Analisi e risultati, 13 mesi dopo

OVVERO: SULL’IMPORTANZA DELLE ANALISI DEL SANGUE E DELLE URINE et al.

13 mesi fa, per vari motivi, andai in una clinica convenzionata a fare le analisi complete del sangue e delle urine: risultati terribili. Pensando ad un errore di laboratorio, il mio amato medico mi mandò a rifarle in ospedale: erano addirittura peggiorate.

Come vi accennai già l’anno scorso, il mio medico imperturbabile si turbò molto, cosa che mi mandò inconsciamente fuori di testa finché una notte all’una chiamai il 118 pensando ad un infarto. In realtà fu un attacco di panico agevolato anche dall’aria condizionata dell’ufficio.

Iniziai a fare e rifare visite, cure, analisi, e l’opzione iniziale del medico (A dipende da B) venne ribaltata dal primo specialista (in realtà B è causata da A), anche se la seconda specialista valutava una minima possibilità di concause.

Il mio medico, ve lo scrissi, pensava che io avessi controllato su web, cosa che tuttora non ho fatto perché sapevo e so che ci avrei trovato le peggio cose e soprattutto perché il mio primo interlocutore è sempre e comunque il mio medico curante. Infatti, a chiunque provasse a dirmi qualcosa, la mia risposta era sempre e comunque sulla falsariga di “scusami, ti chiedo di non dirmi nulla, non voglio sapere nulla che non venga fuori dalla bocca del mio medico, degli specialisti che mi vedono, della mia amica medico legale e da mia mamma (ex fisioterapista ed ex infermiera)”. Per fortuna ho amici e colleghi intelligenti e sensibili almeno quanto basta a capire di non insistere. Problemi a dire esplicitamente cosa mi stesse succedendo, non ne avevo, ma non volevo sapere nulla: il mio medico mi aveva già spiegato quanto dovuto e quanto mi bastava. Stop. Il resto, nel dettaglio, lo avrei scoperto solo a diagnosi confermata.

Nei mesi, sempre con cure, visite, analisi, ho visto un miglioramento continuo dei risultati ma anche dei sottovalutati stanchezza, disattenzione, mancanza di concentrazione, umori altalentanti ecc. Pensavo fosse una questione meramente di testa, invece era il mio sangue portato allo stremo e il mio corpo che si difendeva per come poteva, come un cellulare con la batteria scarica cui abiliti la funzione di risparmio energetico: fa il minimo indispensabile con le poche forze rimaste.

Dopo 13 mesi dall’inizio ho rifatto le analisi (prima o poi confronterò i risultati di tutte le analisi fatte nel frattempo) e sono rimasta commossa dai risultati: il mio amatissimo medico mi ha fatto i complimenti e mi ha addirittura stretto la mano! 

Certo, non ho ancora risolto altre magagne e per esse il mio beneamato mi ha detto “sei un bel casino, ma andiamo avanti”, però ora posso proseguire più leggera: dopo l’infarto (figurativo) che mi ha fatto prendere il mio dottore un anno fa, quasi più nulla mi turba.

Per cui, le cose che alla fine mi preme veramente dirvi sono:

  • Fate regolarmente le analisi del sangue e delle urine: per fastidiose che siano, per quanto possano essere un investimento di tempo, esse sono la prima risposta che potete avere dal vostro corpo.
  • Fidatevi del vostro medico: è lui che vi conosce meglio.
  • Non cercate informazioni sul web: il vostro medico conosce voi e la materia, il web no. Inoltre vi troverete ogni male del mondo influenzando voi e i vostri racconti al medico, così da rischiare di sfalsare la diagnosi e di provocarvi attacchi d’ansia.
  • Non abbiate timore di dire gentilmente ma decisamente a chiunque abbiate di fronte (amici, parenti, conoscenti, colleghi, sconosciuti, ecc.) di non interferire: siete già abbastanza preoccupati e pieni di domande di vostro, non fatevi influenzare da esperienze altrui. Per quanto importanti ed utili possano essere le esperienze altrui, i vostri interlocutori devono essere il vostro corpo, il vostro medico e gli specialisti che vi visitano. (E soprattutto fate un piccolo e sano esercizio di “metter pali alla gente”, che vi può tornare utile anche in altre, definite, situazioni)

    Ecco, tutto qua, volevo solo aggiornarvi e darvi qualche spunto di riflessione.

    5 pensieri su “Analisi e risultati, 13 mesi dopo

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