Poi uno non dovrebbe lamentarsi…

Tra tutti i pensieri che ho in questo periodo, mi mancava solo quello delle pulci.
Non so come siano entrate in casa ma presumo di avercele portate io con le scarpe. Probabilmente per quella maledettissima moquette vecchia di decenni che c’è sul piano dove c’è il mio ufficio.
Inizialmente non capivo alcune reazioni della gatta. Usciva matta anche oltre le provocazioni del Divo. La veterinaria con cui ho parlato una sera dopo lavoro, mi ha consigliato di cominciare con il Frontline (una trentina di euro la confezione da tre fialette per felini, una per gatto) a tutti e tre LorSignori, anche se a mio avviso di parassiti non se ne vedevano.
Quando ho visto anche il Divo iniziare ad avere qualche reazione di scatto (in netto contrasto col suo diventare sempre più affettuoso), ho deciso: gita famigliare dal veterinario. E uno dei miei incubi è diventato realtà: pulci. Ma il Frontline agisce sui parassiti adulti, bisogna andare a colpire anche gli stadi precedenti: Stronghold (una quarantina di euro la confezione da tre fialette per gatto, per cui il veterinario mi ha prescritto la confezione per cani, con tre fialette al costo di una trentina di euro. MA una singola fialetta basta per tutti e tre i gatti).
Per cui, la questione durerà mesi, tra l’alternanza dei due antiparassitari, pulizie più specifiche e totali, lavatrici su lavatrici (e ovviamente il tempo, dopo giorni bellissimi, è voltato al brutto), sacchi di cose onestamente non recuperabili (anche per altri motivi, sempre legati ai felini).
Ma! Mi suggeriscono anche l’uso del piretro da allungare in acqua e spruzzare ovunque, oppure di allungare dell’olio di neem e teatree oil (qui e qui) sempre in acqua. Dicono che siano inodore e non tossici.

Qualcuno ha esperienze, consigli, suggerimenti in merito?
Ditemi che non è drammatico e riesco ad uscire in qualche settimana…
Datemi qualche conforto… Confido in voi, qui sono davvero alla frutta.

UPDATE 24/02/2015: alla fine non ho preso né il composto degli olii essenziali né l’altro coso. Il coso no, perché è di qualche colore che macchia (me l’ha segnalato un collega che ha terreni a coltivazione). Idem, di fatto, con gli olii essenziali: la farmacia dove sono andata, prepara gli olii anche in combinazioni apposite e me l’hanno sconsigliato. MA! Ma una ex collega mi presta la sua vaporella (o attrezzo simile). Meno male.

Quando i colleghi sono più che colleghi

Questo è un periodo piuttosto delicato, caratterizzato dalla presa di coscienza di tanti pensieri e di vari errori fatti in precisi momenti del passato, di addii, di rinunce, di scelte, di bandiere bianche, di lotte, di decisioni, distacchi ecc.
Di alcune cose ne parlerò più avanti, di altre no, perdonatemi. Sono cose a cui sto cercando di prepararmi da tempo, dopo aver nicchiato ed evitato di guardare dentro lo zaino (fardello) che mi porto sulle spalle tutti i giorni.
E’ un percorso su cui sto lavorando con una certa difficoltà, con molto impegno e, piano piano, anche un certo orgoglio.
Il punto è trasformare i sensi di colpa in “sano” dispiacere, altrimenti non se ne esce e non si può ripartire (o, se preferiamo – e lo preferiamo, continuare a muovere piccoli passettini, l’uno dopo l’altro, in questo cammino).

La cosa, però, che continua a salvarmi, è l’avere al fianco o incrociare persone speciali. Non eroi eclatanti. Non paladini della legge che vestono alla marinara. No. Persone quotidiane. Quelle che sanno stupirti con semplici gesti: in fondo è facile lasciarsi sorprendere da chi non vediamo mai, no?

E quindi capita quella giornata no, in cui esci di casa dimenticandoti gli occhiali da sole per trasformarti in Greta Garbo (come ho gestito l’emicrania della settimana prima, ironizzata poi dai colleghi), sul bus non incroci nessun viso amico, arrivi al portone di CdM e incroci MiniCollega. Alias LaPrecisina. Ovvero una cara amica. E coi lacrimoni agli occhi l’aggiorni. E lei ti capisce.
Un saluto veloce ed ognuna al proprio ufficio.
Varchi la soglia del tuo, la collega Mercoledì ti guarda con un “Cosa c’è?” e tu ci provi, provi a star calma, non scoppiare, ma niente. Lei ti allunga un fazzoletto e… Scoppi a piangere disperata. Gli altri non fiatano o continuano ciò che stavano facendo o discutendo (e li ringrazi in silenzio, per questo).
Mi giro verso Mercoledì strofinando, ironicamente contrariata, il dito sotto l’occhio mentre, in contemporanea, lei ti offre il suo specchietto: il mascara che cola non è accettabile, siamo entrambe d’accordo.

Piano piano sistemo le cose: se posso, sola; se non riesco, chiedo o accetto aiuto. Ma il primo passo è guardare le cose in faccia e affrontarle. E non è facile.
Mi aspettano mesi emotivamente difficili, ma ormai ci siamo. Il processo si è avviato e non si torna indietro.
Si deve solo progredire.

su Made in Bottega: blog candy 2015

Giveaway / Blogcandy su Made in Bottega!!

Io amo questa donna: fa cose meravigliose e voglio assolutamente vincere questo Giveaway! Cliccate sull’immagine o sul link di poco fa, cioè questo: http://www.madeinbottega.com/2015/02/blog-candy-2015.html e partecipate: l’occasione è il suo compleanno, ma è tradizione che sia lei a fare uno splendido regalo a noi!
Come partecipare? Andate al suo post, leggete le due regole (scrivere un post sul vostro blog e inserirsi nell’elenco di inklinkz tramite il pulsantino che trovate nell’articolo) e incrociate le dita!

Tanti auguri, Antonella! Mille di questi premi!

Scene da ufficio

bandiera piratiIl mio ufficio è piuttosto particolare. Come più volte vi ho fatto intendere, siamo un branco di buffoni, più o meno. (Professionali, nel nostro lavoro, sia chiaro!)
In senso buono, ovviamente, eh! Ci divertiamo molto anche se tanti pensano che abbiamo una capa severissima. Ma secondo me, semplicemente sa fare il capo e sorride anche lei alle nostre pagliacciate (quelle che vede, eh, mica tutte!).

Venerdì sera siamo usciti insieme: tra aperitivi, pizza, bevuta successiva, siamo tornati a casa relativamente presto. A mezzanotte e mezza circa. Ma era frescolino: in altre occasioni alcuni sono rincasati anche dopo…
Ed è in queste occasioni che vengono partorite le idee migliori, ovvero… Visto che siamo praticamente a Carnevale e visto che una parte dell’ufficio si sta occupando del settore dei natanti (imbarcazioni di qualsiasi genere), è comparsa una goliardica bandiera dei pirati attaccata a due scrivanie. Il datore di lavoro mio e di vari colleghi, ovvero di Migliore Srl, si è fatto una risata. Altri responsabili non hanno mostrato di averla notata. Per ora.
Non serve nemmeno specificare che la bandiera ormai compare in tutte le mail a riguardo…

Passiamo alla parte SputtanaSlog…
Da qualche tempo è comparso un nuovo collega in un altro ufficio, poco più in là. Nuovo nel senso che non stava lì, prima. E ora ha preso lui in carico mansioni che gestivano altri, che sta ancora studiando e noi facciamo riferimento a lui per determinate richieste.
Bene. Quest’uomo ha il potere di mandarmi totalmente in tilt con uno sguardo: ha gli occhi che brillano. Sempre. Luccicano. E il mio unico commento è sempre “prima o poi gli svengo ai piedi”.
Ovviamente è semplicemente un “pour parler” visivo, perché è più grande di noi e sicuramente tiene famiglia (ergo, ai miei occhi intoccabile), però ha un modo di fare molto educato e fascinoso.
E visto che coi colleghi ci si sfotte per qualsiasi cosa, ormai è frequente assistere alle seguenti scene:
– Slog che fa l’aria sognante sospirando un “prima o poi svengo ai suoi piedi”;
– un collega che, quando passa il Fascinoso, annuncia di passar lo straccio (per asciugar la bava, si suppone);
– una collega che fa il gesto di pulirmi l’angolo della bocca con il foulard;
– un’altra collega che ne imita l’accento;
– collega che chiede “ma di che colore ha ‘sti benedetti occhi??” e Slog risponde “e che ne so, brillano!”
– tutti che ridono alle lacrime. Io per prima.
Soprattutto dopo siparietti al limite dello show (o dell’imbarazzo), a cui evidentemente anche lui partecipa (seppure in maniera più composta):
Ciao! Sono venuto a farti dieci domande
Oh, cielo! ‘spetta, posso indossare le cuffie? *Slog mima le cuffie da telequiz* O al limite uso le cuffiette da helpdesk, ok?
Prego, prego, pronta? Sarò cattivissimo
*Slog nota il cavo degli auricolari dello smartphone che, in parte fuori dalla tasca, quasi tocca la moquette* Scusa, posso? *lo appoggia sulla scrivania* E’ che non è propriamente il caso di
Ah, beh, giusto, in effetti, non è molto pulito… Ma di chi è?
Ehm, tuo!
Ah, sì, grazie!
…*domande che rilancio ad un collega – no, non perché sono stordita dalla presenza, ma perché certe cose informatiche proprio non le so*…
E’ che i dati che ci hai mandato, non sono utilizzabili per questo e quest’altro motivo, e il file che ti ho girato per farti capire… beh… ecco… modifichiamo noi i dati in maniera… goliard ehm assur cioè strana…
Eheheh, ora riprovo così ve li rimando vergini e poi potete farne quello che volete! *grins*
*muoio* Grazie, allora, ciao!
Ciao e grazie a te *esce*
Allora, chi è che chiedeva di che colore ha gli occhi? Eh? Chi? Ce li ha castani, ce li ha! Stavolta li ho proprio guardati!
*boato*

Ma sì, si ride! E anche tanto: stavolta tocca a me, la settimana scorsa cioè quelle prime è toccato ad altri due colleghi per apprezzamenti fatti ad una programmatrice; ogni tanto ad una collega per una figuraccia (mai confermata, in realtà) con uno sconosciuto del piano sotto o dell’altra ala del piano; qualche mese fa (ma torna sempre fuori) un collega con una grande fan in una delle altre sedi di Colosso del Monte (e di una svegliona che ad un nostro collega al telefono ha chiesto lumi con tanto di soprannome – imbarazzante – che la fan gli deve aver affibbiato); e così via discorrendo.

Scene da farmacia

Dopo essere andata dal mio medico, visto che la settimana scorsa stava male (e avevo ragione ad essere seriamente preoccupata, mannaggia!) non c’eravamo visti per gli aggiornamenti ecc., sono andata direttamente nella farmacia del suoc ah, no, ora della moglie, a far shopping…

Buona sera, avrei bisogno di questo *allungo il foglio*
Buona sera, questa però è una visita
Ah, già, buona sera Slog… ecco, questo…
*farmacista va a prendere lo spray per la faringe*
E poi avrei bisogno *prega che non si rifiuti di venderglieli* di OkyTask e Moment
Oky in confezione piccola o grande?
Beh, boh, ecco, lo prendo per scorta coi colleghi, per le emergenze… forse grande…
E per il Moment?
Cioè?
*sguardo incredulo* Da 6, 12 o 24?
Aehm, boh, ecco, è per la collega… facciamo 12, va… *chiedo o non chiedo le pastiglie di Fastum per me? Mmm… no, mi vergogno…*
*farmacista porge tutto, Slog paga*
Grazie mille e buona serata!
Buona serata a Lei

Cielo! Lo spray!! Corro a spruzzarmelo in gola!
(ma da quando gli inalatori vengono venduti insieme a delle borsine di plastica? machedavvero?)

A presto con “Scene da ufficio”…