Dal mare alla montagna e di ritorno.

Ciao a tutti!

Mi scuso per il lungo silenzio ma sono tornata all’ovile qualche giorno.
Ripercorriamo il tutto con ordine.
Dopo influenza, tracheite, infiammazione di questo, infiammazione di quello, dente del giudizio, giovedì santo sono tornata al lavoro, sono andata dal dentista che sperava di farmi la pulizia dei denti ma che, vista ancora la mia difficoltà ad aprire la bocca e il leggero gonfiore ancora presente, ma soprattutto visto che la settimana scorsa sarei stata a Supeimonti… ha deciso di togliermi anticipatamente i punti. Cioè, quelli che riusciva a vedere e quindi togliere: tutti tranne uno, in fondo in fondo.
Il venerdì era prefestivo e le assicurazioni lavorano metà giornata, per cui m’è andata di lusso perché sono riuscita anche a fare una commissione in banca, la spesa per i gatti, pranzare, pulire casa, portare via la differenziata, le immondizie, la sabbia di lor signori, fare e stendere tre lavatrici (una di roba mia e poi due di teli vari per coprire il divano, visto che ho qualche problema con la Rossa), risistemare il divano.
Il sabato mattina, sveglia presto per sistemare i piatti e fare la valigia (ovviamente all’ultimo minuto) e correre a prendere il treno, alla volta di Supeimonti.
In tutto questo, la Rossa si è lanciata in eccezionali evoluzioni mattutine insieme al suo topino preferito, risuscitato da sotto qualche mobile; Spuntì ha mostrato la sua crisi di mammite acuta e, alla fine, mi guardava con la testolina inclinata e il musetto triste mentre uscivo di casa; Tamino, non si è nemmeno degnato di venire a salutare.
A Mari&Monti aveva smesso di piovere, per fortuna, mentre a Supeimonti nevicava: sembrava il giorno di Natale, altro che vigilia di Pasqua!
Ad ogni modo, a Supeimonti non è che abbia fatto molto, anche se potrebbe sembrare: andavo a letto non tardissimo e mi svegliavo ben riposata e presto; sono andata a trovare la Nonna Smemorina in casa di riposo, rispondendole sempre le stesse cose e qualche ‘bugia bianca’ alle sue solite 4 domande ripetute a distanza di nemmeno qualche minuto, coccolando il suo bambolotto che si è fatta comprare da mamma al mercatino per le missioni; sono andata a trovare il nonno e la tata del Volga. Poi…
Il giorno di Pasqua siamo andati a mangiare in una malga-agriturismo (Dio quanto amo la polenta!!) con anche la famiglia di mio cognato, troppo carini tutti quanti, e poi abbiamo portato il nonno a messa al ricovero dalla nonna: che tenerezza vedere il nonno dare i bacini alla nonna mentre la nonna gli faceva dispetti furbini e che stretta al cuore osservare la mamma commuoversi nell’osservare i suoi genitori così, anziani.
Beh, sono andata a trovare anche zia e famiglia, poi i cugini della mamma, e infine anche il dentista: mica carino non passare almeno-almeno a farsi curare qualche carie (preziosissimo regalo materno di compleanno), visto l’appuntamento saltato un mese prima causa influenza&co., vi pare? (Devo dire che c’ha le mani di fata: è così delicato che mi sono rilassata pure, nonostante anestesie e trapani ed amalgami vari) Ovviamente, sempre per lo stesso motivo, mi pareva doveroso tornare dall’osteopata medico superspecial, marito della ex primaria di mamma: non ho nemmeno dovuto raccontar bugie, sul fatto che non sono mai andata in piscina, visto che quasi ogni settimana avevo un’infiammazione diversa. Meno male sono potuta andare: ha mani sante.
Che altro? Beh, mi sono ritrovata a fare da poltrona massaggiante al micio montanaro (8kg di pelosità pelouchosa) e a condividere il mio letto con lui; a sorridere di fronte ad una degli angioletti di mamma (i ‘suoi’ bimbi) mentre il microdobermann – un pinscher nano – di mia sorella dava i bacini alla piccola che, stanca, faceva i suoi esercizietti. E come rideva, la bimba, per questo cagnolino! (Nella palestra di mamma ho contato, oltre ai mille giochi, una decina di palloni da ginnastica di varie dimensioni, più quelli doppi e lunghi. Sapevo che ne aveva una serie, ma non così tanti!)
Poi… ah, sì! Siccome non ce n’è mai abbastanza, ho dovuto fare il curriculum a mamma perché hanno tirato lei e mia sorella dentro un’associazione di ippoterapia. Riassumendo? Scuole commerciali, scuola di economia domestica (in Germania), scuola per infermieri, scuola di fisioterapia, mille corsi di vari metodi, poi lavori come infermiera professionale, fisioterapista lì, fisioterapista là, coordinatrice dei fisioterapisti qui, fisioterapista qua, fisioterapista ancora e per sempre. Quasi monotono, parrebbe, hahaha…
Continuando, posso annoverare una nuova esperienza: può capitare che qualcuno chiami la domenica alle 7 o il giorno di Natale alle 9 per chiedere un appuntamento a mamma, che la fermino ovunque e comunque (anche se sanno o si sentono dire che sta male e non ce la fa) per consulti o altro, che chiamino pure gli altri professionisti del centro dove lavora. E’ capitato e capita. Ma il paziente “stalker” che: si reca in ambulatorio, poi si presenta a casa dal lato giardino e non dalla porta principale (spaventandomi – non mi sono fatta vedere), va a casa del nonno (spaventando pure quel donnone della superbadante), torna su a casa per chiedere insistentemente della mamma, dicendo che non la trova mai perché gli hanno detto che è malata, ma lui ha avuto un ictus e ha bisogno di fisioterapia, gli dici di chiamare verso mezzogiorno e mezzo, ma lui vuole ripassare, gli ripeti che è meglio che chiami, che è vero che è stata male e che lavora poco, molto poco, che non ce la fa fisicamente, che deve seguire i nonni, che è il caso che chiami e che no, alle 15 non ci siamo, che no, domani non so che programmi abbia mamma e che oggi appunto faceva commissioni per i nonni, che sì davvero ha grossi problemi di salute visto che è stata operata di un tumore e la chemio l’ha devastata e che no, è stata operata nel paese vicino e si è trovata bene… no, lui deve insistere per ripassare, deve sottolineare che si accorgerà come in quell’ospedale lavorino male (mica vero, ad onor di cronaca). Preciso che: lui aveva un biglietto da visita di mamma e un foglio con il nome di una sua ex tirocinante; mamma non si è mai fatta pubblicità; da due anni non mette più fuori i suoi biglietti da visita; è quasi un anno che si parla ufficialmente della questione ‘tumore’ e credo che da allora, circa, il suo nome non è più sulla porta del centro riabilitativo, affianco a quelli di altre figure professionali sanitarie, dove ancora lavora solo coi suoi bimbi e pochi altri. Beh, morale della favola? Non s’è più fatto vivo ma mamma ha scoperto chi gliel’ha mandato. Sembra sia una persona tranquilla, per carità, però mi ha dato onestamente fastidio. Non entro in ambulatorio da mamma se non me lo dice lei, non abuso dei numeri di telefono privato dei vari professionisti anche se suoi amici e collaboratori, figuriamoci se tollero che qualcuno violi così l’educazione: ok, uno passa più volte da casa anche se non dalla porta principale, posso quasi passarci oltre. Ma che addirittura vada a cercare una professionistra a casa dei nonni anziani, magari agitandoli più di quanto lo siano già, lo trovo veramente fuori da ogni logic

Ed infine… la genitrice s’è concessa il primo viaggio lungo lontana da casa dopo la storia del tumore e s’è fatta portare a Mari&Monti qualche giorno. Ed io ne sono felice.a. A maggior ragione se hai in mano un numero di telefono da chiamare.
Ecco, il paziente ‘stalker’ mi mancava.
Ma pure i gatti ne sono contenti, soprattutto perché finalmente hanno di nuovo almeno la loro bipede tra le zampe: la Bionda mi ha riferito che lor signori si sono sfogati buttando giù libri dagli scaffali, cuscini del divano in giro per il salotto, buttando giù le sedie (che mi ero dimenticata di levare dal tavolo dopo le pulizie) e creandosi un percorso ad ostacoli. Per fortuna, invece, la Rossa non ha combinato danni sul divano e in più s’è goduta la presenza di mamma.
E anche se dopo aver attraversato un passo innevato mentre nevicava, sono arrivata in città con temperature più primaverili, mi sa che nei prossimi giorni renderò onore ai canederli della zia, esattamente come ho reso onore alla polenta di Pasqua.
Slurp!

continua domattina

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