Primavera o autunno, dicotomia tra una natura che nasce e la stessa che si sacrifica

ho letto questa frase e non concordo: “Se io preferisco tanto l’autunno alla primavera, è perché in autunno si guarda il cielo — in primavera la terra. (Søren Kierkegaard)”
in primavera guardi la terra che ricomincia a rinverdire e rifiorire e puoi sdraiarti a terra guardando crescere mano a mano il germoglio fino ad allungarsi al cielo e tu puoi guardare oltre il bocciolo e il fiore, dritto al sole.
mi* (si fa per dire) car* (idem) amic* (tantomeno), l’autunno guardi il cielo mentre coi piedi fai scricchiolare quella natura che si sacrifica per coprire il nudo inverno, quando guardi il cielo per sentire la tua testa respirare e i fiocchi di neve danzar giù lievi. no, mi spiace, in primavera vedo il verde dei prati, i colori delle corolle e l’azzurro del cielo. in autunno vedo tavolozze mozzafiato sugli alberi e le castagne a terra. la primavera profuma di fresco come il bucato appena steso al sole, l’autunno come il calore del fuoco che inizieremo ad accendere per riscaldare le nostre case.
in primavera segui l’innalzarsi della natura, dalla fredda terra al sole caldo; in autunno segui la danza delle foglie dai rami degli alberi al terreno che sembra inaridire.
forse non ho capito io cosa intendesse Kierkegaard, ma l’idea che mi lascia è un’idea negativizzante e pessimistica.
mentre a me entrambe le stagioni risvegliano i colori. dei prati davanti a casa o degli alberi colorati di caldo sui costoni della montagna. quelli della Valle TraIMonti.

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5 pensieri su “Primavera o autunno, dicotomia tra una natura che nasce e la stessa che si sacrifica

  1. liberamente80 ha detto:

    Io sono e sarò sempre per l’autunno. E’ la stagione con più magia.
    I tramonti mozzafiato, le foglie lungo i viali della città, lo scricchiolio quando ci cammini su…
    i primi pullover, la sciarpetta e le guance rosse per l’aria frizzante.

    Decisamente non c’è paragone con la “solita” primavera 🙂

  2. Bia ha detto:

    Colori e profumi. Entrambi così intensi, sia in primavera che in autunno, che colpiscono dritti al cuore e alla memoria!

  3. Francesca ha detto:

    Concordo. Difatti non è che il buon Soren sia mai stato un campione dell’ottimismo, anzi… trovo che sia un aforisma piuttosto semplicistico e ansioso di affermare che il celeste sia “meglio” del terreno, come se l’uno escludesse l’altro. Un peccato.

  4. elysam75 ha detto:

    L’ autunno se ci pensi ha colori in contraddizione con le temperature che porta, gradazioni di rosso e marrone, caldi e avvolgenti.
    Le margherite fanno posto alle foglie cadute, sbocciano fiori che vogliono temperature più miti. Tutto muta e quello che può sembrar che muoia in realtà si trasforma a nuova vita.
    Sento molto il cambio di stagione, sono nata a maggio inoltrato e il bisogno di primavera per me è viscerale, in quel periodo mi sento veramente come una margherita pronta a sbocciare al primo raggio di sole.

    Io sento molto il cambio di stagione, io ho bisogno di primavera

  5. elipiccottero ha detto:

    Ma le maiuscole che fine hanno fatto?
    Io preferisco gli estremi – inverno, ma di quelli freddi e limpidissimi della mia infanzia montanara, o estate, quella calda ma col cielo azzurro della città in cui tuttora tu vivi.

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