Momenti di malinconia

Stamani il mio amicoinvisibile, quello che mi aiuta coi lavoretti in casa, mi scrive via sms che la moglie, la mia amicainvisibile, sta “rompendo” per sapere cosa stiamo tramando per il suo compleanno. Perché sa che tutti gli anni le organizziamo qualcosa con gli amici più stretti e le prendiamo dei bei regali.
(Suo marito, invece, per il suo compleanno è più orso. E mi chiedo, soprattutto pensando al compleanno organizzato a “sorpresa” dalla mia ex amica-sorella, quanto a volte certe sorprese siano onestamente sincere e quanto invece siano più un bisogno di sentirsi al centro dell’attenzione per chi organizza. Io quando organizzo qualcosa, lo faccio cercando di crearmi il posticino per rimanere dietro le quinte, se riesco a farvi capire)
Pensavo ai miei compleanni da quando sono a Mari&Monti. Credo pure di aver scritto più volte a riguardo e mi spiace di essere monotona. Ma io… non so come spiegarlo… non sono gelosa o invidiosa, ma ecco credo di non aver superato la cosa e desidererei anch’io qualcosa di simile.
Per esempio, penso a mia sorella: il suo ragazzo e la di lui famiglia (che l’adora e la difende sempre: se lei e il moroso litigano, è sempre colpa del moroso. No, la suocera di mia sorella non è in vendita da nessuna parte)  le hanno sempre fatto qualcosa, in genere gran bei regali ma anche sempre molti pensieri carini, sorprese ecc.
Io non ho mai avuto un ragazzo o pseudotale che mi facesse qualche sorpresa. Mmm, forse il mio ex, per il primo mesiversario, un pelouche a forma di gatto. Nient’altro. Anzi, smorzava spesso i miei piccoli pensieri. Non citiamo nemmeno G che non si è mai ricordato di un mio compleanno. E le sorprese erano ben di altro genere. Ma tralasciamo.

Ma. Anni fa le mie prime coinquiline e gli amici del gruppo (di un movimento cattolico per cui avevo simpatia) mi hanno rovinato il primo compleanno a M&M. Ma brutalmente. Ecco, credo che in assoluto sia il peggiore che io ricordi.
L’anno successivo, la mia ex cara amica-sorella (quella del post su “panzer vs acqua cheta“) mi ha organizzato una festa a sorpresa che io non volevo, avevo sgamato e soprattutto con persone (v. coinquiline e movimento di cui sopra) non gradivo. Io volevo festeggiarlo con lei e la sua mamma. Per me sarebbe stato il top. E invece, secondo flop di fila. Questo è stato sicuramente uno dei più amari.
L’anno dopo ho festeggiato con qualche compagno di corso e coinquilini (nuovi) anche il compleanno di un’altra compagna di corso (scusate le ripetizioni).
Anno successivo: ho festeggiato con le persone con cui in quel momento stavo bene, e ho un ricordo sereno di quell’anno.
Gli altri, sì, semplicemente con coinquiline.
Il mio “esimo” l’ho festeggiato al lavoro, perché era il primo che festeggiavo qui a CdM e ci tenevo, più per i colleghi che per me.
Quest’anno, anche grazie alla scarsa collaborazione emotiva dell’ex, non ho organizzato nulla (voglia ben sotto ai tacchi). Speravo che lui e la famiglia pensassero qualcosa (manco gli auguri di compleanno, nemmeno quest’anno dalla sua famiglia. E qui non ci sono santi, è colpa dell’uomo.) ma ovviamente nisba.
Invece, quest’anno le mie colleghe mi avevano organizzato una festa a sorpresa in cui sono scoppiata a piangere subito quando me ne sono resa conto (tenete conto che al mattino mi hanno fatto gli auguri e basta, io ero anche incazzata come una iena da sabato perché l’ex mi aveva totalmente rovinato il compleanno in anticipo; in più hanno aspettato il pomeriggio per far la sorpresa!!). In più mi ricordo con grande affetto del mio 18.mo compleanno: stavo trascorrendo il 4° anno di liceo in Baviera e gli amici della comunità italiana di Monaco avevano organizzato un week-end sul Lago di Costanza (che i miei genitori mi hanno regalato, mettendomi la busta coi soldini dentro il nuovo zaino-trolley, avveniristico per quei tempi. Tra l’altro ce l’ho ancora e lo uso pure. Costato una follia, credo, ma è stato uno dei migliori regali che mi siano mai stati fatti). E in quell’occasione avevano organizzato una festa – caccia al tesoro con infiniti scherzi a me e all’altro festeggiato.
Ecco, per dire, non mi dimentico delle persone che mi hanno salvato i compleanni, è che ormai le festività per me hanno un sapore triste con retrogusto amaro. E quindi le detesto, in qualche modo. E non riesco nemmeno a farmela passare coi compleanni (o ricorrenze varie) di alcune altre persone.
So che deve partire da me, ma vorrei che anche gli amici (esterni al lavoro, s’intende) e soprattutto un eventuale compagno mi  salvassero qualche festività anche tramite sorprese in giorni “normali”. Ho questa desiderio e necessità.

Da cosa è nato, in realtà, tutto questo? Da una riflessione su alcune persone, soprattutto una. Che non si fa mai viva, sono sempre io a cercarla, magari si lamenta di cose similari. Ma nei miei confronti la reputo manchevole.
L’avevo contattata per chiederle se aveva piacere di rivedersi e le avevo lasciato anche la scelta del giorno. Mai più sentita.
Si lamenta di altre persone con cui però esce, ed io che -credo di poterlo affermare- sono sempre comprensiva nei suoi confronti, mi ritrovo ad attendere i suoi ritardi ecc. Certo, “quando” mi invita a pranzo o cena  e prepara cose buonissime, ma è il suo hobby che le permette anche di non uscire…
Prossimamente è il suo compleanno, io ho già il suo regalo a casa da settimane (e anche lì parliamone: io cerco di fare cose ad hoc, ma mi pare che non sia sempre vero il contrario. Non solo con lei, eh, intendiamoci…). Non ho nessuna sua notizia, non so se quest’anno farà qualcosa anche se mi pare di ricordare che qualcosina fa.
Onestamente, da qualche giorno sto meditando seriamente di tenermi il suo regalo, farle gli auguri e non farmi vedere per un po’.
Sono stufa di rincorrere certe persone. So che non dovrei fare così ma sono onestamente stufa ed amareggiata.
Credo, a questo punto, di lasciar andare questa “amicizia”: se vuole trattenerla, ok, ma io a questo punto non ci provo più.
Perché, sono convinta, i rapporti sì debbano essere disinteressati ma fino ad un certo punto. Se non c’è interscambio, non è corretto e non è amicizia. Mi spiace.

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28 pensieri su “Momenti di malinconia

  1. esprit74follet ha detto:

    Mi dispiace davvero tanto di sentirti così giù di morale. E’ vero che le feste sono spesso un periodo malinconico, e chi è distante dalla sua famiglia vive con maggior disagio la lontananza.
    Per quanto riguarda le amicizie, alcune sono fatte così, non c’è santo. O tu per prima ci tieni e di conseguenza mantieni i contatti, oppure loro si dimenticano. Ho un’amica così: sempre contenta quando la chiamo o vado a trovarla, ma mai che si sprechi ad alzare il telefono e men che meno a prendere il treno. Le voglio bene lo stesso, ma consuma tutta la mia disponibilità in questo senso: non potrei aver due amiche così 😉
    Poi ci sono quelle persone con cui ci ostiniamo a cercare un rapporto più intenso della semplice conoscenza. Credimi, è fatica sprecata. Non si possono costruire ponti dove il terreno non è adatto. L’ho capito di recente, dopo tanti anni spesi a cercare un rapporto anche solo un pochettino meglio che civile con mia suocera. Liberati da obblighi autoimposti, da “amicizie” che chiedono solo senza dare mai.
    E vedrai che il mondo è pieno di belle persone che meritano la tua amicizia e i tuoi sforzi, e che ti ricambiano con gioia.
    🙂 un pprrrr dai figattoni

  2. Perennemente Sloggata ha detto:

    grazie Esprit, il fatto è che ci sono cose che ancora non riesco a superare. questa è una di quelle (che frase del cavolo). le feste in famiglia negli ultimi anni erano sempre più difficili, per cui non mi mancavano quelle. non sentivo proprio più né l’atmosfera né altro. quest’anno tra l’altro si pone il seguente problema, esplicitato da mia madre: “Sloggy (credo che mi abbia chiamata per diminutivo due volte sole in vita mia, e me le ricordo entrambe), ma a Natale che fai?”
    eh, chi lo sa. l’anno scorso e quello prima per la Vigilia ero con ex e sua figlia dai suoceri, a Natale con la famiglia materna di figlia-di-ex (famiglia particolare ma nel suo adorabile). due anni fa per SantoStefano ex mi ha portata al volo da mamma e sorella perché ero totalmente in crisi (semplicemente sono rimasta colpita dalla forte emozione dell’atmosfera della famiglia di figlia-di-ex). quest’anno… sono sola, con tre gatti e senz’auto (e arrivare da mamma significa cambiare due treni e almeno un bus, per farmi venire a prendere nel paese vicino, se no altro bus. totale? 8 ore, circa, per fare 400 km). per cui, problema trasporto e di assistenza ai mici.
    vedremo.
    si potrebbe indire un concorso “adotta una sloggata per Natale”… hahaha

  3. unanuovavita ha detto:

    sulle presunte amiche, sai bene che tocchi un nervo scoperto 🙂
    evito commenti perchè ho fin troppo da scrivere in merito!
    sulle imminenti feste… inconcepibile passare questo Natale da sola. sarebbe devastante. invitare tua madre da te, sarebbe improbabile?

  4. Silvia ha detto:

    anch’io la penso come te per le amicizie, le persone si possono inseguire fino ad un certo punto poi se non c’è reciprocità non ha senso :). Per quanto riguarda il Natale da sola io ti potrei raccontare il mio in solitaria dello scorso anno e quello di quest’anno sarà decisamente all’opposto

  5. Perennemente Sloggata ha detto:

    Mah, stare tranquilla a casa non mi dispiace. Però un po’ di malinconia… ecco, quella sì.
    Non è pensabile di chiedere a mamma di scendere: ci sono i nonni su, e non può andar via anche se volesse.

  6. LamiciaCleo ha detto:

    A me il Natale non mi piace moltissimo..quindi sarei anche felice di passarlo in casa coi miei mici, però effettivamente, un filo di malinconia c’è sempre.. e cmq sempre meglio passarlo da sola che con amici o parenti non graditi ecco…
    E poi se uno si deve fare vivo solo a Natale o cmq nelle “occasioni” che sia un compleanno o altro e poi tutto l’anno niente… meglio lasciar perdere certe amicizie!

  7. Sgiusgiola ha detto:

    io per quanto riguarda l’amicizia sono stata fortunata in quanto ho trovato quella con la A maiuscola,e me la tengo stretta, quindi non ho molto da dire al riguardo,mi dispiace anche se capisco come ti senti perchè mi è successo con altre amiche soprattutto in passato
    ad ogni modo concordo con chi ti suggerisce di non restare sola a natale…anche se 8 ore per fare 400 km sono davvero davvero tante 😦

  8. liberadidire79 ha detto:

    mmmmm nervo scoperto anche qui….
    ultimamente ho capito che quelle che per me erano “amiche/sorelle”….invece non lo erano…eravamo solo conoscenti…tutto qua…
    che delusione…..
    sto riscoprendo la “felicità dell’essere pensati e ricordati”….qui sul blog.

  9. liberamente80 ha detto:

    Smetti di rincorrerla. Tieniti il regalo e falle solo gli auguri.
    l’amicizia è un dare e avere. Tu sei quella che dona ma non riceve.
    Non è amicizia.

    I compleanni più belli che ricordo li ho passati tutti insieme a Marito. Alcuni amici non hanno mai organizzato nulla, solo pretendevano un aperitivo illimitato (già mandati a stendere!), mai avuta una festa a sorpresa, in famiglia i rapporti erano così tesi che i compleanni erano il teatro ideale per nuove & vecchie discussioni.
    Quindi, ti capisco perfettamente. Ci sono persone che ti rovinano i compleanni, le Feste comandate… perfino il carnevale se si mettono d’impegno.
    Il primo Natale da sola l’ho passato a casa, sul divano leggendo un libro con il mio Ninetto accoccolato ai miei piedi. Ed è stato un Natale sereno.

    A Natale non riesci a noleggiare un’auto? O nessuno può prestarti un’auto? Sì, sono 400 km e sono tanti.
    E sì, un’auto non è un’insalatiera…. ma non dirmi che passerai il Natale senza la tua famiglia!

    un abbraccio forte forte!

  10. ilsonnambulo ha detto:

    Hai detto per caso MESIVERSARIO? NOOOOOOOO come allontanare un uomo in men che non si dica.Già facciamo fatica a ricordare i compleanni , che nel caso di mia moglie è impossibile perchè fa il countdown, pensa poi il giorno di ogni mese..!Comunque siccome ti sento giù di brutto auguri di buona vita! 😎

  11. Perennemente Sloggata ha detto:

    ma no sonnambulo! lui per il primo mese è passato a casa dove abitavo prima, a sorpresa. non ho mai fatto la rompina per gli anniversari, figurati il primo mesiversario!
    magari col prossimo compagno sarà diverso e ci terrò di più, non so.

  12. Shunrei ha detto:

    Ne ho una così anch’io. Intendo di “amiche da rincorrere”… e devo dire che spesso me lo chiedo, perchè dopo 30 anni ancora continuo a correrle dietro. Probabilmente è per il fatto che si tratta della mia amica di più vecchia data (appunto dalla scuola materna), ma ammetto che ultimamente mi sto facendo le tue stesse domande: sono ormai mesi che si nega, sempre con la motivazione di esser stanca. Il problema è che non è stanca per andare a lavoro (e vorrei ben vedere!), non è stanca per finir di preparare la tesi (e anche qui son d’accordo), non è stanca per uscire con le colleghe di lavoro, con le amiche delle superiori, con la gente della parrocchia almeno due sere a settimana + weekend, per le ex colleghe e le le ex compagne di scuola… l’unica sera in cui è stanca e non riesce a muoversi, è quella in cui (da anni) ci vedevamo con il resto del gruppo quel paio d’orette.
    Anni fa le avevo chiesto se avrebbe fatto da madrina al battesimo di un mio ipotetico figlio… ora che la pupa c’è, e che dopo un messaggino 15 giorni fa non si è più fatta viva in alcuna maniera (e dire che, essendo insegnante di scuola materna, qualche suo consiglio mi avrebbe anche fatto comodo…), sto sinceramente rifacendo lo spoglio di chi potrebbe portare l’Aquilina al battesimo…

  13. Perennemente Sloggata ha detto:

    Scusa, ma tu sei più testona di me però!! Questa è evidente che non merita la vostra attenzione, proprio come gruppo.
    E te lo chiedo col cuore in mano: no, non chiedere ad una così di fare da madrina di battesimo a tua figlia. No.
    I miei padrini (mio zio materno, che non c’è più dall’85, e la sua allora moglie) mi hanno fatto da vice genitori. Anche se lo zio non c’è più, mia zia mi ha fatto da seconda mamma sempre. C’è ancora e il suo attuale marito, che conoscevo già a quei tempi, è una delle persone più preziose che ci siano e se mia mamma non avesse promesso ad altra persona il “padrinamento” della mia cresima (cosa per cui me la sono legata al dito), io avrei voluto o di nuovo mia zia o suo marito.
    Io credo che i padrini siano delle persone speciali che i genitori scelgono per il proprio figlio e debba essere in grado di mantenere la promessa che fanno davanti a Dio o ai genitori e soprattutto al bambino: di esserci. Che tu creda o meno, i padrini devono essere presenti nella vita di questa creatura.
    Scusami, mi infervoro su questo argomento perché ci tengo tantissimo: credo che la scelta dei testimoni di nozze ma soprattutto la scelta dei padrini di battesimo debba essere fatta seriamente e spesso invece viene fatta con leggerezza (per quello che ho visto).
    Mia zia e il suo attuale marito sono i miei vice genitori. E non potrei far a meno di loro.
    Ti prego come figlia: ponderate bene la vostra scelta. E se davvero scegliete quest’amica uccel di bosco, spero sia all’altezza dell’impegno che si prende.
    Ma onestamente dubito: se non è in grado di uscire ogni tanto con voi rinunciando ad un’altra uscita, mi chiedo quanto possa essere presente per la bimba.

  14. SyS ha detto:

    che dirti.
    anche se “fa brutto” dirlo, credo che i rapporti amore/amicizia siano regolamentati da un “dare/avere”. una persona può pure avere abbastanza amore, affetto per gestire il rapporto per entrambi, ma solo per un tempo limitato perché poi logora. l ho scritto da emmecarla, la mia amica-sorella (ex pure lei) era convinta che il mondo dovesse girare intorno a lei. lei aveva i problemi, lei sapeva cos era la vita perché spostata da 3 anni… ecc.
    ad ogni modo… io adoro il Natale e nello stesso tempo non vedo l ora che passi perché di solito è una giornata in cui faccio cose e vorrei fare proprio l opposto… e negli ultimi anni festeggio il compleanno tipo due mesi dopo perché caso vuole ci siano sempre impegni inderogabili di sorta in quel giorno… quindi…
    boh… m è venuta la malinconia pure a me…

  15. Michele Penco ha detto:

    Perfettamente comprensibile (mi sento anche un po’ in colpa). E’ una questione di “carezze” non fisiche, attenzioni che ogni essere umano necessita. Ho studiato un po’ di psicologia ;)..

  16. barbara71 ha detto:

    Ti capisco benissimo e so cosa vuoi dire. Mi dispiace, ci sono persone che non si rendono conto di chi li circonda, pensano solo a loro stessi e non capiscono.
    Non ho letto gli altri commenti, e mi spiace, io arrivo sempre in ritardo, ma voglio darti il mio consiglio. Se ti tieni il regalo e le fai semplicemente gli auguri fai bene. I rapporti vanno coltivati, comprese le amicizie. Non è vero che se non ti senti per un po’ poi è tutto uguale. Ci sono pochi rapporti così. Vanno coltivati i matrimoni, figuriamoci le amicizie. Sei una persona sensibile e buona…..
    Ti abbraccio forte!

  17. Shunrei ha detto:

    E’ appunto alla luce di quello che hai scritto anche tu che sto rivalutando la questione… pur non essendo una credente “DOC” (diciamo che credo a modo mio… il che, ovviamente, per alcuni mi rende automaticamente “non credente”), concordo con te sul fatto che troppo spesso il ruolo di madrina/padrino (per non parlar di quello dei testimoni di nozze) venga “smerciato” a cani e porci più per “qualifica” di parentado (ho sentito di gente che voleva far fare da padrino del battesimo al fratello… dichiaratamente ateo. Intendiamoci: ottima persona. Ma non avrebbero dovuto stupirsi quando il parroco ha rifiutato di concederglielo…) che per le qualità di una persona.
    I miei avevano suggerito mia zia materna (che fece da madrina al battesimo a me, impagabile tuttora. Tanto che io l’avrei voluta anche alla Cresima, ma bisognava “accontentare” l’altra zia… e torniamo al discorso di prima), ma io l’avevo scartata sulla base del fatto che la madrina dovrebbe poter (in teoria) sostituire i genitori nel caso succeda qualcosa (o comunque essere una presenza ben tangibile nella vita del pupo): assegnare all’Aquilina una madrina di 77 anni, seppur meravigliosa, mi sembrava esser poco lungimirante.
    La tipa in questione è catechista in parrocchia, la conosco da una vita, ecc, ecc. … ma alla luce appunto di questo suo “ucceldiboschismo” (passatemi il neologismo) dell’ultimo periodo, qualche dubbio ha iniziato a venirmi…

  18. Perennemente Sloggata ha detto:

    Infatti, come hai notato io ho appena accennato il discorso sul tuo credo. Più che altro perché nessuno meglio di te e di Chi ci guarda da Lassù sa quale sia il tuo cuore e la tua fede. Per cui, se vuoi farla battezzare presumo che tu a tuo modo ci tieni e lo fai per questo e non per una moda che seguono in tanti (che nervi!).
    Io sarei un po’ più alternativa: il battesimo sì per una questione di seguire Cristo ecc. ma anche per un rapporto speciale. Qualcuno che ti segua lealmente in questo percorso. Magari il padrino non è perfettamente allineato alla religione ma è una persona onesta che affianca e supporta il nipotino nelle sue scelte. Questo, è quello che vedo in un padrino. Anche perché se dovessimo essere fiscali, allora non concederei le chiese così facilmente né a battesimi e tanto meno a matrimoni celebrati lì solo per la location…
    Una mia compagna alle superiori aveva fatto da madrina ad una delle sorelle (non ricordo se alla sorella media per la cresima o alla piccola per il battesimo), con dispensa del prete anche se giovane (aveva comunque 16 anni o forse da compiere a breve) ma in quel caso era sentita la cosa.
    Io all’Aquilina auguro solo di aver la fortuna di avere dei padrini speciali come li ho (avuti) io: voi potete fare una scelta o un’altra in buona fede, ma poi non dipende più da voi.
    🙂

  19. Fede ha detto:

    fai ciò che ti senti! io oprmai ho deciso di fare regali solo se ci tengo veramente e se trovo qualcosa che piace a me e al destinatario, senza tanti patemi. d’alytronde donare qualcosa deve essere una gioia e non una costrizione, ecco.
    baciuz

  20. Silvia ha detto:

    infatti io ne ho lasciate perdere tante di amicizie del genere e, ovviamente(?) sono diventata la cattiva della situazione.

  21. Celeste9 ha detto:

    Come si fa a lasciare andare l’amicizia con una persona come te? Che per me sei come le stelle, lontanissime, ma comunque presenti nella mia vita, quando è buio mi basta alzare gli occhi e tu sei lì! Scusa l’OT, ma non riesco a saperti triste.

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