Disguidi al Cup

Come sapete, qualche mese fa il mio amatissimo medico mi ha fatto prendere un bell’infarto dopo aver visto le mie analisi sballate. Temendo in un errore di laboratorio, le ho rifatte in un altro centro. Ho fatto una visita dallo specialista che ha ribaltato causa-effetto e mi ha detto cosa prendere, fare, quando rifare le analisi e tornare.
Il mio beneamato si è rasserenato ed ho cominciato la cura, iniziato una dieta, ho iniziato a sentirmi meglio, quasi bene (le caviglie, ahimé… finché restano nel loro instabile equilibrio precario, è oro).
Una mattina, prescrizioni mediche alla mano e con l’esperienza dell’altra volta (prima puntata e seconda puntata), vado direttamente al Cup e prenoto in ordine e con le dovute tempistiche: la visita dall’ortopedico, le analisi del sangue qualche giorno dopo aver finito la cura, calcolando i tempi tecnici di ritiro, la visita dallo specialista. Parliamo ormai di 2 mesi fa.
Nel frattempo faccio un’altra visita con tutt’altro specialista (i casi della vita: si conosce con la nutrizionista, ecc. ecc. ecc. Insomma, il karma continua a chiamare e incrociare le persone con me) e lui mi suggerisce di far analizzare anche un’altra serie di parametri: lascio un messaggio in segreteria telefonica al dottore in Birkenstock e la settimana dopo vado nella farmacia di sua moglie, di fronte al suo ambulatorio e… sorpresa, non c’è nulla. Al che, il primo giorno disponibile torno dal mio medico che trovando la richiesta assolutamente sensata, è sicuro di aver lasciato in farmacia la prescrizione.
No, dottore, mi spiace, ma non c’era la settimana scorsa…
Che strano, picia, perché mai non te l’avrei lasciata là? Dobbiamo verificare, perché mi sembra un’ottima richiesta e non capisco come ho fatto a dimenticarmene. Perché?
Dottore, perché sicuramente sono una delle sue pazienti preferite e quindi voleva vedermi di persona!
Ottima risposta, picia!
Fatta anche questa, all’alba sucessiva vado al Cup e chiedo di poter aggiungere alla lista anche questi valori da analizzare nello stesso giorno del prelievo già prenotato, senza dover tornare un’altra mattina all’alba. Benissimo. Prendo in mano la prenotazione, leggo valori che non mi tornano ma penso “io non ho ereditato il lato medico da mia madre, ne saprà sicuro di più l’operatore di me”.
Vado a fare le analisi, consegno le due richieste, l’infermiera non nota nulla, chiacchieriamo, mi preleva un po’ di fialette, saluto e vado. Qualche giorno dopo torno a ritirare le analisi, molto migliorate, le fotografo e le inoltro al tutt’altro specialista via Whatsapp.
Risposta del tipo: “bene, mi fa piacere, però io avevo chiesto l’altro valore, non quello”. Sbianco. Avevo visto giusto. Al che mi armo di pazienza, dopo l’ennesima scocciatura, e decido di prendere permesso dal lavoro e andare dal medico a farmi rifare l’impegnativa giusta: mi servono tutti i risultati per la visita di controllo dal primo specialista. Salgo sul bus e mi dico: “eh, no, l’errore non è stato del medico, sono sicura di aver controllato. E’ un errore del Cup.”
Mi armo di un gran sorriso, arriva finalmente il mio turno e allungo all’operatrice il foglio del pagamento originario e gentilmente mi presento:
Buongiorno, sono Sloggata Perennemente e ho un problema: la richiesta delle analisi prevedeva altri valori, non questo. Sono piuttosto sicura che la prescrizione fosse corretta ma vorrei capire come muovermi ora e cosa fare.
Buongiorno. Oh, cielo, quando ha fatto le analisi?
Lunedì e le ho ritirate ieri, per questo sono venuta subito, per vedere se si possono recuperare le stesse analisi o meno, se devo proprio tornare dal medico a farmi rifare l’impegnativa o altro…
Capisco, attenda. – si mette al telefono: Sì, ciao, sono XYZ, volevo chiederti se hai ancora l’impegnativa num.1234 della signora Sloggata, sì, Perennemente, delle analisi fatte lunedì, sì, cosa c’è scritto? Eh, già, sì, mi puoi mandare via fax? Grazie” chiama un’altra collega che viene di persona: Senti, è successa questa cosa, blablabla, come facciamo? Annulliamo e rifacciamo? Per il pagamento? Eh, appunto blablabla e vorrei sapere chi è stato, com’è possibile, blablabla
Guardate, a me basta poterle rifare senza tornare dal medico, poi se devo pagare, le pago…
Eh, ma no, costano tanto… poi pagherebbe una seconda volta anche il prelievo e che strano che l’infermiera non si sia accorta quando le ha fatto il prelievo…
…Mi scusi… ma… tanto… quanto?? (pensavo ad altri esami fatti, 80 neuri…)
Eh… tanto… 22 euro circa…
Ah!! Temevo di più, come gli altri, francamente. Senza farvi ammattire, posso usare la stessa ricetta e rifarli il prima possibile? Mi servono entro quella visita là…
Guardi, l’errore è nostro, per cui (morale della favola) le emettiamo la ricevuta a zero e le rifa o domattina alla tal ora
Mmm… no, domattina… sabato… a quell’ora ho il corso di scrapbooking con le colleghe, non posso. Prima, tipo all’alba?
Purtroppo no. Facciamo lunedì alla tal altra ora?
Va bene, prendo permesso. Ma ce la facciamo coi risultati in tempo?
Purtroppo no, sono pronti sicuro 3 giorni dopo, però spesso sono pronti prima… Lo specialista dovrebbe vederli già a video, anche se lei non ha il cartaceo. Anche perché spostare lo specialista, il primo appuntamento è a fine gennaio.
Ok, facciamo lunedì allora.

Per cui, alla fine della fiera, sono tornata a rifare le analisi, ho trovato una ragazzona dall’accento a me noto come infermiera e ho scoperto che è originaria delle zone di Supeimonti, di madre autoctona e padre straniero. Altre due chiacchiere, altra tornata di prelievi e via.

Ne ho riso col mio medico, gli ho sottoposto altri miei dubbi ai quali lui ha risposto con la solita schiettezza cristallina, mi ha tranquillizzato (come anche mamma) sulla visita ortopedica (ho preso molto male quello che mi ha detto l’ortopedico, davvero male) ma mi ha di nuovo sbattuto in faccia la realtà e quindi… si continuano le cure per il sangue e per le caviglie. Le prime con ottime risposte finora, le seconde… se saranno stabili nel tempo, è quanto posso sperare. Ma sono in attesa di poter avere un altro parere fidato dalle parti di Perla Termale, anche se già mamma conferma la sensatezza delle parole dell’ortopedico attuale.

Vedremo. Come prosegue. Per ora sembra comunque meglio. Mi basta stabilizzare innanzitutto, e poi si ricomincia.

6 pensieri su “Disguidi al Cup

  1. ideepensharing ha detto:

    Un grandissimo in bocca al lupo!!!! Che traffico, in casa stiamo vivendo episodi simili con marito…ormai il nostro medico si sveglia la mattina pregando di non essere chiamato!

  2. Puffola Pigmea ha detto:

    Slog, sono infinitamente felice che la terapia stia dando buoni risultati ma devo dirtelo: la descrizione dei tuoi giri tra medico, farmacia e cup mi ha messo addosso una certa ansia. nonché una stanchezza come se l’avessi fatto io🙂

    in bocca al lupo, mi raccomando!

  3. maurizio ha detto:

    Peccato che sei a dieta avevamo organizzato una bella cenetta tra blogger……ferma, non t’incazzare stavo scherzando, siamo anche noi a dieta per solidarietà!!!

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