Tablet, fobie, dizionari

Come è chiaro dall’altro post, a periodi sono soggetta a crisi dovuta ad un certo tabù. A tal punto da avere ancora nausea, stomaco bloccato, e quant’altro.
Ieri mattina ho affrontato la prima parte: alcune risposte non dipendono da me, cioè, una volta che ho fatto o non fatto alcune cose, il resto poi dipende da altri. Ed ora, in attesa di una risposta precisa, dopo l’ok, deciderò ulteriormente.
La tensione era talmente alta che mi tenevo aggrappata alla scrivania della persona che poteva rispondermi, con la voce spezzata.
Mano a mano che si avvicinava il momento di parlarle, stavo peggio, poi dopo ho iniziato ad alleggerirmi.

Ma il punto è che sono andata ad affrontare la mia fobia (e sì, il termine è quello) o per lo meno la prima parte. Dopo di che o si combatte o si accetta la sconfitta che, a detta di altri, non è una vera sconfitta.

Ieri sera, tra il gelato a pranzo e lo stracchino a cena, e l’agitazione di giorni e giorni, non vi dico come stavo.

Tablet: ho comprato un tablet tramite una catena di negozi famosa. Ma prima di acquistare, ho verificato i prezzi:
Offerta Online: 235 euro + 10 euro di spese di spedizioni
Acquisto online, ritiro in negozio a M&M: 274 euro (sembra che in altre zone costi meno)
Vado in negozio, chiedo dello stesso prodotto: di fatto, da magazzino, il costo era di 279 euro.
Il commesso mi guardava perplesso commentando: “Le conviene prenderlo online” eh, già…
Ok, fatto l’acquisto online, dove farlo arrivare? A casa della mia amica. Il corriere, arrivato senza avvisare, non voleva attendere che rientrasse la mia amica (era vicina a casa) e ha insistito per lasciare il pacco ad una vicina, nonostante gli si dicesse di no. Roba da randellarlo.

Poi: nel frattempo mi ero informata con l’assistenza di un sito di vocabolari famosi, per provare e comprare l’app del vocabolario professionale. 49,99 euro, nemmeno 50!!
Mi risponde l’assistenza di chi materialmente ha creato l’app e mi mandano il link da provare che, però, non funziona. Uno dei miei colleghi sgai si accorge che la loro versione è obsoleta. Nel frattempo mi risponde l’assistenza con il link corretto. Installo, provo, clicco per comprare il codice: errore. Pagina non accessibile. Riscrivo, mi rispondono che quel sito non vende più i loro prodotti e che andrebbe in effetti aggiornato ma che comunque quello è un ambiente di prova, per cui devo comprare direttamente dall’app store.
Alla fine, ce l’ho fatta.

Sì, 50 euro per un vocabolario. Credo che, considerando che stavo ancora usando cd e cartacei del 1999 (e all’epoca costavano sulle 100-110 mila lire), fosse arrivato il momento di aggiornare questo preziosissimo strumento di lavoro.

Seppure: Il tablet è pheeghissimo (grazie amico maCo) e è comodo per affiancare al pc in fase di traduzione testi, con vari file e pagine internet aperti,  continuo ad odiare il touch-screen ma me ne dovrò fare una ragione.
E il collega di cui sopra dice che i tablet sono giochini, non per lavorare, concordo, in fondo. Lavorarci è un caos, ma usarlo per le app va bene.

Altro? Ah, sì, i vocabolari. Io amo i vocabolari e i dizionari: i miei sono tutti foderati con le copertine di plastica trasparente. Appena entrano in casa, vengono protetti. Immediatamente.
Ne sono gelosissima ed orgoglionissima. Soprattutto se li ho presi o ereditati. Tranne uno: nel trasloco in casa attuale, sistemando tutto, ho trovato un vocabolario di francese non mio. Italiano-Francese della DeAgostini, del 1999. Ma io ce l’ho già, anche se più vecchio di un paio d’anni e della Sansoni (terribile, l’ho sempre odiato, forse più per l’impaginazione che per altro). Tanto alla fine, con i supporti internet, si fa anche prima..
Ad ogni modo, l’ho messo in regalo nel gruppo “Te lo regalo se vieni a prenderlo” della mia attuale regione e tra le varie interessate, è spuntato un nome, che non commenta quasi mai. Dal passato. Che ha a che fare con quel tabù di cui sopra.

Non so cosa pensare. Lei ovviamente non mi poteva riconoscere – ammesso che si ricordasse – perché non ci sono il mio nome e cognome completi, fintanto che non le ho detto chi fossi.

Coincidenze? Segni del destino? Chi lo sa.

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5 pensieri su “Tablet, fobie, dizionari

  1. Bia ha detto:

    Uuuhhh… lo sai che io alle coincidenze non credo… penso che ci sia un filo conduttore, una ragione per cui i pezzi che sembrano messi lì a caso, in realtà vadano a collimarsi tra loro a formare il disegno finale. Cerca di cogliere il nesso, di capire in che modo devi tirare questo filo per far andare a posto gli altri pezzi. Buon lavoro!

  2. Ely Blogger ha detto:

    Vabbè il tabet lo userai per venirci a leggere 😉 Comunque ci sono anche delle app carine.
    Ohh si il destino è veramente strano ed imprevedibile, già già !

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