E poi ti arrivano zappate simili…

Dicesi “zappata” il messaggio ricevuto tramite la “zappa” (WhatsApp, ndPS)…

Dicevo, ad un certo punto, così, all’improvviso, il tuo amico Rug no, aspetta che pseudonimo voleva per la sua privacy sul blog? Ah, sì, Gennaro!
Ricominciamo.

Dicevo, no, che ad un certo punto all’improvviso ti arriva una zappata dal tuo amico Gennaro, uno dei tuoi più cari, quello che quando lo chiami in lacrime “Gen, ti prego, dove sei? Ti prego, vieni!,  molla tutto lo studio matto e cattivissimo e viene a consolarti e ti porta a riprender fiato davanti al mare finché non ti calmi un pochino.
Colui con cui fare le migliori figure di merLa per strada, al supermercato, ovunque… beh, dicevo, merita qualche post a parte, perché di aneddoti di scene teatrali ne ricordo almeno un paio.
Ma dicevo: ho ricevuto questo messaggio e sto ancora ridendo!

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4 pensieri su “E poi ti arrivano zappate simili…

  1. Perennemente Sloggata ha detto:

    tu non usi una crema alla rosa??
    (nemmeno io, non diciamolo in giro, eh!)
    il termine zappa al posto di WA è nato per scherzo tra amici gattari, quando WA ancora stava iniziando a diventare virale.
    io ho cambiato telefono per installarlo: mia sorella mi aveva comunicato che sarei diventata zia!! al che ho mostrato a mamma come funzionava ed abbiamo creato il nostro gruppo (occhi a forma di cuore)

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