Vi racconto una storia: 2 amiche di penna #1

Al liceo mi era stato dato, da un’insegnante di inglese in pensione, un volantino di un’associazione che metteva in contatto ragazzi da tutto il mondo. Il nome non lo ricordo più, ma il volantino lo ricordo piuttosto bene.
Io mandai la mia adesione specificando le lingue che parlavo: ricevetti il contatto di un’altra persona ma non ho ricordi in merito, nel frattempo mi arrivò una lettera da S., una mia coetanea di vicino Düsseldorf, che mi scriveva in tedesco qualcosa tipo “ho letto dalla tua scheda che parli tedesco, per cui provo a scriverti nella mia lingua, altrimenti passeremo volentieri all’inglese”.
Era più o meno il 1995-6.
Ci scrivevamo regolarmente, ed era una presenza costante.
Nella primavera del 1997 riuscii ad ottenere una borsa di studio della Regione per frequentare il mio 4° anno di liceo in Germania (Heidelberg o Augsburg) o Austria (Vienna). Non chiedetemi perché, forse per la vicinanza a casa (e dire che volevo andarmene da tempo!! Ah, l’adolescenza…), ma scelsi Augsburg. Augusta, tra Monaco di Baviera e Stoccarda.
Ma continuammo a restare in contatto e ci mettemmo d’accordo: durante le mie vacanze autunnali (lei le aveva ad ottobre, mentre io più o meno per i Santi) non sarei tornata a casa ma sarei andata a trovarla.
Il viaggio è stato divertente perché mi è partito l’intercity sotto al naso per cui ho provato ad avvertire sia da Augsburg sia da Mannheim (era il mio punto di cambio) tramite qualche cabina telefonica.
Ad ogni modo, S. aveva lezione quella settimana, ed io potei partecipare ma non solo: durante la lezione di geografia mi ritrovai a parlare della mia regione, turisticamente molto frequentata dai tedeschi. Il professore mi regalò anche un atlante che tuttora tengo a casa di mamma.
Il papà di S. un giorno prese ferie e mi portò a Düsseldorf, per mostrarmi la città e farmi salire sul Rheinturm (Torre del Reno) detto anche Fernsehturm (ovvero torre della televisione) alto 6-700 m, da cui si può osservare tutta la città a 360° e ha, sulla sua parete esterna, l’orologio digitale più grande al mondo.
Lei, invece, venne a Pasqua 1998, quando anch’io ero rientrata in Italia: in quei giorni c’era tanta neve e la portammo in giro per i passi dolomitici; la coinvolgemmo in appassionanti partite di Uno e simili con mia sorella ancora piccola, anche per farle sentire alcune paroline tedesche dal vivo e non solo studiate a scuola.
Continuavamo a sentirci via lettera, anche successivamente.

Ma il post è lungo e quindi termina qui la prima parte.

4 pensieri su “Vi racconto una storia: 2 amiche di penna #1

  1. Dama Con il Cappello ha detto:

    Bello!
    Io ho avuto un’amica di penna francese, ma dopo un po’ di tempo è sparita.
    Ne ho avuta un’altra italiana di cui avevo trovato l’annuncio sul corriere dei piccoli, giornalino di quando ero piccola io, e con lei ci siamo scritte per un tempo infinito, poi a un certo punto è sparita.
    Mi sono chiesta spesso come mai, ho provato a scriverle qualche volta ma non ho mai più ricevuto risposta.
    Una decina d’anni dopo, quando è arrivata la moda di facebook, l’ho cercata e trovata e abbiamo ripreso a sentirci.
    Aveva cambiato casa e perso il mio indirizzo.

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