Poveri operatori di callcenter…

Per quanto messa male fosse la mia azienda prima di perdere il posto di lavoro (sia ringraziato il Signore per quello sventurato giorno, se no non avrei trovato il mio attuale fantastico datore di lavoro di Migliore Srl), credo di non aver mai dovuto mentire né di esser mai stata messa in condizione di doverlo fare. Anche perché non l’avrei fatto.
E nei casi più estremi, portavo la persona a dire le cose ed io al massimo rispondevo “Io non posso dire che blablabla“, così la persona capiva di suo cosa doveva fare o per lo meno gli facevo intendere a chi rivolgersi.
Certo, non andavo contro all’azienda e rimanevo comunque l’ultima ruota del carro, ma tant’è.

Chiamo il callcenter di Panmedia (era una settimana che non facevo loro questa gradita chiamata), e mi assicurano che il mio fornitore Imab Group è uno di quelli che ancora consegnano e che se così non fosse me lo direbbero (mmm… mi ricorda un’altra telefonata… non ho tempo di cercarvi il post, ma sono sicura di avervelo scritto), che devo aver fiducia, che le consegne sono per marzo.

Stavolta NON mi sono presentata subito, ho cominciato a chiedere del tracollo di Aiazzone-Panmedia (“assolutamente no, signora, tutto falso”), ecc. prima di dire chi sono. La signora è stata gentile, le ho comunque ricordato che lavoro più o meno nello stesso settore e so cosa si prova, che spero che la loro sorte sia diversa da quella dei dipendenti dei negozi (“sono in ristrutturazione”, certo, come no), ecc.

Siccome scema non sono, chiamo la Imab Group che però mi dice che:
da giugno non hanno più contatti con Aiazzone e non consegnano più da tempo né lo faranno. No, non mi mandano una risposta per iscritto perché tanto ormai è tutto in mano agli avvocati.

Ohibò, e allora io che ho fatto l’ordine a fine settembre? Richiamo il callcenter (sono una scassacoglioni, ditelo! Lo so, il tipo dell’Associazione dei Consumatori si augura più persone come me) che mi mette in attesa e conferma quanto detto prima.

Ora vi saluto, vado in banca. E poi si continua con gli scatoloni.

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2 pensieri su “Poveri operatori di callcenter…

  1. Shunrei ha detto:

    Non sei una scassacoglioni, garantito. Tanto più che in molti casi sembrano giocarci, sul fatto che la gente prima o poi si stufa e “lascia perdere”… e assolutamente è un andazzo che non va bene!
    E’ che ogni tanto piacerebbe non sentirsi trattati da coglioni, tutto qua… ogni tanto, eh!
    Quello che dico sempre io è: ok, pigliami per i fondelli. Ma, per piacere, contamela almeno fatta bene quel tanto che non me ne accorga… non è questo il caso. =__=;

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