Persone interessanti

Devo dire il vero: ho la fortuna sfacciata di passare le mie giornate con persone estremamente interessanti e stimolanti.
Ovvero: al lavoro mi diverto un sacco, anche se il tipo di lavoro è quel che è, gli intermezzi sono stratosferici. Discussioni importanti gestite come se si dovesse scegliere quale scottex abbinare alla tovaglietta e dialoghi surreali di cose di nessunissimo interesse condotti come se si stesse trattando di fisica delle particelle. Più, ovviamente, tutto ciò che sta nel mezzo.
Il tutto parlando di polizze auto, film, coefficienti, fumetti, premi e tariffe, libri, province, sushi, programmi, battutacce di bassissima lega, impostazioni di pc e stampanti, sport, contrassegni, caramelle, stampe, discount, anomalie, musica, trenini lillipuziani (i miei preferiti) e quant’altro.
Eppure sembra che qualcuno si sia fatto un’idea molto più seri(os)a di noi, tutti dediti al lavoro (verissimo, peraltro) ma troppo silenziosi e concentrati.
In realtà di fronte a persone nuove, un minimo di contegno ci vuole. Ma in realtà lavoriamo come si deve, notando fin troppe cose. Addirittura c’è chi, Camagna chi pensi che possa essere?, segnala in programmazione che un pulsante è troppo piccolo. Con buona pace del programmatore che magari avrebbe anche di meglio da fare.

In mensa, poi, è la sagra del commento al menù e alle porzioni: il totano (o altro pesce) d’orato, la matriciana, le melanzane onnipresenti (sob, e dire che mi piacevano così tanto!),roasb feet, e poi chi se le ricorda più. Sia con colleghi attuali, sia del vecchio ufficio sia di tutt’altro ufficio.

La cosa buffa di tutto ciò è che quando mi è stato chiesto di cambiar ufficio (per tutta una serie di motivi), la mia risposta al mio d(on)atore di lavoro, Mr. Migliore Srl, è stato un secco no. Ma. La mia risposta è stata “Io non ci voglio andare, che chiedano, una volta tanto, agli altri. Ma mi fido di te, Capo, e se tu mi dici di andare, io vado, perché sei tu a dirlo e non altri a chiederlo.” Per quanto facessi fatica all’idea di lasciare i vecchi colleghi, cui sono tuttora affezionata, sapevo chi sarebbe stata la mia nuova responsabile. E se il mio no è stato solo secco ma non totale, è perché quella donna è una che sa il fatto suo. E capi come lei ce ne sono pochi in giro, a mio avviso.

Per ora va così, in futuro, chissà.
Di sicuro sono tanto grata per tutto ciò, e questo alleggerisce un po’ il fardello del resto.

 

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19 pensieri su “Persone interessanti

  1. Perennemente Sloggata ha detto:

    Trenini lillipuziani come quelli che girano per Bolzano durante i mercatini di Natale (che, peraltro, credo stiano iniziando a montare).
    Palestra meglio. Non riesco a beccare l’istruttore per la sala macchina, ma intanto faccio il resto con l’istruttrice (fuori come un balcone, adorabile). Le caviglie le sento sempre ma me la porterò dietro a lungo.
    Però! Però vedo tanti piccoli cambiamenti sia a livello fisico, sia a livello di scioltezza delle caviglie, sia a livello di esercizi e percezione del corpo. Ma l’essere figlia di mia madre mi aiuta non poco, l’ammetto.
    Tanto fa la testa e, lo dico piano, si sta rimettendo in movimento su diversi fronti.
    ^_^
    E tu?

  2. lupin8msn ha detto:

    Ah trenini veri per gli umani, ora mi é chiaro. Io palestra ho finito da due settimane, non mi hanno richiamato neppure per sapere se volessi rinnovare. Così corro tre ore a settimana, ma stasera faceva freddo, vedremo nelle prossime settimane se resisterò. 🙂 volevo chiederti di tua madre, ma hai scritto prima te..

  3. Perennemente Sloggata ha detto:

    Sì sì, al lavoro testiamo anche i singoli veicoli assicurabili, anche quelli più strani. Ovviamente il trenino lillipuziano è il mio preferito, anche se ce ne sono di peggiori.
    Mi devo mettere in pari coi blog, mi chiedo se ce la farò mai 😦
    Mamma ora è impegnata a fare la nonna part-time ^_^ per le caviglie non dice più molto: pomata e cavigliere all’occorrenza, esercizi, attenzione alle scarpe, percezione del corpo. Altro non c’è da fare.
    Anche perché è inevitabile che diano fastidio o facciano male, a seconda della giornata o della posizione.

  4. lupin8msn ha detto:

    L’importante è che tu sia sempre in miglioramento con il problema delle caviglie, sono contento di leggere i tuoi aggiornamenti. Avevo dimenticato che lavori nel campo assicurativo, mi ero messo in testa dell’ufficio IT, e delle corse con excel 🙂 notte per dopo, un abbraccio.

  5. Perennemente Sloggata ha detto:

    dimenticavo un successo interessante: fino a qualche giorno fa, scendevo le scale sempre a ridosso della ringhiera o scorrimano, talvolta scorrendolo davvero con la mano. sono un po’ di giorni che mi rendo conto che cammino staccata, addirittura al muro.
    non sempre, ma sempre più spesso.
    era diventato un riflesso incondizionato fastidioso.

  6. lupin8msn ha detto:

    è una cosa molto personale quella che hai scritto, la interpreto come parte del tuo modo di “lottare” (nel senso buono ) con il problema delle caviglie. Non deve essere semplice. A fine settembre ero caduto in una pista di cross per mountain-bike. Stavo correndo a piedi al mattino presto, lungo una discesa per evitare un solco tracciato per le bike, sono caduto, e la caviglia destra ha tenuto il gonfiore per due settimane, fino a che in palestra ho peggiorato la situazione facendo squat . Lì ho capito (quel poco) cosa significa avere una caviglia messa male..

  7. Perennemente Sloggata ha detto:

    le caviglie (e i piedi), dice la mia signora madre, sono le nostre radici. sono ciò su cui poggiamo tutto e vanno tenute con un certo riguardo.
    per cui non sforzarle troppo, povere, dopo quella caduta: dai loro del tempo 🙂
    una cosa che mi aveva suggerito mammafisioterapista era la piscina. ma essendo vicina al lavoro, praticamente c’è troppa gente del giro in determinati orari. e dopo corsi ecc. per cui mi son riversata in palestra.
    il fatto del riflesso incondizionato verso una ringhiera cui aggrapparmi, mi ha infastidita non poco quando me ne sono resa conto. capisco l’essere più attenta fino ad ora, ma poi basta! non ci si può far fregare da paurette simili.
    ok, ora vado a crollare sotto al piumone!
    see you!

  8. Bia ha detto:

    Divertirsi al lavoro è utile per stare bene con tutto il resto. Caviglie a parte, che per quelle ci vuole attenzione e cura! Sono contenta di rileggerti positiva :*

  9. Topper ha detto:

    Una bella fortuna, che poi fortuna non è. L’ambiente e i colleghi sono una parte fondamentale del lavoro. Io, per dire, non mi lamento ma in una stanza in cui sono il più giovane e l’unico non genitore, capirai che tipo di discorsi mi devo sorbire ogni giorno!

  10. Perennemente Sloggata ha detto:

    Oh! Ti capisco! In questo ufficio si parla poco di figli ma nel lavoro precedente era un frantumarsi di palle&ovaie a sentir parlare in continuazione e solo di gravidanze, parti e bimbi….

  11. La Precisina ha detto:

    “In questo ufficio si parla poco di figli ma nel lavoro precedente era un frantumarsi di palle&ovaie a sentir parlare in continuazione e solo di gravidanze, parti e bimbi”: ma ci penso io, la Minicollega, con la simpatica aggiunta delle specifiche sulla pupù del mio Maxifiglio!
    😀

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