bipede o canina) ivi presente. Tra cui le sorelle zitelle, la francofona kitsch col toyboy, il signore con stivaloni e jeans con le paillettes sempre agitatissimo (e pur sempre più fescion della sottoscritta), vari&eventuali. Oltre alle discussioni in corso. Insomma, intrattengo i miei lettori tra l’aperitivo e la messa a letto dei figli: in genere esco dalle 20.20 in poi. In media 20.45.
Insomma, ci si fanno un paio di risate in compagnia, anche perché di volta in volta si scopre che: il medico si è dimenticato di segnarmi IL valore che mi interessa nelle analisi, un’altra volta scopro che l’ha segnato giusto ma è stato il CUP dell’ospedale a sbagliare il codice e né l’infermiera della fila di attesa né l’infermera che impazzisce a trovarmi una vena che sputi sangue se ne accorgono, un’altra volta sto male, poi porto i risultati delle varie visite, insomma, a periodi ero spesso là.

Sta di fatto che mamma sono almeno 2 anni che punta su una questione. Ma dalle analisi non salta fuori nulla.
Solo che mamma ha una sensibilità ed una professionalità tali che se dice una cosa, state pur certi che è quella. Magari secondo i manuali è impossibile, magari dagli esami non si nota subito, ma potete scommetterci quello che volete che ha ragione. Non ne sbaglia una, ahimé. E sapere questo e non avere prove, è frustrante. Preso per sfinimento e per fastidi collaterali (e probabilmente slegati), il medico mi fa fare degli accertamenti. Per disperazione, dopo il secondo controllo, e perché io ormai avevo deciso di gettare la spugna, la mia Sorellamica ritrovata mi manda da un suo collega specialista che, scrupolosisismo, mi rimanda per sicurezza in ospedale da un altro specialista. Che “in genere sotto al parametro X non faremmo nulla però in effetti c’è qualquadra che non cosa”. Possiamo farlo oggi? “Eh, no, purtroppo lo specialista che esegue l’esame c’è solo di martedì”. Mi guarda, lo guardo, ci illuminiamo e “ma oggi è martedì!! C’è! Attenderebbe anche 45-60 minuti?” Dottore, anche di più, che domande.
Era martedì 14 marzo, anniversario di mio zio materno e di mia nonna materna, mancati a 30 anni esatti di distanza l’una dall’altro.
“Signorina, la chiamerò con numero privato tra circa 10 giorni coi risultati”.
Venerdì 17, mattina, vedo il telefono illuminarsi con “numero privato”: è lui. E’ molto presto, vuol dire che c’è qualcosa. Un senso di sollievo che è difficile da spiegare. Rispondo.
“Signorina, sono il dottore, volevo dirle che ho già i risultati in mano e, come potrà immaginare, avevamo ragione a sospettare qualcosa. Niente di grave ma vorrei fare due chiacchiere con lei.” Arrivo subito.
“Signorina, come se n’è accorta?” Non me ne sono accorta, perché io lamentavo determinate cose ma slegate tra di loro non avevano un senso. Mamma spingeva su quella parte. “Non si preoccupi, ormai è quasi di routine. Certo, dovrà gestire tutto a vita e tenersi controllata ma condurrà una vita assolutamente normale” Dottore, non sono preoccupata ma sollevata: dopo almeno 2 anni finalmente ho una risposta (nel giro di 15 giorni da quando ho parlato col primo specialista) e quindi non sono visionaria.

Questo succedeva 3 settimane fa, praticamente. Nel giro di una settimana ero a parlare con una delle due probabili chirurghe del polo locale, di venerdì. Il lunedì dopo mi hanno contattata subito per le visite e gli esami preoperatori della settimana successiva. Concluso tutto oggi incontrando di nuovo e casualmente la chirurga, ricevendo la data dell’operazione.
Riesco a passare la Pasqua in famiglia e poi zac, a farmi tagliuzzare.
Forse per il mio compleanno riuscirò ad andare a vedere il concerto che Sorellamica mi ha regalato già mesi fa.

Sì, sono serena e tranquilla, per ora. Non mi spaventa la malattia né la parola tumore. Non mi spaventa il fatto che mi tolgano tutta la tiroide. Non mi spaventa l’operazione in sé. Mi spaventa l’idea di perdere conoscenza e il controllo di me stessa, il post operatorio per cui sarò completamente in mano altrui, perché in fondo cerco di gestirmi sempre da sola. Ma sono in ottime mani, sono seguita da specialisti scrupolosi ed attenti (seppure, e qua ci voleva il tocco di sfiga, il collega di Sorellamica parte proprio subito dopo la mia operazione e sta via 3 settimane, le prime settimane fondamentali) e da mamma. Che di queste cose ne sa.

Insomma, ormoni tiroidei nuovi, vita nuova, no?

(Non mi sono dimenticata del lato emotivo, cioè sì. Ma mi pare abbastanza, per oggi. Riprenderò nei prossimi giorni)

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11 pensieri su “14 marzo e venerdì 17.

  1. Bia ha detto:

    Caspita tesoro. Tanta tanta tanta roba. Non posso che mandarti un abbraccio immenso e tutti gli in bocca al lupo che posso!

  2. Mara ha detto:

    Andrà tutto bene, ne sono certa. Anch’io come tua madre sono un po’ streghetta (buona) e sanitaria. Ti abbraccio forte

  3. ontanoverde ha detto:

    Che dire, meno male che le cose son venute a galla e che siamo al dunque. Un in culo alla balena ci sta, un batti il cinque da parte di Mucia, pure… ti siamo vicine e facciamo il tifo per te!
    Ma sai che dei miei trascorsi ospedalieri ciò che rimpiango con malinconia è l’anestesia! proprio perché hai la sensazione di scivolare nel NULLA più totale, non più pensieri, meccanismi mentali, preoccupazioni, per un’oretta o più il buio totale, black-out! una figata in una maniaca del controllo come me!
    in bocca al lupo!

  4. maurizio ha detto:

    Da quando ti conosco ho imparato una cosa di te: sei un catalizzatore di sfiga!!!
    Però quella di Aiazzone era più divertente!! Un abbraccione, sei sempre la mia mutanda preferita.

  5. Perennemente Sloggata ha detto:

    Camaaaaa! Anche tu sei il mio Cama preferito! Che ti devo dire, mi hanno disegnata così, le sto ancora scoprendo, le sfighe…
    Quella di Aiazzone ancora mi fa incazzare, visto che il gruppo societario ha aperto altri punti vendita con altro nome poco dopo.

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