succede che

succede che, in tutto il turbinio della mia crisi e della mia scarsa autostima, prima del suo sfogo totale dell’ultima settimana, una persona di un certo calibro nel suo ambito, abbia bisogno di qualche traduzione per un convegno che sta organizzando e mamma le dica che può chiedere a me.
succede che quel “qualche traduzione” sia un buon numero di battute, vari file e che, guardando i primi testi, decida di accettare, con la collaborazione di una amica.
succede però pure che iniziando a tradurre, mi lasci prendere dallo sconforto, dal non sentirmi più all’altezza del testo, dall’idea di stare per fare una gran gaffe, ma una parola data va mantenuta. con l’idea che potrebbe essere l’ultima volta.
ma.
ma accade che questa persona sia talmente entusiasta delle traduzioni fatte in collaborazione con la mia socia – perché con lei siamo un’associazione a delinquere di stampo traduttivo – che mi comunica che per i prossimi anni per la federazione sportiva provinciale con cui collabora, beh, farà riferimento a noi per le traduzioni.
ecco.
ora prendiamomi pure a badilate.

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17 pensieri su “succede che

  1. ontanoverde ha detto:

    Direi che è un buon inizio per un’attività parallela! … o forse per un cambiamento ??? ne hai ponderato i possibili sviluppi??
    un abbraccio !

  2. antonella ha detto:

    dai su… se c’è una cosa che ho imparato in questi anni duri è che se non siamo noi le prime a credere nel nostro talento come possiamo sperare che possa farlo qualcun’altro. Un grosso abbraccio

  3. Perennemente Sloggata ha detto:

    Libera: decisamente!!
    Antonella: lo so. ma quando caschi nel vortice, è difficile tirar su la testa.
    Sgiusgiola: davvero!! sono così grata di aver incontrato quest’amica: non è facile trovare persone con cui lavorare davvero bene.
    Fragolina: eh, mi sa davvero che si brinderà…
    Cassiera: grazie!!

  4. misstuffo ha detto:

    uhhhh come ti capiscooooo! ogni volta che mi chiedono di tradurre ( e non lo faccio di mestiere per scelta) vado in panico e quando consegno il lavoro ho sempre paura che mi dicano “ma che cagata” e invece, restano sempre molto soddisfatti! Ma non è che la scarsa autostima è forse forse la peculiarità dei traduttori???? who knows…
    😀

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