Prostituzione: un caso vero o una montatura?

Leggendo qua e là nel web, sono incappata in un blog di una ragazza. Non cito il link perché non mi va di fare pubblicità gratuita al blog in questione.

Sostanzialmente, la ragazza nel profilo e nella descrizione dice di aver 25 anni ma sotto ai commenti di altri lettori un po’ scettici, risponde piccata che in realtà ha meno anni. Dice, sempre nel profilo, che il suo stipendio non le basta, lei vuole studiare e quindi s’è ritrovata un po’ per caso a scegliere di fare la prostituta.

Non voglio giudicare, ognuno reagisce come può e come vuole alla propria storia. E per essere del tutto onesta, sarei favorevole ad una prostituzione legalizzata e ben legiferata. Con la giusta tutela a chi decide di voler fare quel mestiere perché le/gli piace. Con la mia ammirazione per il coraggio.
Tornando, però, alla nostra nuova scoperta, mi vengono un po’ di dubbi (più o meno sciocchi):

  • nessuno si accorge del via vai da casa sua?
  • chi vuole davvero studiare, il modo lo trova. Qualsiasi università ha enti di diritto allo studio e contempla pure la categoria “studente lavoratore”.
  • aver bisogno di soldi e spenderli in un quadro. E’ cultura, almeno quella.
  • come conciliare il lavoro primario con gli orari inseriti nei vari post?
  • ammiro tantissimo la figlia 24enne laureata in medicina di un suo cliente presuntamente “pedofilo”: come cavolo ha fatto a laurearsi in corso, me lo deve proprio dire! Forse, mi farà notare il mio unico lettore Lorenzo “tutt’altro che sbagliato”, è nata a dicembre ed ha fatto la cosiddetta “primina”, cioè è andata a scuola un anno prima. Resta il fatto che è un genio. Comunque.
  • in un post allude all’incontro con un volto conosciuto. Deve assolutamente guardare di più la tv. Eccerto, dico io, così per lo meno puoi entrare anche tu nel mondo delle piccole ricattatrici. E qui mi chiedo: com’è che poi le mogli sono così fesse da non accorgersi (= volersi accorgere) di nulla? Dev’essere proprio amore/€…
  • come ogni personaggio da reality dei nostri tempi, ha una storia sicuramente difficile alle spalle: non dev’esser facile crescere con un padre che è stato in carcere (significherà ex-detenuto o visitatore o dipendente nel carcere?). Forse è per questo che non mi sento proprio adatta ad un reality: il mio quoziente intellettivo dev’essere di tipo sbagliato, non migliore ma proprio del tipo sbagliato, e soprattutto non ho una storia drammatica alle spalle.
  • sentirsi vuota, scegliere la professione più vecchia del mondo, continuare a sentirsi vuota. Ma ritenendo di non doversi sentire “da salvare”. Devo aver letto qualcosa di simile in un noto libro della nota Melissa P.
  • il sospetto che sia solo una trovata, come tanti tutt’ora lo fanno sia con il pianista Giovanni Allevi sia con il libro “100 colpi di spazzola prima di andare a dormire”, è forte. Soprattutto per le varie incongruenze tra un post e l’altro. Ma se uno deve mentire, deve farlo bene. Quale miglior modo di confondere le acque se non mentire sulla menzogna? E poi, diciamocelo onestamente: ricordarsi tutte le bugie dette è faticoso.
  • non è che la nuova scoperta (ma non è l’unica, ça va sans dire) ha letto “Un Amore” di Dino Buzzati? A me lo ricorda molto.

In tutto questo, rileggo le mie parole. Ed evito le solite domande che ci siamo posti tutti di fronte all’uscita del libro succitato di Melissa P. Mi sorgono solo tanti dubbi più o meno correlati. Dubbi sinceri, curiosi, non giudicatori (o giudicanti? ooops). Ecco, mi indignerei solo -ma forse anche no- se fosse davvero una semplice trovata pubblicitaria. E mi ritroverei a fare comunque i miei complimenti alla ragazza, per la pazienza mostrata nell’attesa della notorietà.
Ché, in epoca di Marrazzi&suicidi (provocati?), c’è di che aver coraggio.

Ma soprattutto:

Alla fine è proprio vero il detto: “non importa come, l’importante è che se ne parli”. Motto, secondo me, che caratterizza l’Italia attuale. E così ci fanno scordare e vogliamo scordare i veri problemi della nostra realtà. Per tornare a farci fregare alle prossime elezioni. Pure quelle rionali.

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12 pensieri su “Prostituzione: un caso vero o una montatura?

  1. lorenzo ha detto:

    questa mi mancava. cmq i fake blog esistono da un bel pò, e secondo me sta tipa qua racconta patacche (anche se non so quale sia il suo blog, a sto punto posta un link cara mia). qualche anno fa andavano di moda quelli delle anoressiche, e delle tipe che facevano riti esoterici e si tagliavano. gira che ti rigira, secondo me sono tutte puttanate… o almeno quasi tutte. dico quasi tutte perchè all’assurdità di internet non c’è mai fine, e quindi qualcuno che fa un blog su questo tipo di esperienze sicuramente c’è. ma molto spesso che soffre di questi problemi non sente il bisogno di postarli su un blog aperto a tutti, ci sono forum apposta e la gente va lì (anche quelli sono da prendere con le pinze). il resto è solo fuffa in cerca di una qualche notorietà.

    per quanto riguarda melissa p. secondo me è una topolina a cui farei volentieri le trecce, ma il suo libro mi ha fatto cagare e secondo me è finto.

  2. Perennemente Sloggata ha detto:

    attendevo un tuo commento, l’ammetto.
    appena mi collego da casa, ti posto il link.
    🙂

  3. luca ha detto:

    perchè non hai provato a fare tutte queste domande alla prostituta in questione?
    ed è chiaro, che lei racconta quello che le raccontano i clienti, che non è per forza veritiero. quindi il padre pedofilo potrebbe anche essersi inventanto qualcosa…. infatti la prostituta in questione quando racconta quello che le dicono i clienti lo racconta in modo molto ironico…..

    se cerchi sul web troverai gli annunci della ragazza sui siti erotici e capirai da sola che non si tratta di scherzo.

  4. Perennemente Sloggata ha detto:

    grazie per il tuo commento, luca.
    beh, non ho chiesto alla tipa perché cmq lei non risponde mai o quasi ai commenti che le vengono lasciati. inoltre, era un pretesto pour parler e per fare le altre considerazioni sulla realtà del posto in cui vivo.
    a dirla tutta però non sono d’accordo sullo stile ironico: secondo me l’ironia è altro. il suo è un racconto dolce-amaro, forse.
    io non ho cercato i suoi annunci, ma se dici che esiste, a questo punto, il blog in parte è un aiuto a farsi pubblicità (lecito, per carità) e per creare un po’ un caso… o no?

  5. luca ha detto:

    non credo che sia per farsi pubblicità, perchè a guardare sui siti vari, ne ha già molta. Credo invece che sia il suo modo di sfogarsi, anche perchè a quanto ho capito e letto lei non accetta “clienti” dal blog…

  6. Perennemente Sloggata ha detto:

    questo mi può star bene ma se io non dichiaro che vengo dal blog, che faccio ricerche e trovo (come l’hai trovata tu) i suoi annunci, di fatto l’ho raggirata…
    ma soprattutto, perché -se tanto vuole tutelare la sua privacy- è così facilmente rintracciabile?

  7. luca ha detto:

    credo che la privacy la tuteli essendosi inventata un nome finto un’età finta etc…
    con esattezza non so!
    ma dice più volte che Claudia non è il suo vero nome..
    e si capisce che ha almeno un paio d’anni in meno rispetto a quelli dichiarati! quindi credo che questo sia il suo modo di nascondersi. poi se qualcuno rintraccia Claudia forse non le interessa! i don’t know. 😀
    buona serata

  8. Belladigiorno ha detto:

    Seguivo anche io il blog, è diventato privato.
    Comunque ti posso assicurare che non tutte le puttane sono tristi come claudia, poi si sa siamo tutti esseri umani e con svariati problemi.
    Non so se il blog sia vero o meno, ne è uscito un altro ultimamente http://diariodiunasquillo.splinder.com/ a sensazione ti dico che questo per me è un’uomo.

  9. Perennemente Sloggata ha detto:

    Ciao!
    Benvenuta! Con il mio vecchio nick di Splinder penso di averti commentata in passato, mi pareva un blog carino il tuo. Quello di ValentinaV lo leggevo all’inizio, fino a poco dopo di quando ha bannato te (ricordo bene?) e c’erano già un po’ di cose che non mi quadravano. Ho smesso di leggerlo perché alla fine mi sembrava troppo montato e pure un po’ noioso. Forse perché non mi sapeva di vero. Non so se sia un uomo o no, ma già all’epoca mi pareva plausibile la tua sensazione.
    🙂

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