Il rientro della bipede a casa

Durante il giorno quellalà sparisce, non si capisce bene dove vada, sta di fatto che non c’è.
Lei dice di andare a lavorare per guadagnare le ciotole quotidiane (e la sabbietta) per noi tutti, ma io non so mica se crederle.
Ad ogni modo, quando finalmente si degna di tornare da noi per darci le pappe serali, io sono già in pole position sul mobiletto in ingresso a guardarla in cagnesco (permettetemi la battuta) e a miagolargliene quattro se tornasse ben oltre l’orario limite di riempimento ciotole. Faccio finta di fare l’offeso, la guardo dritto in muso e gliele miagolo per bene: so benissimo che si sente in colpa e poi mi sgancia un po’ di grattini sulla testolina, tra le orecchie (a-dooooo-ro!), e poi anche qualche bacino. I miei sottoposti sono anche in zona ingresso ad elemosinare attenzioni ma mentre si leva i coprizampe, io mi tonfo a terra a pois&strisce all’aria per concederle di accarezzarmi la panza. Giusto il minimo sindacale, altrimenti l’attacco con unghie e denti.
E poi parte il coro di miagolamenti folli – ovviamente scoordinato da me stesso medesimo – per far riempire entro subito le ciotole di pappe umide.

Da voi come funziona?
Dovrò raccontarvi meglio la nostra giornata tipo, oltre che la nostra nottata. Sì, sì.

Ora la mando a pulirci la sabbietta e poi la mettiamo a cuccia, così possiamo addossarci a lei. Ma sulle posizioni notturne, vi racconterò più avanti.

Miciosa notte a tutti!

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6 pensieri su “Il rientro della bipede a casa

  1. LaD ha detto:

    Qui comando io, Morgana, perché sono la prima arrivata. La mia bipede è un po’ la mia mamma, quindi ho deciso di adottarla e di fare in modo che mia sorella Amelia e quella ciospa della Circe (ma da dove viene fuori questa qui? l’ho annusata e mica è mia sorella, anche se la bipede continua a dirmi che devo volerle bene!) non rompano le scatole.
    La mattina sveglio la bipede con i bacini sul naso e sdraiandomi sulla sua pancia. Siamo femminucce e mangiamo poco, la bipede ci riempie una ciotolina a testa di cibo secco e ci dura un paio di giorni. L’importante è che ci sia sempre l’acqua fresca! Per fortuna la bipede se ne dimentica rarissimamente e tutte le mattine mi lascia bere dall’acqua corrente del lavandino, che a me piace tanto! Amelia è un po’ stupidina e ci gioca, con l’acqua corrente. La sabbiolina a volte è troppo puzzolente e io lo comunico alla bipede facendo la pipi davanti alla cassettina invece che dentro. Ci tengo alla pulizia e agli odori, io!!
    E’ strano, fino a qualche tempo fa la bipede usciva tutte le mattine e stava fuori tutto il giorno. Noi sapevamo a che ora tornava e ci facevamo trovare alla finestra coi musini tristi, così lei si sentiva in colpa quando si avvicinava per chiudere le imposte. In questo modo, a volte, riuscivamo a ottenere anche un cucchiaino di yogurt a testa… che buonoo! Poi un giorno e tornata a casa e piangeva, e da allora la mattina non esce e di pomeriggio esce poco… passa tutta la giornata con noi a farci tante coccole. La mattina sta al computer, anche se ho cercato in tutti i modi di romperlo (ho masticato anche 3 caricabatterie, ma non funziona!) e il pomeriggio fa un sonnellino con noi. Io sono gelosa perché dorme abbracciata a quella ciospa di Circe, ma a me non piace dormire abbracciata, quindi la lascio fare. Tanto e mia e soltanto mia la bipede! La presto volentieri ad Amelia, la mia cucciolina, ma poco poco.
    Adesso però torno a dormire, sono sveglia già da un’oretta!!
    Miao Miao
    Morgana

  2. gattacicova79 ha detto:

    ahahahahha! bello il punto di vista del gatto 😉
    io sono un’amante dei gatti, ne ho uno attualmente, che ha una decina d’anni….è attila. Chi viene a casa mia, lo teme. Ne parlero’ un giorno, ci faremo due risate! baci gattosi e baffuti

  3. Ubaldo Spuntì ha detto:

    Bia: purrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr purrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

    Morgana!! Amicia carissima, ti capisco, ah se ti capisco! Appena ho un attimo di tempo (tra una dovuta pennichella e l’altra), racconto dei miei sottoposti, ché di fratelli di sangue in casa non ce n’è manco uno. Ergo, io sono il capo e loro i miei sottoposti. Ti mando una slappata!

    Gatta, è giusto che tutti temano Attila, il vero boss di casa!

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