Spuntì, detto Stronzì

Spuntì (2009)

Presi Spuntì anzi: Ubaldo Spuntì, detto Spuntì, sabato 25 aprile 2009 da una signora e sua figlia. Ci andai col mio ex compagno che lo vedeva per la prima volta. Io ero già stata a vedere quella cucciolata di sorcetti di 15 giorni.

Sul nome non ci siamo accordati subito e l’unico papabile era “Pepe” ma quando la ex cognata del mio allora compagno ci disse che aveva preso un cane di nome Pepe, ho deciso che il mio gatto non avrebbe avuto lo stesso nome. Per cui, per motivi che non sono interessanti, fu Ubaldo Spuntì, detto Spuntì. (Ribattezzato poi negli anni come Stronzì da una mia amica, visto il caratterino di SuaSignoria)

Spuntì era un gatto di carattere, Divo, boss, se aveva paura lui andava ad aggredire (lo ha fatto col mio epilatore elettrico – RIP, con un pastore AUSTRALIANO – meno male che ha il pelo folto – e con la veterinaria). Era il mio acchiappasogni, era polemico e affettuoso.

Purtroppo è stato molto sfortunato perché, grazie a Tamino che si è fatto venire un herpes all’occhio per lo stress (evidentemente sentiva che Spuntì stava male, seppure non c’era alcunché di visibile), a dicembre 2018 ho scoperto che aveva un tumore non comune nei felini: il mieloma multiplo. È un tumore del sangue che aveva pure mio nonno materno, ma nei felini è una condanna a morte e ha un decorso velocissimo: mi hanno parlato di 4 mesi ma a 2 ci siamo fermati.

Mi è crollato il mondo addosso perché non avrei potuto far nulla se non dargli qualche pastiglia come palliativo fintanto che la sua vita sarebbe stata ancora dignitosa e volergli bene, accompagnandolo nel suo destino in deperimento.

È stata dura guardare gli occhi di Spuntì che mi chiedevano cosa gli stesse succedendo, vederlo ridursi a ossicini e pelliccetta, perdere vivacità nello sguardo fino alla vacuità totale.

Ho avuto la fortuna di incontrare una veterinaria preparata, paziente, sincera ed onesta, empatica, che ha saputo ascoltarmi, accogliere il mio dolore e abbracciarmi mentre uscivo col mio trasportino vuoto dalla clinica. Ha portato via il mio pezzettino di cuore come lo avrei abbracciato io.

Spuntì (2018)

Era un gatto particolare, con un signor caratterino, ma era un pezzo del mio cuore cui ho dovuto rinunciare l’8 febbraio 2019, alle soglie del suo 10mo compleanno. Era un gatto nato sotto il segno dei Pesci.

È stata dura per me ma con Tamino, ormai un vecchio suocero brontolone e tanto coccolone, abbiamo trovato nuovi equilibri.

Tamino pare averla presa bene, certo è che ho cambiato tutti i cuscini delle sedie, ho usato teli del divano che non usavo da tempo e ho aspettato qualche settimana prima che Tamino ricominciare ad usare il salotto e salire sul divano, rigorosamente su di me.

Spuntì manca, certamente, mi ha dato tanto e seppure credessi che quello debole o cagionevole fosse Tamino, mi ha dimostrato come le apparenze ingannassero: quello fragile era lui e che dietro la sua corazza di stronzetto c’era tanta tenerezza e coccolosità.

Lui se n’è andato proprio mentre la mia vita stava cambiando. Mi ha accompagnata. Ma di questo parleremo un’altra volta.

Fusa e baci

Vorrei / avrei voluto usare la tastiera.

Vediamo se sono ancora in grado di caricare foto e di usare questo editor, molto diverso da com’era anni fa.
Vorrei scrivere liberamente ma prima TaminoBello si è interposto tra la tastiera e me ed ora si è “leggermente” abbandonato sul mio avambraccio / polso destro, mentre sto cercando di digitare. E a suon di sonore fusa.

Ho talmente tante cose da raccontare che non so nemmeno da dove cominciare. Inoltre oggi ho fatto tardi sul lavoro (smartworking) e ora ho il corso di inglese online per cui mi preparo. (Anche perché con SuaSignoria spaparanzato così non riesco davvero a scrivere).

Mi sa che comincerò con Spuntì, lo Stronzì del mio cuore.

A presto.

Slog

Son 3 anni che non scrivo, lallà…

Chissà se qualcuno ancora passa di qua, se ci sono ancora i miei lurker, i miei commentatori in privato.

Sono trascorsi 3 anni incredibili, dove sono successe veramente tante cose, la mia vita è cambiata più di quanto immaginassi, io sono cambiata e…

Ed eccomi di nuovo qua.
In un mondo, quello dei blog, che probabilmente è passato di moda.
Non ricordo nemmeno io cosa scrivevo, mi sa che mi rileggerò gli ultimi post e ripartirò da quelli e – un po’ alla volta – vi aggiornerò su questo lungo periodo, per quanto possibile.

Voi come state?

A presto,

Slog

Beh… In effetti…

Chiamo un’agenzia per un ticket che hanno aperto, senza indicare l’utente di riferimento. Chi risponde mi passa la persona e segue il dialogo:
Utente: sì, salve
Io: buongiorno, sono Sloggata di Colosso del Monte, con chi ho il piacere di parlare?
Utente: con me!
Io: …

Ecco… Sì… In effetti…