Panzer vs AcquaCheta

(premessa: oggi non sto bene, scusate la sconclusionatezza del testo, anche in ambito consecutio temporum)

Parto da questo post di Marta:

Nel libro Pinocchio si trova questo passo, che ritengo estremamente veritiero:
“Non fidarti di chi sembra troppo buono.
E ricorda: c’e’ sempre qualcosa di buono in chi ti sembra cattivo”

Ecco. Questa è una cosa che mi colpisce direttamente, anche se coi dovuti distinguo.

Io sembro, di primo acchito, un panzer o comunque aggressiva. Ma se mi vuoi conoscere e non ti fermi alla prima impressione, ti accorgi che dietro sono molto ma molto di più. In più non sono “bella”. E questo, non siamo ipocriti, fa il suo.
Avevo, uso questo esempio perché mi pare piuttosto chiaro, un’amica carissima che era come una sorella. Biondina, carina, occhi azzurri, lineamenti dolci, fisico più che accettabile e stile di abbigliamento casual-chic mentre io ero più sportiva e casual. Temperamento più tranquillo e molto dolce. In più, con una storia travagliata sul groppone.
A conoscerci insieme o quasi, è scontato fare una percentuale di preferenze.

Succede un gran casino e scopro alcune cose su questa amica che sostanzialmente mi danno la conferma che certi dubbi non erano solo pensieri maliziosi e distratti, ma erano sospetti fondati. Lei nel frattempo aveva iniziato ad uscire col mio coinquilino dell’epoca. Con lei i rapporti si interrompono e lui non si intromette o per lo meno si stacca un po’ dal rapporto di coinquilinaggio. Scopro peraltro cose che lui avrebbe dovuto sapere ma evito di dirgliele nella speranza che, per una volta, lei fosse diversa dal solito. Io, ingenua.

Dopo mesi, il mio coinquilino cerca di attaccar bottone maldestramente come per spingermi a rispondere ad una domanda che non riusciva a formulare. Ho capito subito e ho risposto qualcosa del tipo: “ho immaginato che la storia fosse finita x mesi fa, per questo e questo motivo. E sono quasi sicura che non sia colpa tua (lui mi fissava aspettando che continuassi…) e che sia andata così&così, che lei cosà in modo tale che tu colì”. Lui annuiva turbato e in parte sollevato, per chiedermi infine “ma perché tu non mi hai detto nulla?”
“Innanzitutto perché speravo che lei fosse cambiata e che con te fosse finalmente vera ecc. E soprattutto perché non mi avresti creduta: primo, eri innamorato perso; secondo, se metti lei e me vicine, a chi delle due credi più facilmente?” Non ha saputo ribattere.

Altro esempio a me vicino? Negli ultimi anni sono cambiata molto, tornando un passo più vicino a quella che ero prima di “G”, colui dal quale ho appreso il sarcasmo ed il cinismo. Cosa che mi ferisce profondamente, senza contare quanto mi abbia devastata emotivamente e mentalmente. Ma, tornando a noi, ho capito anche molte cose: una persona che sbraitava spesso passando per nevrotica, ha incassato da un’acqua cheta che non sbraitava mai cose che non immaginavo minimamente. Cose sottili e molto meschine.

Non solo per questo, intendiamoci, ma sono convinta che siano rarissimissime e tendenzialmente poco realistiche le persone che sono sempre felici e sempre buone. Io capisco il cercare il buono in più cose possibili, ma non credo a Pollyanna. Credo piuttosto che se una persona sembri rasentare la perfezione, dietro c’è qualcosa che non quadra…

Per cui, nel mio caso, le persone troppo buone le guardo con circospezione fino a quando non riesco a farmi un’idea più specifica. E tendenzialmente do con più facilità una seconda possibilità a quelle persone che paiono più aggressive. Perché in genere più facilmente ti stupiscono in positivo.

E, come ultima riflessione, spesso ho avuto l’impressione che le persone troppo buone tendano a voler aiutare tutto e tutti più per un loro tornaconto personale (materiale o anche solamente egocentrico) delle persone più “vivaci”.

Ma non intendo dire che non esistano le persone buonissime. Anzi. Proprio in merito all’amica-sorella di cui sopra, l’altra amica in comune che è stata trattata anche peggio di me, è in assoluto una delle persone più genuinamente buone che io conosca. In assoluto.

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28 pensieri su “Panzer vs AcquaCheta

  1. Targhina ha detto:

    Beh le cosiddette “persone buone” sono rare, ma in ognuno di noi c’e’ del buono. Io diffido delle acque chete che solitamente parlano poco, non esprimono mai giudizi in prima persona e prendono le parti del piu’ forte. Trovo che abbiano poca personalita’ ma il loro non esporsi le porta a rimanere sempre a galla e a sferrare il colpo giusto al momento giusto! MOlto meglio le persone caciarose, o quelleche si vantano di essere cattive e che poi invece sono deliziose. Besos!

  2. mammasprint ha detto:

    Complimenti! Hai fatto un’analisi perfetta di alcuni caratteri..
    Saresti brava come psicologa, lo sai? 🙂

  3. unanuovavita ha detto:

    mi tocchi un nervo scoperto, lo sai 🙂
    aggiungo alla tua splendida e perfetta analisi quelle persone che quando chiedi loro come va ti rispondono che va tutto una meraviglia (anche se sta crollando loro il mondo addosso) ma pretendono da te un resoconto dettagliato di ogni singolo particolare che non va nella tua vita.
    C’è più di un aggettivo per definire esattamente queste persone che godono delle disgrazie altrui, ma al momento mi sfugge 😉

  4. Renata ha detto:

    Baerbel Mohr : la conosci??? ha scritto un articolo proprio sul pigliarsi e sulle amicizie con gli sconosciuti, dando un suggerimento inusitato : quando ti trovi tra gente che non conosci (es. le feste affollate) attacca bottone con la persona che ti ispira meno fiducia o ti sembra antipatica. Scoprirai una persona più affine a te di quanto ti potessi aspettare e migliore di chi ti sembrava tanto simpatica e affabile! ti consiglio di visitare il suo sito dato che sai il tedesco per te sarà uno scherzo!

  5. Betta ha detto:

    L’altra sera una persona ha detto di essere rimasta stupita una volta che mi ha sentito infilare una serie di battute tremende con la maggior tranquillità del mondo e una faccia da angioletto. Ho risposto: “Pensa, nonostante ciò ho perfino degli amici”, e pensavo a te e al fatto che se non fossi stata disposta a guardare oltre l’aggressività e a sopportare le mie battute (davvero terribili) non saremmo mai diventate amiche.

  6. SyS ha detto:

    tasto dolente.
    alla mia “amica sorella” ho messo una pietra sopra poco più di un mese fa.
    (nel senso letterale del termine ovvio). che poi tu dai un valore a certe cose, a certe parole e poi scopri che invece c è chi le dispensa come bruscolini…
    bah.
    comunque l etichetta di aggressiva me la porto appresso dalla 5a elementare. ultimamente c ho pure quella di ruvida e risoluta.
    insomma…
    sono una scassaminchia mica da ridere…
    ciao carissima! è un po’ che non passo… porta pazienza ma il tempo non mi basta mai… 😦

  7. Perennemente Sloggata ha detto:

    Betta, non ricordo di avertelo detto, pensa che ai tempi universitari non ti trovavo particolarmente simpatica e quando ti ho vista entrare in callcenter sono rimasta tra il dubbioso e l’incuriosito. Ma ero curiosa di conoscerti e ne sono stata tanto contenta!
    In quanto a battutacce, siamo un po’ pari, visto che quasi quasi mi manca il tuo “Dio, fulminami” hahaha
    Credo che entrambe ci siamo date una possibilità, soprattutto in un posto “strano” come quell’ufficio 🙂

  8. Perennemente Sloggata ha detto:

    Cavoli, mi spiace tantissimo 😦
    Non ti preoccupare, ognuno passa quando e come può e ha voglia.
    Di etichette ne ho anch’io una serie interessante. Signorina Rottermayer o come si chiamava, era una di quelle… Un abbraccio, cara!

  9. esprit74follet ha detto:

    Hai toccato un tasto per me molto sensibile: l’apparenza che domina sulla sostanza. Come sai, non sono esattamente una silfide e mi ruga parecchio di dover faticare di più per dimostrare che valgo altrettanto, rispetto a chi ha un aspetto fisico migliore. E’ anche vero che ci sono abituata, ma… fa sempre un po’ male, anche quando mi dicono: “Non immaginavo che fossi così brava”

  10. Maria Mastrocola Dulbecco ha detto:

    Grazie del messaggioche mi ha inviato. Ho la testa che nonregge più. Ho cliccato da qualche parte e misono trovata scritta su un nuovosito ma non hocapitochome scrivere. Quersta notteriposo il cervello, domani devofare lezioni al mio gruppo”laboratorio discrittura” Unitre di Rivoli. Non perder.-ò il contatto con lei, ci sentiremo. Un abbraccio mmastrocola@alice.it

  11. Perennemente Sloggata ha detto:

    … arrossisco … tu c’eri nei momenti per me più difficili dimostrandomi una tale fiducia da riempirmi il cuore e spronarmi a rialzarmi.
    sei una delle mie prime Amiche di blog e l’unica che mi ha seguita in tutti questi 7 anni.
    oddio, ora basta ché mi sto commuovendo (con le lacrime, peraltro)

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