La mia caviglia non concede selfie

Immaginatevi la scena: una tizia cammina per strada, con le sue zeppette, e contrariata osserva un signore che sta caricando il suv per le vacanze sul posto per i disabili. Un’altra auto è parcheggiata nel posto riservato ai disabili a fianco, ovviamente senza talloncino apposito. La tizia in questione ritiene poco opportuna una signora che voglia parcheggiare ancora accanto, dove ci sono semplici righe gialle. Nel frattempo si dimentica di salire sul marciapiede,  non guarda dove mette i piedi, infila l’avallamento di un tombino, casca rovinosamente e sente un dolore lancinante alla caviglia sana, la destra.
Il tutto avviene dall’altra parte della strada dove è parcheggiata un’ambulanza dell’attiguo pronto soccorso del centro città.
Due signori si avvicinano mentre arriva lei, l’angelo inaspettato: la ex moglie del suo ex compagno.  Una persona deliziosa come poche. (Nessun sarcasmo, sia chiaro)
Mentre l’infermiera inizia ad accertarsi della situazione, la tizia inizia a sbiancare e viene chiamata la seconda infermiera ed infine l’ambulanza di fronte: la tizia non riesce ad appoggiare il piede e non si sente affatto in forma (lacrime come se piovesse).
Nel frattempo uno dei signori indica il tombino e incita una qualche denuncia al comune. La tizia in questione smentisce subito chiarendo che la colpa è soltanto sua. Il terzo infermiere conferma, vista la caduta fuori dal marciapiede.
La tizia viene quindi fatta salire sull’ambulanza e trasportata all’ospedale in cima alla città (a Mari&Monti piace vincere facile e soprattutto comodo), dove attenderà solamente 3 ore prima di poter tornare a casa con le carte “torni domattina presto per parlare con l’ortopedico”. Dai raggi, dicono, sembra che non ci sia niente di rotto ma si deve capire come stiano legamenti, tendini e quel che vive nella caviglia e dintorni.

Quella deficiente deve ringraziare però le colleghe e le amiche che a distanza si sono premurate ( e si premurano) per lei e la Bionda per averle portato le stampelle e averla portata a casa.

Tutto perché? Perché stava andando a vedere di un armadio di cui si è innamorata.
E poi pensavamo che questa estate passasse indenne…

Buona notte, domattina levataccia e di nuovo pronto soccorso.
Taaaxiii!!

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