Confusioni paraddossali o paradossi confusionali?

If “manners maketh man” as someone said
Then he’s the hero of the day
It takes a man to suffer ignorance and smile
Be yourself no matter what they say


Vi capita mai di sentirvi “An Englishman in New york” nella città dove abitate?
Sempre. Ovunque. Comunque.

Cammini per strada, aspetti il bus, sali sui mezzi pubblici, sorridendo.
Sali le scale senza pensieri e le discendo, con una lieve smorfia, a fianco dello scorrimano, con le dita che scivolano lungo tutta la sua lunghezza. Il primo scalino lo affronti al contrario, con il piede sinistro.
Il dolore è pressoché costante, ma che ci vuoi fare, l’en plein non capita mica tutti i giorni, e poi ti ci assuefai, soprattutto se hai una soglia medio-alta di tolleranza.

Guardi le persone e sorridi.
Ne senti altre e ti innervosisci.
Torni a casa e almeno qualche vibrissa si emoziona per te, ti miagola di seguirla dove vuole, ti chiede attenzione, ti si piazza accanto, ovunque tu vada.

Sistemi il letto, lenzuola, cuscino, ti ci infili e attendi che qualche vibrazione ti indichi che una coda dopo l’altra si stanno posizionando.
E la tua buona notte arriva, col poggiarsi di una zampa sulla mano, mentre si chiudono gli occhi.

Cullati dalle fusa, lasci scivolare i pensieri, illusa che non tornino fino al mattino.

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8 pensieri su “Confusioni paraddossali o paradossi confusionali?

  1. lupin8msn ha detto:

    non avevo mai visto il video di quella canzone di Sting.. Convivere con uno o più gatti deve portare molta curiosità nella vita di tutti i giorni. D’inverno è capitato dove vivo, che una gatta dormisse nel mio garage, poi anche nelle giornate di pioggia. Quando arrivavo a casa si posizionava con la testa su una mia scarpa che calzavo, e si strofinava. Credo che fosse un suo modo per ringraziarmi del riparo 🙂

  2. Perennemente Sloggata ha detto:

    E’ una bella canzone, leggi tutto il testo 🙂
    I gatti sono un’esperienza particolare: io ne ho tre ed ognuno rappresenta un lato diverso del mio carattere, in qualche modo. E sono davvero uno più diverso dell’altro: caratteri, gusti, espressioni, odori, pelo, fusa, preferenze varie, dimostrazioni di affetto o altro.
    I mici si strofinano su cose e persone per più motivi: innanzitutto rilasciano i propri feromoni, questo per lasciare il proprio odore sull’oggetto della strusciatina e marcare il fatto che è un oggetto/persona che accettano e quindi possono apprezzare.
    Per cui sì, direi di sì, ti stava assolutamente esprimendo la sua gratitudine.
    Sai che le fusa, che in genere esprimono la contentezza e serenità di un gatto, possono anche rappresentare un loro estremo disagio? Nel senso che le usano per cercare di autocalmarsi, per così dire. La Rossa, all’inizio, lo faceva per tranquillizzarsi. Ora basta guardarla o prestarle un attimo di attenzione, che attacca il trattore e si autoalimenta anche per 15 minuti: buffissima!!

  3. lupin8msn ha detto:

    Wow tre gatti.. Leggendo i tuoi post qualcosa mi diceva che erano piú di due. Nessuno mi hai mai spiegato quello che mi hai scritto stasera. Lavoro con persone che vivono con un gatto o piú e ne parlano di essi giustamente come se fossero parte di loro, ma riguardo le fusa non sapevo. La Rossa è un bel nome, bello che capisce molto dai tuoi occhi, mentre la gatta che stava con me la chiamavamo Grispri, era nera con striature bionde.. Gli altri due gatti sono maschi o femmine?

  4. Perennemente Sloggata ha detto:

    In realtà LaRossa ufficialmente si chiamerebbe Goccia Marina, ha circa 4anni ed è arrivata a fine 2010 che era già grandicella. È rossa con calzini e bavaglino bianchi. Timida ma socievole, buffissima tontolona e poco agile.

    Il boss, nonché divo indiscusso, è Ubaldo Spuntì, detto Spuntì, figattone bellissimo di 5 anni e mezzo, protettivo quando qualcuno ha bisogno ma stronzetto di suo. È curioso e spavaldo, non scorre buon pelo tra LaRossa e lui. È un tigrato biondo ed è arrivato cucciolo. Mi segue come un’ombra.

    Tami Mou è poco più giovane di Spuntì, è detto Tamino perché più minuto. È nero e bianco, quasi un bat-cat. È stato abbandonato col resto della cucciolata ma, anche se fra i tre è il più cagionevole, mostra grande forza. È un gatto dolcissimo, curioso e a mio avviso un pelino autistico. Ha il pelo più bello e morbido dei tre. È il più agile e salta sopra i mobili, possibilmente molto in alto.

    Questa è una veloce presentazione di lor signori della tribù degli Spuntìni.

  5. lupin8msn ha detto:

    Wow che bella descrizione, sai le tue parole sono molto vive, le incastri in un modo particolare e danno questa impressione. Mi ha colpito Tami Mou, inoltre hai usato la parola bat-cat.. Quando vedo per strada un gatto che ha il pelo nero come una maschera sulla testolina, non resisto a dire “oh un batman” mi attirano 🙂
    A parte la mia mania “bat”, ora un po’ capisco quando torni a casa chi trovi, e come saranno felici 🙂

  6. Perennemente Sloggata ha detto:

    ahahahah secondo una mia amica, Tamino si chiama così per via del principe Tamino del Flauto Magico di Mozart. E in effetti lui è un principino.
    Avevo dedicato un post a testa, ai mici, mi pare. O qui o su un blog dedicato “robe da gatti” che però non seguo più.
    Ma potrei riproporre un post ciascuno, visti da diversi punti 😀
    Osservo molto i gatti, soprattutto i miei anche perché la Rossa è stata difficile da ambientare, più con me bipede che coi fratelli. Ho avuto una forte crisi con lei per certe dimostrazioni di disagio (leggasi: pipì sul divano) e quindi ho studiato attentamente tutti gli atteggiamenti da e verso di lei. Soprattutto di Spuntì: lui, nella migliore delle ipotesi la ignora, altrimenti la caccia (dal letto, ogni tanto) o la rincorre per picchiarla. Ma lei tendeva a stuzzicarlo: sono cose impercettibili, i gatti riescono a farsi la guerra solo con gli sguardi, sembra incredibile ma si inibiscono così tra di loro. Spuntì non sempre accetta le coccole di Tamino, ogni tanto ricambia la lavata, ma mai con la Rossa. Lei cerca un contatto con il buon Tamino e lui tende a concederglielo.
    Anche se non sembra, le dinamiche sono visibili e gli atteggiamenti si intuiscono dalle posizioni in cui dormono, siedono, dove si mettono, gli sguardi. Cambiano le espressioni anche a seconda del loro livello di stress o beatitudine.
    🙂
    scusa, non volevo fare un trattato di etologia Spuntìna 😀

  7. lupin8msn ha detto:

    No, non scusarti hai scritto una descrizione molto bella, le dinamiche poi non le immaginavo.. Mi ha invaso una sensazione di tenerezza de La Rossa che cerca un contatto con Tamino. Comprendo come posso che per lei non é stato semplice ambientarsi, ma in realtà pensavo solo con i suoi simili. Grazie per questa tua risposta, è una bella descrizione.. Ma soprattutto, viva 🙂

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