Quando si dice ‘uno zoccolo ed una ciabatta’

Non so se dalle vostre parti si usi dire così, ma dalle mie significa mettere insieme (vestire, in genere) due cose che non c’entrano l’una con l’altra.
Bene. Ieri è stata una giornata da paura.
Ieri mattina in fretta mi preparo in fretta e furia, infilo i Birkenstock e mi fiondo fuori casa. Già avevo perso il bus delle due linee che passano sotto casa, per cui mi avvio di gran passo alla fermata successiva, dove c’è la fermata anche di un’altra linea. A metà strada mi ‘sveglio’, percepisco i miei piedi, abbasso lo sguardo e… ORRORE!! Un Birkenstock infradito viola ed un B. chiuso nero.
Torna a casa di corsa, sperando che nessuno noti, infila l’infradito coerente, scendi giù e prendi il bus.
Al lavoro, mi parte il cellulare, fa un volo e si sventra in tutte le sue parti (per ora ancora funziona).
Dopo lavoro mi vedo con la mia amica azzoppata per l’aperitivo (tutto bene per fortuna), e vediamo passare il nuovo sindaco, un politico locale, l’ex rettore dell’università nonché direttore di non ricordo che ente, un notissimo politico smagrito italiano.
Vabbè, prendiamo il bus, io scendo alla fermata più vicina per il cambio linea e compare la sensazione di “devo andare al bagno”. Vado alla fermata dei 3 bus che portano verso casa (due sotto la mia finestra, uno in due vie più in su).
Vedo il bus mio, arriva il bus, salgo. Poco dopo mi rendo conto che non è possibile che dietro ci sia un doppione del mio, solo che mentre realizzo, quello su cui ero, cambia la direzione. Per cui, scendo al volo e cerco di andare il più veloce possibile perché non la trattengo più.
La serata trascorre semitranquilla (per fortuna non ho dovuto prepararmi da mangiare, visto il consistente aperitivo), tranne per il portatile che sta dando seri segni di affaticamento. Prima di andare a letto mi sorge un dubbio e vado a spostare un telo appallottolato sul divanetto ormai destinato ai mici: qualcunA l’ha usato per lettiera, per il solido. Altro dubbio,  la cuccetta: bagnata.
Porcasabbietta, 10 minuti per sventrare la poltroncina e preparare la lavatrice (speriamo che sia partita grazie alla programmazione oraria).

Per fortuna oggi è un altro giorno… E c’è l’1,5% di probabilità che parte del satellite vattialapescaquale caschi proprio sulla mia testa.

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17 pensieri su “Quando si dice ‘uno zoccolo ed una ciabatta’

  1. ImpiegataSclerata ha detto:

    Allegria… *__*
    Per il satellite vattelapesca.. Anche tu abiti all’ultimo piano come me?
    E’ da stamattina che ho tutte queste immagini del film Donnie Darko che mi passando davanti agli occhi… °__°

  2. Valentina ha detto:

    ammazza che giornatina!!! Consolati, qualche giorno fa sono andata in giro con la t-shirt al contrario. Per fortuna i capelli lunghi hanno mascherato la scollatura che era sul lato schiena…
    Ah, comunque c’è la possibilità che qualche residuo di satellite cada anche qui da noi. Quando si dice “troppa grazia sant’Antonio”!

  3. Locomotiva ha detto:

    C’entra forse poco, ma le calzature coerenti mi han fatto tornare in mente un vecchio spettacolo di Claudio Bisio (Tersa Repubblica, mi pare) in cui voleva essere coerente.
    Quindi, essendo comico, chiede al commesso delle scarpe coerenti e gli danno un 74 da clown, giallo – e lui vuole delle scarpe più coerenti, da comico di sinistra – gliele hanno date rosse.

  4. maurizio ha detto:

    Quando le giornate iniziano male subito dall’inizio…. segui il mio consiglio… gira i tacchi e torna a letto, è il miglior modo per limitare i danni.
    Per il lavoro non ti preoccupare, è come il paradiso, può attendere.

  5. anna ha detto:

    io una giornata di quel tipo lì, a fine luglio, l’ho chiusa pestando la produzione di un “migliore amico dell’uomo-maleducato” e attaccandola tutta sul tappetino dell’auto….
    ciao

  6. esprit74follet ha detto:

    da noi si dice ‘na botta (scarpa) e ‘na socca (zoccolo)… per coerenza, gli zoccolletti si chiamano “zoccole” 😉

  7. polly_star ha detto:

    dalle mie parti: ‘na scarpa e ‘na ciavatta (n.b. la ciavatta si pronuncia “sciavatta”, con la famosa c strascicata in padella tipicamente romana).

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