Il proprio essere donna con dignità.

Riprendo da questo post di Jersey, vogliate dare una sbirciatina e magari portare avanti questo “gioco”:

Chi vuole partecipare deve solo scrivere qualche riga su sè stessa, sul proprio essere donna con dignità.
Poi dovrebbe diffondere questo gioco….magari da una diventiamo 10…da 10 diventiamo 1000….magari qualcuno sente la nostra voce.
Magari questo gioco fallirà miseramente, ma almeno sapremo di averci provato.

Mi chiamo Sloggata, sono sulla trentina, vivo a non meno di 3-400 km di distanza da ciascuno dei miei genitori da quando avevo 17 anni. Volevo mollare il liceo e sono riuscita ad ottenere una borsa di studio per fare il quarto anno di liceo all’estero e l’ho ottenuta nonostante la discussione sugli irredentisti della regione dove sono nata, con qualche commissario giudicante. Il mio quinto anno me lo sono sudata, ho superato i test di ammissione nelle due migliori scuole interpreti e traduttori d’Italia, dove mi sono anche impegnata nell’interesse mio e dei miei compagni di facoltà. Non ho ancora ottenuto la mia laurea per quelli che si chiamano “casi della vita”, ma manca poco, e sono comunque grata per l’ampio percorso culturale che ho potuto attraversare.
Ho fatto vari lavoretti estivi fin da adolescente per non stare a casa d’estate con le mani in mano, nonostante non ce ne fosse bisogno economicamente.
Ho lavorato in una traballante azienda di helpdesk per vari anni con vari contratti co.pro lavorando a periodi 12 ore la settimana ed altre massimo 30 ore e un anno, prima del tracollo lavorativo, con un farlocco indeterminato da 30 ore.
Nel mentre ho sempre abitato in condivisione con altri studenti e lavoratori perché non potevo permettermi di vivere da sola.
Durante la disoccupazione, ho preferito non restare ad imbruttirmi davanti alla tv e ho trovato, compatibile con la disoccupazione, uno stage come apprendista commessa in una profumeria in un centro commerciale.
Ho avuto, poi, la fortuna di trovare di nuovo un lavoro ma con un d(on)atore di lavoro serio che mi ha offerto un preziosissimo tempo indeterminato a 40 ore settimanali, buoni pasto e quant’altro un contratto normalissimo avrebbe.
E no, non da topmanager ma da normalissimo operatore di helpdesk.

Ho 3 gatti ed un uomo, un appartamentino dignitoso in “matrimonio” con una banca dopo aver litigato con la direttrice di una filiale, non ho mai usato il mio esser donna per avere favori e mi sono allontanata da casa presto anche per fare la mia vita. Certo ringrazio ogni giorno per quello che i miei genitori mi hanno permesso, e forse a volte mi chiedo come sarebbe stata la mia vita se avessi accettato un posto di lavoro in un’azienda che mi avrebbe permesso di viaggiare molto… ma quel lavoro mi sarebbe stato offerto sì per le mie capacità, ma anche perché figlia di una o l’altro dei miei genitori.
Ed allora ho preferito cercare sola la mia strada.

Non sono ricca, non sto attraversando un momento serenissimo, ma tutto quello che ho ora lo devo in parte a chi mi ha sostenuta come figlia, a chi mi è stato accanto come amico e soprattutto a me stessa perché ho sempre evitato le raccomandazioni. Anche quando le situazioni, ebbene anche affettive, me l’avrebbero permesso.

Sono nata in una famiglia senza difficoltà economiche; pur non essendo stata viziata, ho avuto molto. Ma ho saputo rimboccarmi le maniche quando ero in difficoltà.

Ho sempre fatto tutto quello che reputavo lecito, legale, morale, etico, e ho sempre evitato ciò che non approvo. Soprattutto non ho mai usato il mio essere donna per ottenere alcunché.

Le ciglia, le sbatto solo per far la scema e ridere. Non per ottenere altro.

E di questo, sono fiera di me.

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13 pensieri su “Il proprio essere donna con dignità.

  1. Shunrei ha detto:

    Gran bella idea (ci ragiono su, ma se non la porterò avanti anch’io non sarà certo perchè non ne condivido lo spirito)! 🙂
    Mi fa soltanto tristezza che (come per le manifestazioni dei giorni scorsi) debba esserci bisogno di iniziative del genere per ribadire concetti che dovrebbero essere basilari e addirittura “scontati” (<- non per sminuirli, solo per dire che dovrebbero essere il fondamento di tutto ciò che ci gira intorno)…

  2. Sabrina ha detto:

    bella iniziativa…vediamo, se mi viene in mente qualcosa di proponibile lo faccio anche io!

  3. Perennemente Sloggata ha detto:

    sono curiosa di leggere ciò che scrivi. sei un’introspettiva fantastica tu.

  4. Giuliana ha detto:

    mmm, io non seguirò il gioco, c’è già troppo di me sul blog… voglio anche cambiare nick.
    Che tu fossi una persona GRANDE lo sapevo già, questo post ha messo in luce ulteriori dettagli della tua meravigliosa persona!

    Faccio un puurrrr in ritardo al Divo per il suo secondo complegatto!

  5. Perennemente Sloggata ha detto:

    carissima, se cambi nick fammi fammi sapere.
    non sei obbligata a fare questo, ci mancherebbe. 🙂

    il Divo ringrazia sentitamente!!

  6. Betta ha detto:

    Avrei detto altre cose, su di te, anche se queste sono tutte vere. In realtà, probabilmente è tutto quello che racconti che ti ha portata ad avere le qualità che io avrei citato.

  7. Perennemente Sloggata ha detto:

    per curiosità, cos’avresti detto? sono un po’ curiosa e un po’ timorosa del tuo punto di vista 😀

  8. lastthelost ha detto:

    IO a questo proposito ho scritto un post 2 giorni dopo la manifestazione ,dove esprimevo il mio punto di vista,devo dire che per post più futili ho avuto più commenti !!!!

  9. Super Partes ha detto:

    E’ quasi sempre cosi’, sul web: argomenti leggeri spesso danno origine ad una caterva di commenti (non che sia male, eh), argomenti piu’ seri risultano molto meno “proliferi”.
    A volte penso che sia anche perche’ ad un argomento serio non si puo’ rispondere solamente con un “sono d’accordo” o “no, non la penso cosi'” ma chi commenta si sente in dovere di apportare un contributo non banale, vista la serieta’ del tema.
    Pero’ spesso e’ perche’ gli argomenti “seri” non tirano, meglio leggere gli scoop, i pettegolezzi, etc.
    Il web non ha la caratteristica intrinseca di essere sempre superficiale, ma alla fine e’ proprio questo che succede: se uno vuole discutere seriamente di qualche cosa, farlo nel web richiede troppa energia.
    Inoltre la maggioranza che usa il web lo fa, principalmente, per motivi piu’ “leggeri” (non volevo usare la parola futili, secondo me “leggeri e’ piu’ appropriato in questo caso).

  10. Perennemente Sloggata ha detto:

    è più facile commentare post meno profondi, anche a me capita spesso. 🙂

  11. Perennemente Sloggata ha detto:

    hai ragione, c’è da tenere conto anche del fatto che nello scritto non hai tutte quelle possibilità espressive visive, che nella realtà avresti. o l’intonazione della voce, al telefono.
    la cosa sarebbe in linea teorica raggirabile con un uso corretto dello strumento linguistico, come p.es. la punteggiatura.
    ma purtroppo siamo la società degli sms, dove si abusa di puntini di sospensione in quantità e stile (cosa che mi manda letteralmente fuori di testa), si usa in maniera sconsiderata il resto della punteggiatura o non la si usa quasi.
    la gente sottovaluta tutto questo, ma aiuterebbe -nel virtuale- a non fraintendersi.
    non c’è la volontà di tenere in considerazione questo.

    e a me linguista si attorcigliano le budella.

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