La “nuova” maturità, alias l’esame di Stato

La cosiddettà “nuova” maturità nacque ufficialmente a fine anni ’90, con il suo primo vagito a giugno 1999, quando prese anche il nome di “esame di Stato”, se non ricordo male.
La mia esperienza fu particolare perché venne inaugurata proprio dal mio anno e leggendo questo articolo sul tgcom-ico, mi tornano alla mente alcune considerazioni sia di quel tempo, sia di quello che sta succedendo attualmente.
Preciso: io non so se fosse meglio la “vecchia” maturità, posso solo esprimere le mie riflessioni ed opinioni in merito a questa, e mi chiedo se non sia il caso di ripensarla e migliorarla. Certo, non è facile arrivare alla perfezione, ma di sicuro c’è da lavorarci su.

Partiamo dal presupposto che noi siamo stati giudicati solo sull’ultimo anno e quindi i punti di presentazione agli esami erano affidati calcolando i voti di quinta liceo e forse i prof avevano più margini di ‘manipolazione’, per così dire, delle scelte: infatti, per quello che riguarda la nostra classe, tennero in considerazione anche il percorso personale di ciascuna di noi (la classe era completamente femminile, per la parte di linguistico, mentre la parte dello scientifico era quasi metà/metà) e facendo le differenze. Infatti, con una mia compagna in particolare avevo voti affini, soprattutto lei aveva un percorso più coerente e meno discontinuo del mio e infatti ricevette 1 o 2 punti in più di presentazione. Per cui, per la parte di punti di accesso, i nostri prof sono stati piuttosto corretti, nulla da eccepire. Anzi.

La nostra commissione, c’è andata di lusso, era composta dai prof. interni di tedesco, inglese, francese (ergo le materie portanti per il nostro indirizzo) e educazione fisica. Come esterni avevamo italiano, matematica, storia&filosofia, più il presidente di commissione che era di fatto di italiano.
Per quanto riguarda le prove scritte:
La prima era di italiano, poco da dire. Gran parte della classe ha scelto quello di letteratura (I fiumi – by Giuseppe Ungaretti), per cui la prof di italiano era ben felice di leggere qualcosa di diverso con il mio tema e quello di un’altra compagna (vi pare che vado a fare un tema su Ungaretti?? Io?? Mappeffavoore.). La compagna è quella cui hanno dato qualche punto in più che a me pre-esami, solo che -visto che non avevamo fatto grandi prove di preparazione ai saggi, con la nostra prof di italiano- lei è andata fuori tema ed è stata penalizzata. Un vero peccato. A me invece è andata di stralusso, tanto che quando ho visto 14punti scritti sopra, ho restituito il tema segnalando che forse aveva sbagliato persona. E invece no, anzi. Avrei voluto portare quel tema alla prof di italiano di classe che si era rifiutata di farmi l’ultima interrogazione per farmi prendere un 7 pieno, invece mi ha voluta presentare col 6 alla maturità, solo perché il primo quadrimestre ero insufficiente: vorrei vedervi dopo un anno all’estero se qualche errore scritto e qualche difficoltà orale non vi scappa… Senza contare che nonostante io implorassi – dall’estero e fin da febbraio – i programmi di italiano da studiarmi per gli esami di recupero che mi avrebbero fatto a settembre, ogni volta mi rispondeva “ma sì, è presto”, per darmi il suo programma solo a fine luglio, rientrata in Italia e in partenza per la Francia per poter recuperare al volo un anno di francese. Quindi di fatto ho avuto un mese solo per recuperare un anno intero di tutte le materie che mi richiedevano (italiano ovviamente, matematica perché in Germania erano troppo avanti e non potevo seguire, filosofia, francese perché mi avevano inserita in una classe che studiava spagnolo. Latino no perché lo facevo in Germania).
La seconda prova era quella di indirizzo, nel nostro caso c’erano dei testi in varie lingue: noi dovevamo scegliere innanzitutto la lingua e solo dopo ci avrebbero dato i testi. Non serve dire che lingua ho scelto, ma è pittoresco segnalare che la prof. si è quasi offesa perché invece di un testo su o di Bertolt Brecht (onestamente, c’aveva fracassato le balle tutto l’anno con quell’autore, soprattutto una nostra compagna – senza contare che l’anno che ho frequentato in Germania era il centenario della nascita di BB proprio in quella città… Negli altoparlanti della scuola, in tutte le classi, lessero un brano di BB), ho preferito fare quello sulla storia dei fazzoletti Tempo e la Procter&Gamble… Morale della favola? Mi beccai 12 o 13 punti. Ci rimasi malissimo.
La terza prova invece raggruppava (mi pare) 3 domande aperte per ciascuna delle 4 materie ed io so per certo di averne sbagliata una e saltata un’altra. Eppure non sono stati severissimi. Non ricordo il punteggio, ma credo ricordo che fosse sufficiente (per fortuna).

Successe quindi che la mia compagna negli scritti prese un punteggio inferiore a me e ci presentammo agli orari con un punteggio complessivamente uguale. Successe che la compagna tartassata su Bertolt Brecht durante l’anno, diligente, preparata, studiosa per tutti e 5 gli anni, abbia incomprensibilmente sbagliato tutti gli scritti.
Gli orali li abbiamo fatti bene tutte, e nel caso mio e della mia compagna dal punteggio uguale, la commissione decise di sottolineare una piccola differenza, dandole un punteggio finale di maturità superiore al mio di due punti. Lo trovai corretto.
Invece l’altra compagna, quella di Bertolt Brecht per intenderci, è uscita col minimo sindacale. Nonostante avesse una media discreta, 7-8 per tutti e 5 gli anni di scuola.

Ma qui mi viene da fare un’altra considerazione: perché per noi in Italia una buona media scolastica è 7-8 mentre in Germania vedevo che i miei compagni ed io riuscivamo a prendere anche 2 o addirittura 1 (il massimo) con impegno e studio? Ho sempre notato come in Italia non siamo messi nella condizione di prendere voti ottimali perché “per un compito così, più di 8 non do”. Diamine, calibra il compito su ciò che è stato fatto, in modo tale che gli studenti possano prendere anche voti alti! Ma siamo il paese delle banane e delle cose approssimative in tutto, anche in questo.

La risposta, a mio avviso, è molto semplice: in Germania il sistema scolastico è (o perlomeno era) a ciclo unico e i programmi erano in divenire, con qualche approfondimento su temi specifici. Ma non si faceva tre volte ogni programma in fretta… Che necessità c’è di fare 3 volte in fretta la storia dei Greci e dei Romani? Facciamola una volta ma fatta bene.

Forse, così, la gente sarebbe un po’ più e meglio preparata, avrebbe meno pressione, studierebbe meglio ma avrebbe anche un po’ più di tempo libero.

Ma siamo in Italia.

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8 pensieri su “La “nuova” maturità, alias l’esame di Stato

  1. elenuccia ha detto:

    bè..sul tuo ultimo appunto in tema di programmi fatti 3 volte, ti posso dire che alle elementari non potrai mai affrontare un tema allo stesso modo delle medie o delle superiori… diciamo che secondo me il tuo discorso dovrebber lasciar fuori quanto meno le elementari e magari dalle medie in poi fare bene la storia antica per poi nn rifarla alle superiori, dato che in molte scuole manco si arriva alla guerra fredda, e qualcuno stenta ad arrivare alle guerre mondiali…

  2. Perennemente Sloggata ha detto:

    beh, chiaro, alle elementari devi affrontare in maniera diversa certi argomenti, però come dici tu, poi bisognerebbe andare un po’ per volta e proseguire. il punto è proprio quello: a malapena si arriva alla guerra fredda, fai conto che sul mio programma dell’epoca lessi un 1992. ma tra la seconda guerra mondiale e quella data, onestamente non so cosa ci fosse, visto che l’abbiamo fatto en passant e in gran parte autonomamente.
    l’anno che feci in germania, corrispondeva al mio 4° anno di liceo ma mi misero in una 11ma classe (ovvero il nostro 3° anno di liceo), per motivi a me ancora ignoti (in realtà le classi 12-13 sono regolate a corsi e non a classi, è un sistema diverso e particolare, ma forse era anche una questione di similitudine di programmi, più che una mera conoscenza linguistica. forse anche il fatto di avere una classe e sempre le stesse persone, invece di cambiarle ad ogni corso) e, giusto per citare storia, parte del programma comprendeva un approfondimento del leviatano. di latino, poi, si faceva la storia degli autori ma strettamente legata ai testi. non esisteva l’uso del vocabolario (mi pare solo in 12-13ma classe) perché i vocaboli erano già noti o al limite spiegati dall’insegnante. io avevo la concessione dell’uso del vocabolario tedesco-italiano, per ovvi motivi. idem in inglese: nessun uso di vocabolari. tanto che fu buffo il primo compito scritto perché i miei compagni chiedevano parole di origine latina ed io ovviamente quelle di origine germanica! inoltre, previsto proprio dai programmi ministeriali, nelle traduzioni dall’inglese al tedesco, bisognava usare parole tedesche ed evitare anglicismi. anche chimica, fisica, educazione artistica, educazione fisica, ecc. erano materie molto più attive che in italia.

  3. elenuccia ha detto:

    sistema completamente diverso, sembra che per la questione “corsi” sia come in america… purtroppo non ho avuto la fortuna di andare a fare un periodo all’estero anche se facendo pure io lingue, sarebbe stato possibile tramite la scuola..ma poi avrei dovuto ospitare a casa mia e la cosa non era fattibile…
    purtroppo il problema dell’essere indietro col programma riguarda anche letteratura: es. lampante è stata la traccia di italiano di quest’anno..autore a me sconosciuto, nonostante mi sembra sia della mia regione XD
    all’epoca del mio esame era uscito montale con una poesia mai sentita: ergo mi son dovuta buttare sul tema argomentativo..una tristezza! e pensa che di montale e altri, alla fine la prof (santa donna) ci aveva fatto degli schemi per aiutarci a studiarli più velocemente.. siamo arrivate a giugno con l’acqua alla gola, letteralmente!

  4. jesslan ha detto:

    “siamo in Italia” riassume tutto!
    In Germania l’esame di stato per certe professioni (non so se per tutte) non c’è…io mi laureo nei 5 anni di ingegneria in autunno e per avere diritto di firma devo spendere un bel 400€ e fare l’esame di stato…che in Germania non serve a nulla, perché se sei laureato sei a posto. Grazie!

  5. Perennemente Sloggata ha detto:

    Elenuccia: nel mio caso non era uno scambio, era una borsa di studio della mia regione (riuscimmo a prenderla sia io sia la compagna dai voti affini). Ma una mia compagna andò in Svezia con Intercultura, nemmeno lì fu uno scambio. 😀
    Il discorso dei corsi vale solo per gli ultimi due anni e ci sono delle combinazioni vincolate.

    Jesslan: ecco, questo è un punto da ridiscutere, come rifare gli esami finali di interpretazione o traduzione in una settimana, quando già ci hai messo una vita per passare gli esami… però in Germania se non passi gli esami entro il secondo tentativo, non ricordo se alcuni di sbarramento, devi abbandonare la facoltà. In più per fare l’insegnante il percorso è diverso. Ma è tutto un altro mondo.

  6. Bia ha detto:

    il sistema scolastico in Italia è un disastro…. come del resto tutto ciò che c’è in Italia ultimamente 😦

  7. Shunrei ha detto:

    Premetto: io mi sono diplomata nel ’97, si parlava di un “cambio dell’esame”, ma alla fine siamo stati i penultimi a diplomarci in sessantesimi.
    Per il fatto di non dare “più di 8”, a noi i prof la vendevano in questo modo: “Se dessi 10 a chi fa tutto bene, poi dovrei dare 0 a chi sbaglia il compito” (=sottinteso: uno zero non si recuepererà MAI)… quindi il massimo per molti era appunto l’8, poi magari non scendevano sotto il 3 come voto “minimo”.
    Scelta a mio parere opinabile sotto diversi aspetti… anche perchè in questo modo era impossibile avere una media superiore all’8 (e per certe cose allora contava, anche solo borse di studio di enti locali)… anzi, di più: era quasi impossibile avere pure la media DELL’8, considerando che il voto massimo in condotta era 9 (con 7 si veniva bocciati in automatico) e che religione (direi giustamente) non faceva media perchè non dava voti ma un “giudizio” discorsivo.
    Perchè scrivo questo? Beh, perchè avevo un’amica che invece ha frequentato una scuola privata, gestita da suore (nulla contro la mia amica: sempre stata una buona studentessa, e poi le uniche magistrali della mia città sono appunto private): in condotta avevano 10 politico, religione faceva media e poco che sapessi che vangelo avevan letto la domenica a messa avevi un 10 pure lì, parecchi prof avevano il 10 come voto massimo e il 4 come minimo.
    E poi ditemi che i nostri “60” erano uguali ai loro (vero che per la maturità avevano una commissione esterna, ma i punteggi di presentazione agli esami risultavano ben differenti)…

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