Prodotti e marketing e lusso: Imetec, Bimby, Privalia, Despar, Coop e attese – Puntata 1

Io vado a fare la spesa sempre al Despar anzi all’Eurospar (il nome e certe promozioni dipendono, credo, dalla superficie / grandezza del punto vendita) vicino a casa. Perché è vicino e torna comodo. Non è convenientissimo ma mi trovo bene lì perché sono gentili e c’è abbastanza scelta. In più alcuni prodotti del banco gastronomia (pesce o meno) sono buoni. L’unica cosa è che preferisco i prodotti a marchio Coop rispetto a quelli a marchio Despar. A sapere, poi, perché: alcuni Coop sono effettivamente migliori, a mio avviso. Per altri invece non mi pongo il problema mentre per ulteriori, li snobbo. Mah.
Da novembre a febbraio, circa, c’era la raccolta punti con cui si potevano prendere premi interessanti tra cui alcuni prodotti Imetec. Tralasciando che, a mio avviso, un punto ogni 20 euro di spesa è una follia, mi sono fatta aiutare da mamma, sorella (a suon di pannolini, mi sa che di punti ne faceva a raffica), qualche amica, sono riuscita a terminare la raccolta per prendere il Cukò Imetec, una versione più easy ed economica della famosissima cooking machine Bimby della Vorwerk (cioè quelli della Folletto, per intenderci).

Cukò Imetec vs Bimby Vorwerk (le immagini le ho prese dal web)

Cukò Imetec vs Bimby Vorwerk (le immagini le ho prese dal web)

Da quello che ho letto e sentito in giro, se il Bimby ti costa più di 1000 euro (forse anche 1200?) ma per contro ti fa anche le pulizie di casa (scherzo), il Cukò ha prezzi variabili dai 249 euro in offerta da siti/negozi come Mediaworld, Euronics, Unieuro, ecc. ai 349 dello shop online della Imetec stessa (se lo si prende in special kit, si trova anche la ciotola/bilancia elettronica. Ma solo dallo “special kit”, una sorta di angolo delle offerte ma diverso dall’outlet) mentre il Bimby lo compri solo tramite incaricati.

La differenza di prezzo ovviamente giustifica la differenza di prodotto: col Bimby fai praticamente tutto (forse per gli impasti duri è preferibile qualche planetaria, presumo siano fatte apposta), dal risotto all’arrosto, mentre il Cukò è una slowcooking machine più delicata e vai dagli impasti morbidi in su. Ma non avendo l’attrezzo Varoma (o come si chiama), gli arrosti non li posizioni. In più non ha la bilancia cosa che, dopo un anno e mezzo di presenza di questo prodotto sul mercato, trovo piuttosto incredibile.
Il Cukò sembra essere più piccolo del Bimby, chiaramente, e ha anche meno accessori.
Comunque, vista l’occasione, ho voluto provare a fare la raccolta punti e, una volta consegnata la tessera al supermercato, mi è stato detto che la prenotazione sarebbe stata inoltrata subito, l’integrazione di 100 euro avrei dovuto corrisponderla solo al momento della consegna dell’apparecchio ma che l’attesa sarebbe stata lunga, molto lunga: 30-60 giorni! Non si aspettavano un successo simile e quindi Despar e Imetec hanno deciso di omaggiare il cliente con un buono di 50 euro da usare sullo shop online della Imetec, a fronte di una spesa di 100 euro. Ovviamente spese di spedizione da pagare a parte e non cumulabile con altre offerte.

Buono Imetec

Buono Imetec

Ma, di tutto questo, ne parliamo lunedì nel prossimo post. Perché avrò un paio di cosine da dirvi e mostrarvi. Stay tuned!

Anche quest’anno… tolto il dente!

Due anni fa passai un periodo lunghissimo sotto qualsiasi tipo di medicinale: antibiotici, antidolorifici, analgesici e che altro, per via di faringiti, influenze, infiammazioni, denti. Conclusi con l’estrazione di un dente del giudizio inferiore (sono più complessi) con parte ancora infiammata. Dopo 8 settimane di medicinali vari, ero giusto un pelo intontita e nauseata. Un antidolorifico specifico non potevo nemmeno vederlo che mi risaliva su di tutto.
Un dolore prima, durante e dopo, che nemmeno vi ripeto. Ma ho quasi costretto il dentista e il chirurgo a togliermelo perché non passava più.
L’anno scorso, appena ho sentito muoversi il dente sopra, sono corsa a farmelo togliere ed è andato tutto liscio.
Quest’anno, appena ho sentito muoversi l’altro dente sotto, sono corsa a farmi le radiografie aggiornate (oh, in privato la panoramica costa meno che facendola mutuata e ci metti meno tempo: non serve la ricetta del medico né la prenotazione con chissà che tempi) e poi… appuntamento col chirurgo e straaap, via il dente.
Non vi dico. Martedì ero così nervosa che mi sentivo un leone in gabbia. Sono andata a letto con una tachicardia degna di assunzione di millemila caffé o di dosi spropositate di zucchero. Alle 2 Spuntì è venuto a cercarmi in uno dei miei giri per casa, l’ho preso in braccio e me lo sono portata in camera. Si è piazzato tra la mia testa e la testiera, e poi teneva la sua testolina e la sua zampa nella mia mano: ho iniziato a calmarmi e, piano piano, devo essermi addormentata.
Appuntamento alle 14 ma alle 11 mi squilla il cellulare: il numero del dentista. Speriamo non mi tiri bidone, perché se no ci ripenso del tutto, penso. Rispondo ed era l’assistente che mi chiedeva conferma che andassi. Ho risposto un entusiastico “sì, sì” che però celava un’incoscienza di fondo. E dire che avevo l’occasione per ripensarci.
I denti del giudizio inferiori sono più particolari, da quello che ho capito, per cui non è il dentista ad occuparsene ma chiama un chirurgo. Due anni fa è stato atroce perché la parte era infiammata (nonostante antibiotici ecc ecc ecc non si disinfiammava ed io non reggevo più), l’anestesia su di me attacca meno già di per sé e quindi me ne hanno fatta prima durante e dopo. Mi sono ritrovata giorni con la faccia come un pallone, l’assistente si è ritrovata una mano stritolata, ma è passata.
Quest’anno avevo paura. Ed io non ho mai avuto paura del dentista.
Cooomunque, ieri vado e – come già annunciatomi dal dentista in precedenza – trovo un altro chirurgo. Solo che c’è anche un praticante e una assistente nuova.
Vabbè. Il chirurgo inizia ad usare qualche attrezzo in bocca e alla fine scopro che quello che aveva in mano non era una penna o taglierino o bisturi o so io come si chiama. Era un attrezzo per l’anestesia. Fastidioso ma non doloroso come la classica siringa. Meraviglioso. Davvero. Non lo riconosci e fa meno male. Tuttavia mi ha dovuta sprizzare l’anestesia sia prima sia durante, ma almeno non dopo.
Peeerò! Anche quest’anno ho vinto qualcosa:
Chirurgo: ah, ma i tuoi denti sono molto affezionati a te, non vogliono mica saperne di venir via…
Io: ghhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
Assistente, sorridendo: si trovano bene con te
Io: -_- ghs (grazie)
Chirurgo: oh, ma tu guarda, qui abbiamo una bella doppia radice, guarda qui…
Io: -_- mpf
Assistente, mi sorride.
Chirurgo, estraendo la prima parte: guarda qui che bella radice, guarda, doppia, interessante!
Io alzo la mano facendo il gesto “no, grazie, ma anche no, non voglio vedere nulla”
L’assistente mi rassicura: tranquilla, non diceva a te, chiamava il dentista
Rafforzo il gesto del “io non voglio vedere né sapere nulla, grazie”
Dentista, mi fa l’occhiolino.
Bene, considerando che stavo abbastanza in forma, si stavano dimenticando di darmi un antidolorifico. Per fortuna il chirurgo ci ha pensato.
Pago, esco di là e vado al supermercato: un paio di scatolette di bocconcini e un po’ di croccantini per i mici, un paio di vaschette di gelato dal reparto surgelati e via a casa, sotto le coperte, ghiaccio sulla guancia e gatti addosso o in postazione di controllo.

Ora, io vorrei sapere come diavolo ha fatto una collega a farsi togliere uno o due denti (non ricordo) e poi tornare a lavorare tranquilla come se non fosse successo nulla. Io ho ancora un po’ di male e fatico ad aprire la bocca.

Ora avanza l’ultimo dente superiore. Ma finché non si smuove lui e comunque non prima di un altro anno, non si tocca.

Pignola, chi? Io? Naaa…

Conversazione telefonica tra Responsabile e Programmatore:
R: allora questa cosa te la segue Sloggata
P: ah, ok, e com’è Sloggata?
R: in che senso?
P: …pignola?
R: eh… !!

(…)

R: e anche quest’altra cosa te la segue Sloggata
Slog: auguragli buon weekend da parte mia!!

Risate.
Benvenuti su “Slog a parte”

Niente di diverso da 30anni fa: Zio, ne hai di umorismo, eh…

Mia nonna è sempre stata una donna con un certo umorismo (e in questo rivedo mamma), con voglia di scherzare e mascherarsi. E credo anche mio zio.
Di sicuro in questo frangente ci sono tutta una serie di coincidenze su orari, date e meteo che ci lasciano un certo conforto. Ce ne sono varie piccoline, ma tendenzialmente: morti lo stesso giorno; funerale lo stesso giorno; nevica.
Questo però mamma non me l’aveva mica detto, se no non venivo solo con scarpe da ginnastica più estive che invernali! Per cui, oggi saluterò la nonna con i miei vecchissimi, stylosissimi e coloratissimi moonboot. (E secondo me, la nonna approverebbe. Mamma sicuro)

Qualcuno, passando di qua e leggendo, penserà che sia un po’ fuori di testa a sdrammatizzare un evento simile. Il fatto è che è il mio modo di affrontare le cose, soprattutto quelle che fanno male, oltre al fatto di cercare un lato positivo che possa mantenermi serena (POLLYANNA TI ODIO!) e l’esser cosciente che alle soglie dei 91 anni, la sua vita se la sia fatta, che tra Alzheimer ed altri acciacchi la sua non fosse più vita.
Manca, però… è la Vita. Ed è giusto così.
Per ora.
In futuro, ne riparliamo.

Ah, sì, Zio e Nonna, gentilmente… casomai voleste mandarci qualche numeretto per il superenalotto o quel che vi pare, io non mi offendo, eh!
Fatevi una sana ciotola di gnocchi di patate al ragù alla mia salute, grazie!