“La visita della vecchia signora”: avventure di una macchina da cucire

Quando ho detto a mamma che mi ero iscritta ad un corso di cucito e di volta in volta le raccontavo tutta soddisfatta, lei era contenta. Doppiamente perché avendo lei fatto economia domestica in Germania, sa cucinare e cucire come si deve e se io mi sono iscritta ad un corso di cucito, mia sorella si è iscritta ad un corso di cucina.
Considerando il costo delle macchine da cucire buone e volendo essere sicura dell’impegno da prendermi, ho chiesto alla mamma se lei usasse ancora la sua vecchia Singer. Anzi, diciamo della sua Singer d’annata. Ve la presento: Singer Futura 2000 (probabilmente risalente agli anni 1983-84, a spanne):

Singer Futura 2000 - circa 1983-1984

Singer Futura 2000 – circa 1983-1984 (fotografata prima del grande viaggio)

Bellissima, vero? (Chi osa dire il contrario si ritroverà qualche ago di riserva lanciato dietro!)
Ai suoi tempi era una signora macchina da cucire. Ora è una signora di una certa età che ancora fa il suo dovere. Solo che essendo ferma da qualche anno ed avendo viaggiato in treno da Supeimonti fino a Mari&Monti, era il caso di portarla a fare una revisioncina.
Pesante da morire, l’ho portata fino al principale negozio locale che si occupa di vendere, revisionare, riparare, ecc. macchine da cucire, fare corsi, vendere attrezzatura per il cucito. E’ il primo e migliore negozio in città, oltre che il più vicino a casa.
Peccato che in quanto a cortesia, non ci siamo.

Ero andata una prima volta per avere informazioni sul costo di una revisione e di eventuali nuove macchine da cucire; sono tornata la seconda volta ad affidare loro la mia Siggy (l’ho chiamata così, leggasi Sigghi), il signore la accende un attimo e nota che il punto è un po’ duro, per cui mi dice che se ci sarà bisogno di cambiar pezzi o sistemare di più, mi avrebbero chiamata per un preventivo. Tempistiche? 7-10 gg.
Era martedì 4 novembre, sera.

Sabato 15 novembre di pomeriggio, non avendo avuto notizie, chiamo per chiedere appunto se ci sono novità.
Mi risponde una signora poco cortese che -riassumo all’osso- mi risponde “la chiameremo la prossima settimana per un preventivo”. Considerando il tono, sempre gentilmente e sempre sulla falsariga del “mi scuso, volevo sapere se ci sono novità, forse ho perso la chiamata”, allungo un cordiale “ah, ok, pensavo di aver perso una chiamata visto che parlavate di 7-10 gg.” al quale ri-odo il “la chiameremo la prossima settimana per un preventivo”. Al che scatta il “ma allora ci sono pezzi da cambiare?” che provoca un acido e non apprezzabile “Beh, d’altronde la macchina è piuttosto vecchiotta”.
Lascio perdere, ringrazio e saluto.

Giovedì pomeriggio vedo illuminarsi il telefono (non ho quasi mai la suoneria o vibrazione impostate) ma non faccio in tempo a rispondere. Richiamo immediatamente e toh, mi risponde di nuovo una simpaticona del negozio. Mi presento, come sempre, con nome cognome e dicendo perché chiamavo. Mi chiede di ripetere il nome e “ah, sì, la chiamavo per dirle che la macchina è pronta”. “Ah, bene – dico io – allora non è stato sostituito nulla?” Risponde: “Non ho idea, mi hanno detto di chiamarla per dire che può venire a ritirarla.”
Al che, lascio nuovamente perdere, ringrazio e saluto.

Sabato pomeriggio, ieri praticamente, vado a ritirare la macchina. Mi presento alla distinta signora (che presumo essere la proprietaria) e spiego il perché della mia presenta. In dialetto locale mi risponde richiedendomi tutto quello che avevo appena detto, le do la ricevuta per il ritiro, inizia a cercare la macchina. La trova e la trascina a fatica dal magazzino al negozio. Al che le chiedo se posso portarla dentro io, visto che è pesante. Commento che d’altronde la macchina è una signora d’annata (avrà capito d’annata o dannata?) e cosa fa questa? Sempre in dialetto locale? “Non significa che se sono pesanti sono anche buone”

Volevo tirar su la macchina e stampargliela in faccia. Oh, ma come ti permetti?? Insultare così la mia Siggy! Ma soprattutto, non mi pare il modo di rispondere ad una cliente!
Chiedo lumi sul costo del lavoro diverso da quanto preventivato di persona, anche lì colpa mia che evidentemente ho capito male (oh, ma solo io mi becco la direttrice di una banca e questa signora qui che mi dicono in malo modo che sono io che non ho capito??), chiedo se è stato sostituito qualche pezzo e “Chiaramente no, non ci sono pezzi di ricambio”

E datti una calmata o fatti lubrificare pure tu ogni tanto, eccheddiamine!

Insomma, non si è nemmeno preoccupata di chiedere “Ha bisogno di una mano?” mentre cercavo di sistemare la macchina in una borsa che mi facilitasse il trasporto.

Ma io non ho parole!
Quando ho a che fare con commercianti, cerco di essere sempre gentile e comprensiva, ma questa mi stava tirando fuori con la forza la cafoneria. Meno male che ero troppo emozionata per la riconsegna della macchina, perché alcune cose le ho chieste in maniera piuttosto diretta ma mai maleducata.
Pensavo che il sabato prima fosse scortese perché era al termine di una settimana magari impegnativa ma mi hanno confermato anche altre persone che la signora non è il massimo della simpatia.
Mi chiedo se la signora non abbia buttato inavvertitamente gentilezza e pure cortesia, insieme a qualche vecchio rocchetto, negli anni.
Di sicuro non è il modo di trattare dei clienti. E tantomeno non sputi in faccia ai clienti se il loro prodotto fa schifo. C’è modo e modo per farlo e lei ha sbagliato assolutamente a denigrare la mia Siggy con quei toni.
Per cui, per quel che mi riguarda, non tornerò da loro né per comprar rocchetti o materiale da cucito, né – tantomeno – per acquistare una nuova macchina da cucire, se e quando sarà. Soprattutto se ci sarà ancora la proprietaria.

Ora stiamo cominciando a far conoscenza. Piano piano ci riusciremo!

Primi approcci alla conoscenza reciproca

Primi approcci alla conoscenza reciproca

(sì, lo so, si chiamano macchine PER cucire e non da cucire. Ma io le ho sempre chiamate così e così mi esce.)

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6 pensieri su ““La visita della vecchia signora”: avventure di una macchina da cucire

  1. Bia ha detto:

    Sempre chiamata macchina DA cucire 🙂
    In merito alla scortesia, non la tollero e ancora meno posso tollerarla da chi, per lavoro, deve essere a contatto col pubblico!
    La tua frase “fatti lubrificare pure tu ogni tanto” rende infinitamente bene l’idea 😀

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