Un anno fa… la svolta.

Un anno fa succedeva questo: L’amica ritrovata. Il post era successivo, un po’ per scaramanzia, ma succedeva in questi giorni qua. Oggi, un anno fa, alle 18.15-20 scendevo dal bus e lei mi stava aspettando alla fermata; non ci siamo nemmeno salutate ma abbracciate. Strette, forte, in silenzio. E poi abbiamo cominciato a chiacchierare, parlare, comunicare, raccontarci, riassumere e riassumerci… La cosa più naturale del mondo.
Ero felice, quei giorni. Ma ho avuto anche istanti di paura, di ripiombare nel passato. Che non fosse come speravo. E infatti, non è stato come speravo: è stato meglio, molto meglio. E’ stato un anno incredibile, tra i più belli – nonostante tutto – degli ultimi anni. Difficile ma non mi sono mai sentita sola né abbandonata: non solo per lei, ho la fortuna di avere attorno persone davvero care, ma con lei è andato a posto un pezzo del puzzle della mia vita. Un pezzo fondamentale.
E’ stato un anno incredibile, fatalità, coincidenza, chi lo sa, in cui mi sono rimessa in gioco su molti versi. Non senza difficoltà, perché di delusioni personali ne ho vissute un po’. A livello di notizie negative, non serve che le riassuma. A livello di notizie positive, però, devo dire di averne avute di importanti. Nascite, alcune già avvenute, alcune da avvenire. Nipotini nuovi, esperienze nuove, amicizie che cambiano, in qualche modo. Dinamiche nuove che sono curiosa di vedere come evolvono, crescono.
Questi 365 giorni sono stati incredibili, ma incredibili davvero. Questi ultimi mesi sono stati movimentati. E lo saranno ancora: giovedì la prima visita in Medicina Nucleare nell’altra città capoluogo di provincia per poi approdare ad altri esami (scintigrafia?) e terapia (una o più terapie allo iodio radioattivo?).
Nel frattempo si stanno smuovendo altre acque. Ed io me le auguro, spero che continuino su questa linea perché me lo merito e mi piacerebbe tanto attraversarle, accompagnarle, seguirle, precederle, lasciarmi cullare.
E questo con la mia Sorellamica. In questo momento, al di là di alcune difficoltà che ho sul groppone, sono contenta. Sono stanca ma sono contenta. E grata. Tanto grata.

Buon anniversario, Sorellamica mia. Grazie per ogni istante che mi hai riservato quest’anno. Ogni attenzione, ogni strigliata, ogni abbraccio, ogni dono, ogni regalo, ogni espressione del tuo affetto ed ogni attimo di pazienza verso i miei silenzi, le mie esplosioni, i miei dubbi, i miei pianti, le mie paure. Grazie per l’aiuto nel ricordarmi e riportarmi a chi ero ma con la attualità di chi sono, anche se il cammino è davvero lungo e difficile.
Grazie, Sorellamica mia. Ti voglio bene, in una maniera così totalizzante che non so nemmeno descrivere.

Cose bizzarre e scaramanzia…

Tendenzialmente non sono scaramantica. Ma stavolta sì. Nell’ultimo post vi dicevo che l’astrologo mi ha detto che alcune cose si sistemeranno. Bene. Qualcosa si muove davvero. E in maniera piuttosto bizzarra ed originale, ma delicata. Non dico altro, ma incrociate le dita, i capelli, gli arti, baffi, code, vibrisse, qualsiasi cosa. Sai mai che finalmente…

Grazie, intanto. Poi vi racconterò, a prescindere dal risultato.

Cose curiose e ritorni…

Instagram (o il fato) mi prende in giro: a marzo, dopo 10 anni di silenzio, mi notifica che lo stronzo mi segue. Bannato. Ora trovo la notifica del following della scuola di musica dove insegna una persona piuttosto particolare (traduciamo pure con “senza palle” con cui ebbi a che fare 9-10 mesi fa. Ora mi manca solo che si rifacciano vivi Mr. Milledomande (di nuovo) e l’ultima persona e faccio l’en plein.
La cosa divertente è che recentemente ho conosciuto un uomo che per passione pratica l’astrologia. Io che su tutto sono una che “ma nemmeno per idea” ma che prova lo stesso perché è curiosa come una scimmia… Bene: Paolo Fox non ne imbrocca una da… Boh… 8-10 anni con me… Insomma, arriva questo e “stai cercando lavoro? No? Beh, avrai novità. E poi stai tranquilla che quest’anno si sistema tutto o quasi. Salute e affetti.” questa persona NON sa dei tumorini né del lutto né della delusione. Eppure pare che stia andando nella direzione giusta davvero. Sai mai che sia il mio anno. Ah, Paolo Fox, mi stai simpatico lo stesso. Ma dimenticati del Toro, tanto non ci becchi mai.

E, come dice una mia carissima collega: “Ora manca solo che anche il tuo dottore ti segua sui social e poi il quadro è completo e la trama si infittisce”. Sarebbe un’idea mica male, eh!

Ponte saltato e recuperato

Il ponte del 2 giugno, nei piani, l’avrei passato qui a Mari&Monti con quella persona. Invece c’è stato silenzio, una richiesta di chiarimenti e… tutto a donnine. Lo aspettavo da tanto e mi meritavo un bel week-end, finalmente. E invece nulla.
E allora che fai, quando chiudi i rapporti con quella persona, torni a casa dal lavoro, scoppi a piangere e ti assale l’angoscia da week-end lungo che sta per arrivare? Contatti le amiche e le precetti. Perché è quello di cui hai bisogno, che loro ti rimproverebbero se non facessi, che è la cosa più ragionevole da fare.
E così ti salvi in corner:

  • giovedì ti arriva un messaggio da Sorellamica “domani dove pranziamo insieme?” per cui venerdì pian pianino andiamo in caccia di un localino dove pranzare in semplicità e fare due chiacchiere.
  • venerdì pomeriggio gelato con una nuova e giovane conoscenza a cui affidi l’ingrato compito di gettare via una cosa che risale alla giornata passata con “quella” persona, che ti ha porto lui.
  • venerdì sera porti a Sorellamica un po’ di foglie di basilico dell’incredibile piantina che tuttora resiste da quando sono tornata a casa dall’ospedale.
  • dopodiché ti rechi all’appuntamento con la mia amica R che ti porta a mangiare pesce in un posto bello, curato, buono e con piante di tiglio delicatamente profumatissime.
  • siccome una delle amiche precettate è proprio R, per sabato è previsto il tour Outlet Village per la Lindt (per la quale non spassiono ma vende alcuni prodotti lussuriosi da super slurp) e poi Ikea.
  • per il sabato sera, ho un vuoto.
  • per la domenica sono stata bidonata più o meno da tutti, per cui relax.

E’ passato. Il ponte che avrei voluto fosse speciale, è passato. Non è stato facile, all’inizio, ma poi è andata.
“Non merita”, “meglio ora che poi” e quant’altro mi possiate dire, lo so. Ma la delusione, stavolta, è stata profonda per tutta una serie di motivi che fatico a condividere. Perché il mio cervello immagazzina tante informazioni nel tempo e le rielabora sia nel momento di crisi, seppure non chiaramente (e quindi mi impedisce di avere la chiarezza totale), sia soprattutto dopo. E lì i pezzi del puzzle si sistemano. E fa male.

TAG: 10X10tag

Oggi, per distrarmi un po’, voglio rispondere ad un tag ideato da Oriana del blog I discorsi dell’ ascensore; sono stata nominata da Franci che ringrazio tanto!!

Ecco qui di seguito le regole per partecipare:

  1. Citare il blogger che ha creato il tag taggando il suo 10×10 tag
  2. Citare il blogger che ti ha nominato linkando il 10×10 tag
  3. Semplificare la vita al successivo blogger, scrivendo il link del proprio 10×10 tag (io metto direttamente il link originale: https://oriana75.files.wordpress.com/2016/03/diem.jpg)
  4. Rispondere a LA DOMANDA
  5. Nominare da 0 a 100 blogger
  6. Usate l’immagine che volete

La domanda:

Esclusi i beni primari, quali sono le 10 cose di cui non potresti fare a meno? Perché?

In ordine sparso, per come mi vengono in mente.

  1. Essendo sola, il telefono perché mi tiene sempre in contatto con famiglia, amici, colleghi. Più per WhatsApp che per chiamate, in genere. E poi anche come lettore mp3
  2. Gli auricolari per il telefono
  3. Abbonamento del bus: ho l’auto e mi piace guidare ma mi sale l’ansia all’idea di cercare parcheggio. Senza contare che a Mari&Monti ci si muove bene anche senza
  4. Una maglietta tipo camicia da notte per coprirmi gli occhi quando dormo.
  5. L’agendina, perché mi segno tutto. Ho una memoria tendenzialmente ferrea ma visto il fardello che mi sto portando dietro, preferisco avere un riscontro cartaceo.
  6. Orecchini, senza mi sento persa.
  7. Portatessere fedeltà: al di là dei supermercati classici, ho quella del negozio per animali, dellE farmaciE, ecc.
  8. Un fazzoletto o un quadrato di cartacucina.
  9. Bancomat, perché ho un pessimo rapporto con i contanti.
  10. Un fermaglio per capelli, a molletta o elastico

Ed ecco la mie nominations:
Nessuno, penso che ormai tutti abbiano fatto. In caso, Shunrei 🙂