La donna, il perno della vita di un uomo?

Stamattina alla fermata del bus sento un “buongiorno”, mi giro e vedo il vicino di qualche piano sopra il mio.
Lo saluto e mi scuso per non averlo riconosciuto subito, gli chiedo come va e lui, tra l’attesa, la salita in bus, il tragitto e la mia discesa, si lascia un po’ andare, raccontandomi che tornare a casa e trovarla vuota è dura: un anno e mezzo fa è mancata la moglie e loro erano affiatati e sempre insieme, durante i 50-55 anni di matrimonio (“più il rodaggio precedente”, dice ammiccando). Orgoglioso prosegue dicendo che fa del volontariato e che per quelle orette fuori casa è sereno, ma rientrare è sempre dura e che sente altre persone che riescono a superare il lutto ma che lui non sa come fare, non riesce.
Mi chiede “e i suoi micini?”, visto che credo che tutti nel palazzo, passando vicino al mio appartamento, li abbiano sentiti miagolare ogni tanto o magari la signora del piano di sopra gliene avrà parlato, gli rispondo dicendo che sono birbanti ma buoni e capisco che a lui piacciono e che lui piace ai gatti.
Con gli occhi lucidi continua con una frase tenerissima:

Non avrei mai pensato che una donna potesse davvero essere il perno della vita

Nel frattempo mi sono seduta affianco a lui, anche se in genere preferisco stare in piedi per scendere al volo e cercare di non perdere il secondo bus, perennemente davanti al primo, ma stavolta no, mi sono seduta rivolta a lui e cercando di interagire per quel poco che sapessi comunicare in un momento così delicato.
Il poco posto non lo permetteva, ma me lo sarei abbracciato forte forte.
Scendendo gli ho semplicemente detto che se qualche volta avesse bisogno, la sera venga pure a scampanellarmi.
La prossima volta che lo incrocio, lo invito a cena.

(Ehm, no, non ricordo il cognome né l’appartamento, sigh. Né so se ha figli, ma mi informerò. Il condominio dove sto è abbastanza solidale, nel possibile, e la cosa mi aveva già colpita in questi pochi anni là)

11 pensieri su “La donna, il perno della vita di un uomo?

  1. liberamente80 ha detto:

    io ci leggo tantissimo amore in quella frase.
    55 anni insieme non si mettono da parte, pur avendo millemila ricordi resta sempre il fatto che torni in una casa vuota.
    😦

  2. ontanoverde ha detto:

    Sto vedendo un signore che ha la stessa storia del tuo, la moglie scomparsa da poco. Per fortuna che sotto casa c’è un bar latteria in cui si rifugia spesso, ascoltando per ore le chiacchiere delle “babete” di quartiere, che si conoscono tutte e “tagliano i panni” addosso a tutti. La pesantezza della solitudine è un macigno incredibile per ognuno, ma per un vedovo deve essere tremendo!
    Una donna ha dei punti di riferimento, noi quando abbiamo i nervi si pulisce casa, si riordina l’armadio o si esce a guardar vetrine…ecc.. l’uomo ne ha molti di meno.

  3. gattacicova79 ha detto:

    Se perdessi anch’io l’ amore della mia vita (supponendo che ce l’avessi), consapevole che è già un miracolo e un’immensa fortuna trovarlo, figuriamoci “averlo” per 55 anni… non ne uscirei viva. Tutta la mia comprensione e solidarietà a quest’uomo.

  4. Perennemente Sloggata ha detto:

    Liberamente: sì, amore ma anche tenerezza: diceva che era lei che gli sceglieva i vestiti perché lui sbagliava sempre. Concordo in toto con te!

    Renata: mentre mi raccontava, pensavo a te e alla tua forza. Lui si è trovato questa attività di volontariato, sta ristrutturando della pavimentazione in un collegio, se ho ben capito, ed è contento nel suo. Però davvero, un macigno davvero visto che da quel che so, la moglie è stata a lungo malata e se ne è occupato sempre lui.

    Gattacicova: da un lato concordo con te, dall’altra però confiderei nel saper provare a tirar fuori la solita grinta.

    Mara cara, sì, una ferita larga e pure profonda. Pensa che la signora al piano di sopra alla fine si è rassegnata a mettere il marito invalido in casa di riposo perché fisicamente non ce la faceva e la casa non è attrezzata per certi casi. Certo è supportata dalle figlie e va a trovarlo tutti i giorni o quasi, come può e riesce, però è sempre attiva, non l’ho vista abbattuta per fortuna (ma la scelta è stata dolorosa, questo sì). E in qualche modo mi rendo conto che tornare a casa e trovarla senza il marito (che però vede in altro posto) è totalmente differente dal tornare a casa e trovare completamente l’assenza.
    Se mi sono spiegata in questo giro astruso di pensieri.

  5. Bia ha detto:

    Mia nonna è vedova da vent’anni, ma ancora non se ne fa una ragione… e ripete in ogni occasione, che quando aveva suo marito a fianco era una vita molto più degna di essere vissuta.
    Mah, penso che al giorno d’oggi, di amori così non ce ne siano più… o forse sono solo cinica *date le circostanze*?? 😉

  6. solitamente ha detto:

    La prima cosa che mi sono detta leggendo questo tuo post (dopo la prima commozione!) è stato “Chissà se glielo aveva mai detto!!!”…

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