Settimana veterinaria per la famiglia Spuntìni

I gatti non mostrano dolore. Loro semplicemente si isolano, si nascondono o si mettono in cuccetta a riposare, non mangiano, non bevono (pericolosissimo). Quando non stanno bene, un buon metro di valutazione è il nasino caldo ed asciutto (di norma è fresco ed umido). Anche la temperatura delle orecchie e del naso può essere indicativa.
La questione, in realtà è “semplice”: osservare il nostro gatto (o cane o amico a più zampe) con attenzione, per riconoscere anche piccoli dettagli di cambiamento.

Nel mio caso non ho realizzato il fatto che Tamino si mettesse a dormire in fondo al letto in piena battuta d’aria della finestra aperta. E infatti quando ha iniziato a starnutire, ho capito. Nel frattempo ha iniziato a lacrimare un occhietto e lui a diventar più mogio e meno interattivo. E quindi meno appiccicoso ed affettuoso. Questo, domenica.
Siccome poi continuava a starnutire e mi dava l’idea di essere un po’ caldo, ho deciso che lunedì mattina si sarebbe andati tutti e 4 dal veterinario: se tanto devo stressare me e lui, tanto vale far vedere tutti per un controllo.

Solo che:
– sono tre gatti ed io una sola;
– ho due trasportini;
– non ho l’auto.

Al che un’amica è venuta a casa ad aiutarmi, nel frattempo avevo recuperato un terzo trasportino, e ho chiamato un taxi.
Unico dettaglio: si è alzato IL vento. E non poco. Per cui ogni trasportino era ricoperto di un taglio pile.
Per inciso: ognuno si era scelto autonomamente il suo trasportino: Tamino quello rigido rosso e panna; Spuntì il borsone arancione; la Rossa quello rigido rosa delle gatte della mia amica Bionda (è signorina mica per nulla, no?).

Le scene per infilare ognuno dentro il proprio trasportino… Comunque… Spuntì ci ha allietati tuuuuuuuuuutto il viaggio in taxi miagolando. Gli altri due si alternavano.

La visita:
la Veterinaria è una donna giovane dal viso simpatico, mi è piaciuta subito. Ha visitato un “ragazzo” dopo l’altro con grande cura ed empatia.
Tamino, spaventato, effettivamente un po’ raffreddato, non presentava linee di febbre ma polmoni liberi. Per cui solo dell’aerosol con un fluicosil. Aerosol? Sì. Ebbene: prendi il trasportino, lo infili in un sacco della spazzatura, infili il gatto nel trasportino e agganci il vaporizzatore dell’aerosol (senza la mascherina) alla grata del trasportino, chiudi il sacco (non sigillato, sia chiaro!!), fai passare il tempo necessario. Oppure infili il gatto nel trasportino, lo sigilli con la pellicola da cucina trasparente (occhio che da qualche parte dev’esserci un’infiltrazione d’aria!!) e ovviamente sotto ci dev’essere il vaporizzatore dell’aerosol.
La Rossa, invece era talmente terrorizzata che nonostante la sua mole, era diventata quasi un tappeto per il tavolo della veterinaria. A lei abbiamo diagnosticato la cosiddetta “acne sul mento”. Ebbene.
Spuntì. Spuntì invece è un curioso da paura: fosse per lui, fintanto che sono nei paraggi io, non c’è ambiente o borsa o oggetto che non meriti una sua sua perlustrazione. E’ un ottimista, direi. A lui abbiamo trovato una gengivite. Potete immaginarvi qualsiasi opzione, trucco e barbatrucco per fargli prendere metà pastiglietta ogni giorno. Tutte me le sono pensate. E disdegna pure il filetto di nonmiricordochepescehopreso, lo stronzo! Cioè, lo lecca, ne assaggia un pochino e poi lascia il resto (poco, per prenderlo per la gola. Ma niente, è più furbo lui).

Dicevo:  se tanto devo stressare me e lui, tanto vale far vedere tutti per un controllo.
Bene.
Non l’avessi mai fatto! Mentre uscivamo dalla clinica per risalire in taxi, non vi dico che folate di vento non si sono alzate! (Insomma, la clinica sarà in una buona posizione, ma non per quanto riguarda il vento, per come vi si incanala!!) E con esse, anche la copertina di Spuntì.

Ma questo ve lo racconto domani…

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6 pensieri su “Settimana veterinaria per la famiglia Spuntìni

  1. Ubaldo Spuntì ha detto:

    Ehi, bipede, ti sei dimenticata di raccontare come vi abbiamo intrattenuti durante il viaggio!! E come miag ehm cantavo io per farvi coraggio, a tutti!!
    Torno a ronfare, sono settimane pesanti, queste.

  2. gattacicova79 ha detto:

    beh, l’aerosol al gatto…questa si che è bella, soprattutto la realizzazione! Io, quelle rare volte che devo infilare il mio gatto nel trasportino, finisco che sono tutta sudata e affannata…son mica colluttazioni da poco queste…

  3. Perennemente Sloggata ha detto:

    Coi miei in genere me la cavo quasi facilmente, anche perché tendo a lasciare i trasportini in giro un po’ prima e un po’ dopo la visita dal veterinario, così si incuriosiscono e lo annusano e magari ci entrano da soli. Con la Rossa ora è meno complicato ma prima era difficilissimo e anche bruttissimo braccarla.
    Per l’aerosol, all’inizio è straziante per come reagiscono ma poi ci si abituano quasi tranquillamente.
    C’è anche chi riesce a farglielo con la mascherina come facciamo noi, ma in genere si tratta di due umani ed un gatto.

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