DIRITTI DELL’ASSERTIVITA’ ovvero: CARTA DEI DIRITTI DELLA PERSONA

Letto su web (dovrebbe essere un documento più o meno ufficiale in psicologia), non posso che concordare. L’importante è non abusarne e non nascondersi dietro questo. Insomma, siamo intelligenti e possiamo farne il giusto uso.

CARTA DEI DIRITTI DELLA PERSONA

1 ho diritto di chiedere ciò che voglio
2 ho il diritto di dire di no a richieste e domande che non posso esaudire
3 ho il diritto di esprimere tutte le mie emozioni, positive o negative
4 ho il diritto di cambiare idea
5 ho il diritto di sbagliare e non devo essere perfetto, diritto di imparare dai propri errori (apprendimento per tentativi ed errori)
6 ho il diritto di perseguire i miei valori e ciò in cui credo
7 ho il diritto di non essere responsabile per azioni, sentimenti o comportamenti degli altri
8 ho il diritto di aspettarmi onestà da parte degli altri
9 ho il diritto di adirarmi con le persone che amo
10 ho il diritto di essere me stesso e di essere unico/diverso
11 ho il diritto di dire “non lo so” (sapere di non sapere)
12 ho il diritto di non dovermi scursare e giustificare per il mio comportamento adducendo ragioni o scuse (rispetto di se)
13 ho il diritto di AVERE IL MIO TEMPO E I MIEI SPAZI PERSONALI
14 ho il diritto di essere allegro
15 ho il diritto di cambiare e di crescere
16 ho il diritto di essere trattato con DIGNITA’ e RISPETTO
17 ho il diritto di essere felice
18 ho il diritto di dire “non mi interessa” quando gli altri mi vogliono coinvolgere nelle loro iniziative. Chi è portato ad assecondare gli interessi degli altri dimenticando sè stesso, vede con il tempo sbiadire la sua personalità (libertà di scelta)
19 ho il diritto di giudicare da me il mio comportamento ed assumermi le responsabilità delle conseguenze (autonomia di giudizio)
20 ho il diritto di decidere se occuparmi dei problemi altrui, evitare di assumermi responsabilità al posto di quelli che si rifiutano di prendersele (giustizia distributiva)
21 diritto di non farmi coinvolgere dalla benevolenza che gli altri mi mostrano quando mi offrono o chiedono qualcosa (autonomia emotiva)
22 ho il diritto di essere illogico nelle mie scelte (spontaneità e fantasia)
23 ho il diritto di dire non capisco a chi non dice chiaramento cosa si aspetta da me (autonomia nei punti di vista)

Se noi e i nostri cari seguissimo attentamente queste regole di AUTO-RISPETTO probabilmente molti problemi si avvierebbero alla soluzione… e molti rapporti forse si troncherebbero se dall’altra parte si trovassero persone non intelligenti e rispettose del prossimo

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12 pensieri su “DIRITTI DELL’ASSERTIVITA’ ovvero: CARTA DEI DIRITTI DELLA PERSONA

  1. lorenzo ha detto:

    attenersi a questi diritti significherebbe anche negarli a qualcuno a seconda delle circostanze. ottenere ciò che voglio io potrebbe significare privarne qualcun’altro, e il diritto di dire di no potrebbe significare negare a qualcun’altro il primo diritto, cioè di avere ciò che vuole. il rispetto si deve a noi stessi, ma soprattutto agli altri, e con altri intendo anche noi.

  2. Perennemente Sloggata ha detto:

    leggila al contrario:
    quante volte per quieto vivere, annulliamo i nostri diritti nei confronti altrui? e poi magari sentirci frustrati, depressi, stanchi mentalmente.
    cosa c’è -per fare un esempio stupido- di peggio (ovviamente in senso non assoluto, intendiamoci) di una coppia genitoriale frustrata?
    rientrerebbe, secondo questi sani diritti, nella possibilità di prendersi un week end per sè come coppia uomo-donna per ricordarsi che prima di esser genitori sono coppia amante.
    quanti genitori si separano perché si riversano solo sui figli e non sui propri compagni?
    oppure, dire sempre sì alle pretese dei colleghi&co.
    ogni tanto è giusto prendersi cura di se stessi e non accondiscendere sempre agli altri.

    ovvio che tutto ciò che faccio ha delle conseguenze sugli altri, ed è ovvio che tutti questi diritti vanno presi come invito a ricordarsi di sè ma di farlo con intelligenza. ma se un mio NO ferisce un’altra persona, magari tutti i SI precedenti che quest’altra persona mi faceva dire, mi ferivano di più?

    non siamo solo portatori sani di doveri verso gli altri. siamo anche in dovere di tutelare il nostro io, ogni tanto.

  3. lorenzo ha detto:

    certo. il punto sarebbe che come io porto i miei sani doveri verso il prossimo, il prossimo li porta a me. ma il mondo non è perfetto e quindi sappiamo tutti come va. il rischio di errore però c’è, perchè in virtù di questo si varca il limite, rischiando di diventare egoisti e pensare solo a proprio bene, pensiero comune che fra l’altro va molto di moda nella società odierna, portato avanti da persone, per così dire, “importanti”. trovo anche io che non ci sia nulla di peggio di una coppia di genitori frustrati (e lavorando con ragazzi delle medie lo posso ben dire), ma forse è ancora peggio un genitore che insegna al proprio figlio questi diritti come “valori assoluti”, dicendogli implicitamente di anteporre il proprio desiderio su tutto e su tutti.

  4. Perennemente Sloggata ha detto:

    siamo d’accordo. io parto dall’esatto opposto perché sono stata cresciuta con valori -a mio avviso- sani. e quindi a volte mi è difficile dir di no e non andare incontro -come cerco di fare sempre- agli altri.

    insomma, ogni tanto l’inculata è giusto che se la prendano gli altri, non solo io!

    😀

  5. lorenzo ha detto:

    ah guarda le inculate se le pigliano tutti, e quelli più stronzi poi alla fine se la pigliano sempre più forte, è proporzionale…come si suol dire, tutti i nodi vengono al pettine, non ci sono cazzi che tengano.

    (4 righe e 3 parolacce…niente male davvero)

  6. Gabriella Giunco ha detto:

    da psicologa intervengo incuriosita da questo confronto…arrivo un po’ tardino (ehm…), ma presto farò un corso sul’assertività (non vi dico dove perchè non é per pubblicità che scrivo) e la vostra conversazione é succosa. Essere assertivi implica come proprio fondamento avere rispetto di sè stessi e degli altri, detto questo al cuore di tutto non c’è tanto una lista da seguire compulsivamente, sempre e comunque, nè tanto meno anteporre sè stessi agli altri a priori, nè far finta di preoccuparsi degli altri (stile manipolatorio spesso confuso con assertività). Al cuore di tutto c’è un solo diritto: quello di essere autentico e di poterti esprimere, e per farlo ti serve l’assertività, il chè non implica calpestare gli altri, ma implica saper dire “IO ESISTO” e a volte anche dire di NO a un altro. Anche perchè non puoi dire nessun vero SI all’altro se non sai anche dire NO.

  7. Gabriella Giunco ha detto:

    Rileggendo i vostri commenti, ho dimenticato un cosa.Penso che egoismo e altruismo non siano altro che facce di una stessa medaglia, come tutti gli opposti. E sono entrambi qualcosa di appreso, in un modo o nell’altro. Ciò non toglie che certi apprendimenti siano più costruttivi di altro, ma ovunque agiamo “in automatico” nei rapporti non siamo più padroni delle nostre azioni, reagiamo e non agiamo, nè esprimiamo noi stessi, e questo avviene sia quando diciamo subito sì, sia quando sbattiamo il telefono in faccia a qualcuno. Siamo noi stessi fino in fondo solo quando ci permettiamo di ascoltarci, di scoprire come ci sentiamo e cosa vogliamo e POI scegliamo come comportarci assumendocene la responsabilità. E ciò che faremo potrà essere dire si o no o altro, ma sarà un sì o un no meno condizionato e più nostro.

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