ed ogni anno ce n’è una

ma stavolta non mi lascio fregare dall’ansia. anche se sono giorni emotivamente meno facili.

non ricordo in che anni, in che sequenza ma… ogni estate, bene o male, me ne ritrovo una nuova sul groppone.
sciocchezze, senz’ombra di dubbio, ma dover sempre affrontare tutto da sola, magari dopo che ne avevi appena sistemata un’altra, a volte pesa.

tralasciando le avventure con discussioni con banche, fallimenti di mobilifici e contenziosi con finanziarie pre-, durante, post- acquisto di casa, un anno ho lasciato il mio convivente. maggio, giugno. terribile ma onestamente dovuto.

un anno s’è rotto il mobile del lavello in cucina. ovviamente a fine luglio, a ridosso delle chiusure agostane delle fabbriche, per cui trova una soluzione per tenerlo in piedi almeno fino a metà settembre (e grazie ai ciocchi di legno della bionda) e cerca una soluzione semplice (e che non costi un rene: in proporzione costa meno rifare la cucina di un mobile solo) per quell’angolo strano in cucina. ringrazio tuttora la consulente della Sme qualche via sopra casa, se non c’era lei, come minimo mi sarei ritrovata con un mobile per il bagno al posto del mobile con ripiano copri-lavatrice (ok, esagero, ma se è tutto perfetto, è grazie davvero a lei).

altro anno, al limite delle forze mentali, decido di andare da qualche parte in ferie nonostante tutto a fine giugno – inizio luglio. niente di che, quel tanto da andar via da qui qualche giorno. metà giugno, finisco di riflettere un attimo sulle proposte della mia amica dell’agenzia viaggi, convinta di confermare e prenotare. squilla il telefono, mia sorella (spinta da mia madre) mi chiede se sono seduta e mi annuncia che a mamma hanno trovato un tumore e che l’operazione è quasi immediata, probabilmente a fine giugno.
ok. la mia prima reazione, oltre alla preoccupazione per mamma (ma la sua salute è piuttosto compromessa, non mi stupisce null’altro se non il come diavolo faccia a stare ancora in piedi e fare quel che fa! più di qualche mano divina dal cielo, non ho altre spiegazioni), rabbia. ma davvero: l’unica volta che mi concedo una vacanza misera da qualche parte, taaac, fregata così. nello stesso periodo.
reazione secondaria, pianto come sfogo e rimbocco maniche: si va a fare le ferie in montagna di nuovo e a fare finta di fare l’infermiera (su questo sono davvero indegna figlia di mia madre: oltre a falange falangina falangetta malleolo rotula, non vado. i polmoni sono due, il fegato uno ma se sta a sinistra o destra per me è un mistero. di sicuro il cuore è rosso e batte a sinistra. ok, sto divagando).

altro anno, altro giro di giostra: qualche incaricato della municipalizzata del gas rileva (sempre a giugno, mi pare) perdite di gas in portone o lì fuori. chiusura immediata del gas e obbligo di controlli, prove di tenuta, eventuali lavori di riparazione. insomma, 4-6 settimane senza gas. ergo senza acqua calda. per cui, la bionda mi presta il suo bollitore per tutti gli usi quotidiani in stile campeggio (e meno male che era caldo) e la sua doccia.
un rene mi è partito anche in quel frangente.

altro giro sugli autoscontri, in segreto da mia sorella incinta (“ché non voglio che si preoccupi”: grazie mamma, speriamo non succeda nulla perché io al posto suo mi odierei per non averla avvertita) e dal nonno (se no è una tragedia da gestire) mamma mi dice che ad agosto le asportano la cistifellea. alè. sali una settimana con gli amici invisibili (meno male, grazie), comunica a sorella “è andato tutto bene, mamma non voleva dirtelo ma è andato bene”. poi scendi per lavorare qualche giorno e torna su con la terroncina (grazie anche a lei) per controllare che sia tutto a posto e riportare mamma a casa. nel frattempo, bugie bianche al nonno ultranovantenne e poi digli la verità visto che la degenza è un po’ più lunga del previsto.

durante questa avventura appena citata, mi chiama trafelato l’amministratore perché la signora di sopra ha avuto degli spandimenti ed è tutta preoccupata di avermi fatto danni al soffitto, devono assolutamente controllare per l’assicurazione e per aggiustare tutto. ok, no panic. la bionda passa dai gatti per cui passerà anche dalla vicina: tutto a posto sul mio soffitto.

ed in inverno non succede mai nulla? naaa, non illudetevi, perché le discussioni con amministratore e muratore-condomino per rifare il rivestimento del tetto di un ex forno (ora ‘tetto’ di un negozio) con accesso semplice e non pericoloso (e meno costoso) dalla mia finestra, è avvenuta a ridosso di un natale, quando partivo per supeimonti. manco a dirlo, ha nevicato un bel pezzo, non si asciugavano i muri, le infiltrazioni per il negozio diventavano un problema, al lavoro un permesso era un miraggio…

e quest’anno? spaventi idioti: la caldaia che parte ma i termosifoni sono tiepidi, eppure la signora ha passato alla grande e con tanto di complimenti il controllo, fai salire l’acqua, fai scendere la pressione, niente. guardi il termostato funzionante (?), cerchi qualche nuova pila e… riparte tutto regolarmente. ma. ma un giorno trovi la pressione della caldaia troppo bassa. ok, diamole acqua. ma. ma un giorno trovi pasticciato sotto ad un termosifone. e in realtà sono due: valvole da cambiare. (ehm, con caaalma…) basta svuotare l’impianto e tenere bassa la pressione. ok.
ma basta? no. ovviamente. lo sciacquone dell’acqua (ad altezza più o meno dolomitica) bagna, schizza, carica in continuazione, non ho capito. il super idraulico intanto sistema il galleggiante (da sostituire – anche perché ora fa un rumore spaventoso, quando si tira lo sciacquone, ma finalmente tace sul continuo caricamento), in attesa di tornare a sistemare valvole ecc.
il gabinetto, in ottima tradizione mari&monticola, è separato dal bagno ed è strettissimo: sembrava l’uomoragno con un piede sulla scala, uno su un muretto o sul davanzalino inclinato della finestra in alto.

che altro succederà ancora? non ho idea. di sicuro sarà un’altra sorpresa.
robette comuni, concordo, ma che scatole, francamente!
però! però la raccolta di tutti i documenti (im)possibili per il 730 è stata facile e completa. (e vi par poco?)

ehi, un attimo! cos’è quella striscia scura sul muro? un’ombra, dite? mmm… io sono come i galli di goscinny – uderzo… ho paura che mi crolli il cielo in testa. in questo caso, il soffitto. ahahaha

ok, ora nanna.

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6 pensieri su “ed ogni anno ce n’è una

  1. Mara ha detto:

    Hai ragione, non si può mai stare tranquilli.

    P.S: Il cuore è a Sinistra ed il fegato a Destra, non ti puoi sbagliare 😉

  2. Perennemente Sloggata ha detto:

    Giacani: davvero! Pure un dente del giudizio o due all’anno 😀 magari durante e dopo 4-6 settimane di tracheite ecc. Decisamente, ho avuto annate ben più noiose di quelle descritte!

    Mara: tesora, grazie 🙂 Lo terrò a mente!

    Bia: guarda, con delle amiche pensavamo ad un “acquasanta-tour”… Fatima, Lourdes, Medjiugorjie…

  3. La Precisina ha detto:

    E lo spavento che ci hanno fatto prendere a fine anno, dove lo metti? Un incubo lungo svariati mesi. Che secondo me è stato solo ibernato, ma verrà scongelato a tempo debito… Menomale che intanto te ne sei tolta fuori.

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