Un sabato in compagnia di un’amica e di Escher – a Treviso

Maurits Cornelis Escher Mani che disegnano / Drawing Hands, 1948 Litografia, 28,20×33,20 cm The M.C. Escher Holding b.V. All M.C. Escher works © 2015 The M.C. Escher Company. All rights reserved www.mcescher.com

Maurits Cornelis Escher
Mani che disegnano / Drawing Hands, 1948 Litografia, 28,20×33,20 cm
The M.C. Escher Holding b.V.
All M.C. Escher works © 2015 The M.C. Escher Company. All rights reserved http://www.mcescher.com

L’anno scorso, tramite i classici gruppi di gattari, ecc. ecc. ecc. blablabla – vi risparmio la “storia dell’orso”, ho conosciuto varie persone. Tra cui L. con cui c’è stato una sorta di interesse reciproco che è andato consolidandosi anche dopo la mia chiusura di Facebook. Una persona che mi piaceva molto virtualmente, piuttosto equilibrata ma non noiosa, comprensiva ma non giustificatrice. Piuttosto cristallina, non maliziosa. Per cui l’amicizia poi si è spostata sulla zappa (leggasi: WhatsApp).
A novembre scopro che a Treviso ci sarebbe stata una mostra di Escher al Museo di Santa Caterina. Eccovi Escher su Wikipedia e sul suo sito ufficiale.
Essendo a portata di mano di entrambe, le ho proposto di andare a vederla insieme e abbiamo valutato l’idea di andarci a dicembre. Purtroppo ci sono stati dei contrattempi per cui abbiamo rimandato a marzo, prima della chiusura della mostra al 3 aprile. Per cui, alla fine, e per previsioni meteo ecc. siamo riuscite finalmente ad organizzarci per sabato scorso.

Preso il treno molto presto, cambiato forzatamente a Portogruaro (ma che davvero Portogruaro ha anche binari est, ovest, metropolitani, tra cui spostare al volo i treni?? Pareva quasi di essere a Bologna, che ha l’intera rosa dei venti su 2 o 3 livelli sotterranei…), arrivata a Treviso ed abbracciato la mia amica finalmente dal vivo. Due passi, una sosta caffé, bagno, scambio di pensierini (eravamo commosse in due, ognuna aveva pensato ad una sorpresa) e via al Museo di Santa Caterina! (Si arriva comodamente a piedi dalla stazione dei treni: attraversi la strada e segui sempre il flusso di gente)

Ingresso del Museo di Santa Caterina a Treviso (immagine tratta dal sito http://www.mostraescher.it/ )

Ingresso del Museo di Santa Caterina a Treviso (immagine tratta dal sito http://www.mostraescher.it/ )

Allora, la mostra è bellissima ed curatissima: all’ingresso vi danno anche un’audioguida ciascuno (è compresa nei 13 euro di biglietto – francamente, sì, interessante ma non indispensabile), poi ci si avventura nei vari corridoi su vari livelli. Ci sono in esposizione molte opere di Escher, alcune a lui ispirate e/o dedicate, e anche alcune installazioni pratiche ed interattive ispirate agli studi dell’artista per mostrare cause ed effetti, illusioni ottici, funzionamenti di alcuni principi fisico-matematici. Impressionante davvero. Vengono inoltre proiettati alcuni filmati: il primo è introduttivo alla storia del genio e un altro è la resa animata di alcune opere. E quest’ultimo è stato creato in maniera fantastica da una società giapponese, se ho ben capito.

Insomma, hanno valorizzato il genio e lo studio profondo di Escher, delle forme, degli spazi, delle dimensioni, della natura, dell’impossibile.

Finito il percorso, si può accedere gratuitamente alla ex Chiesa di Santa Caterina che riporta gli affreschi recuperati della storia di Sant’Orsola, clavicembali antichi, un antico organo “trasportabile” ed un immenso organo a canne moderno. Ecco, io volevo sapere da dove arrivasse l’organo ma non c’erano targhe nemmeno sullo strumento. A spanne, mi è parso di intuire che potrebbe essere della più antica fabbrica di organi (ancora attiva) in Italia, gli Organi Zanin (“Premiata Fabbrica Organi Cav. Francesco Zanin Di Gustavo Zanin”).  So che non è l’unica fabbrica italiana, so che in Val di Fiemme (v. sito ufficiale e Wikipedia) ce ne sono 1 o 2 (Del Marco e Zeni, credo. Ciresa mi pare si occupi di pianoforti): ho trovato alcuni loro organi e pianoforti in giro per l’Italia (all’estero non ho notato, in effetti) ma d’altronde è noto che in Val di Fiemme oltre al turismo ci sono legni pregiati per la liuteria e dintorni. Il più famoso è l’abete rosso (La foresta dei violini), notoriamente usato da Antonio Stradivari ed altri liutai per le casse di risonanza.

Finito anche quel giro, siamo andate a pranzo, in una pizzeria ristorante in centro, buonissima la pizza ma un po’ costosa (solo il coperto era 2,50 €… ma presumo che fosse giustificato dalla posizione in piazza Signori, credo.
Poi ho avuto il privilegio di poter vedere la nuova casa della mia amica prima della ristrutturazione: molto carina e con ottime potenzialità, in una zona che mi è apparsa ben strategica. Ne uscirà un gioiellino, ne abbiamo parlato e vedevamo più o meno le stesse cose.
Poi, vabbè, a me Treviso come città piace molto.

Infine, perché ho scelto le due mani che si disegnano? Nel 2004 ho conosciuto una ragazza campana che se l’era tatuato sulla schiena, ad altezza reni. Un tatuaggio bellissimo e ben fatto. (Della ragazza non ho propriamente un buon ricordo, a dirla tutta) E quindi mi ha colpita.

9 pensieri su “Un sabato in compagnia di un’amica e di Escher – a Treviso

  1. Romeo ha detto:

    Ficus … lo conosco e credo che sia stato davvero interessante per te!!! Treviso non la conosco invece …. brava sloggata hai fatto bene😉

  2. Perennemente Sloggata ha detto:

    Interessantissimo: per una mente in parte matematica, è meraviglioso. Il suo livello di astrazione è oltre ogni mia immaginazione e assolutamente oltre ogni mia capacità astrattiva.

  3. Io e il Signor H ha detto:

    Sì assolutamente!
    Io studio a Ferrara e ricordo che nel 2014 era passata anche per il castello estense ma non avevo fatto in tempo a visitarla…
    Credo comunque sia la stessa “in tour” da qualche anno😉 ! Ma vale davvero la pena vederla…poi Escher è geniale!!!
    A presto

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