Slog S.0 (esse punto zero) – si ricomincia

Per quanto banale e di routine un’operazione di tiroidectomia totale sia, essa comporta comunque una serie di fastidi: buchi su mani e braccia di per sé per analisi a ripetizione serrata e per flebo varie, nella pancia per l’anticoagulante. Nel mio caso, raddoppiate il fastidio da mio a mio e degli infermieri che o non trovano le vene, o le trovano ma non sputano sangue, o devono ribucare vene martoriate perché non c’è alternativa. Insomma, se mi fermassero le forze dell’ordine, mi farebbero fare un test antidroga. E al massimo troverebbero una minima percentuale di etanolo dovuta alle goccine di transizione al farmaco permanente.

Per quello che riguarda il lato umano, sono molto grata perché ho avuto tanta comprensione, tanto affetto, tanta vicinanza, tanto aiuto, tante visite e tanti regali da parenti, amici, colleghi, conoscenti. Anche da chi non mi aspettavo. Come prima operazione, prima esperienza ospedaliera, è stata davvero speciale. (In realtà sarebbe la seconda, perché la prima era l’asportazione delle adenoidi ma ero piccola e non ho ricordi)
Così come tre anni fa ho potuto godere del rapporto madre-figlia, questa volta ho avuto l’opportunità di riscoprire il rapporto padre-figlia con una serenità e tranquillità tali da lasciarmi commossa e appagata.
Mamma mi ha aiutata tantissimo con la casa, per sistemarla dal suo casino atavico (e rieducando in parte i gatti), mentre papà ha sistemato tutte quelle cosine che io, da donnicciola pigra ed ignorante, non ho mai sistemato (vedi fili volanti, prese da spostare, porte da fissare bene).
Amici e colleghi mi hanno regalato tante cose meravigliose: minimuffin fatti in casa, biscotti e cioccolatini di vario genere, i brik di cacao, crostini (quelli che mi piacciono), budini, joghurt, tisane, succhi, e i kit di pronto soccorso beauty con dentro detergenti e creme varii, un rossetto che è esattamente il mio colore, un pupazzo di tipo “mostrillo mangiapaura”.

Ma soprattutto sta prendendo forma un cambiamento personale che già si stava evolvendo ma che con questa “botta di vita” sta prendendo ancora più carattere e forma.

 

Slog S.0 (esse punto zero) – l’operazione

Nel momento in cui uno specialista legge su un referto un chiaro responso che parla chiaramente di tumore, la macchina organizzativa parte e anche velocemente: come primo passo vai dal medico a farti fare la richiesta di visita urgente presso il reparto ospedaliero di competenza. E da lì sono tutte date vicine, esami e visite pre-operatori.

Faccio un inciso: il radiologo mi ha spiegato che in genere da Mari&Monti i pazienti preferivano andare in altre due capoluoghi di provincia di altre due regioni. Perché storicamente sono bravi là. Ma mi ha spiegato che ormai anche a Mari&Monti sono bravi. Anzi, bravE. Due chirurghe. Ma mi ha giustamente ricordato che la scelta spetta a me. Per correttezza, gli ho risposto, ne avrei voluto parlare con l’endocrinologo e col mio medico di base ma che, effetivamente, non vedevo motivi particolari per rinunciare alla comodità di farmi seguire completamente in loco, ovvero a casa. Vuoi mettere lo stress e l’esborso economico di andare fuori regione io e, ovviamente, qualche famigliare? Mi sono comunque informata in giro e mi hanno confermato che le due chirurghe sono brave e, come si dice qua, molto “coccole”. E collaborano volentieri anche con l’endocrinologo. Insomma, non avrei potuto sentirmi più tranquilla e sicura.

Premesso questo, è partito il giro di visita con la chirurga (3 aprile), velocissime analisi (5 aprile) e visite pre-operatorie (7 aprile – un labirinto infinito, alcuni corridoi di collegamento tra le varie palazzine che compongono questo nosocomio. Non che nell’altro sia diverso, eh) e, riconsegnando le ultime carte all’infermiera che si occupa di organizzare il tutto “magari tu vorresti sapere quando sarà l’operazione?”
Caspita, c’è già una data??
“Allora, diciamo che è da confermare definitivamente ma tendenzialmente dovresti essere la seconda il 20 (aprile) mattina, per cui entrerà a digiuno alle 7 della mattina stessa”
Ottimo, riesco anche a fare Pasqua a casa! Oh (vedo una presenza accanto e toh, la chirurga)! Mamma, guarda, le sue mani cioè la dottoressa, cioè insomma lei è la chirurga!!
*Buongiorno cara, come sta? Tranquilla?
Dottoressa, tranquillissima, lei tutto bene? Mi raccomando, passi una splendida Pasqua e si riposi, si diverta, insomma…
*Ah ah ah, non si preoccupi, passi una buona Pasqua e stia tranquilla!

In realtà poi mi hanno fatta ricoverare il giorno prima perché ero diventata la prima. Che poi non era vero perché c’è stato un piccolo “qui quo qua” (cit. La Precisina). La mia compagna di stanza è stata contattata con urgenza perché sarebbe stata lei la prima. E infatti, così è stato.
Comunque, appuntamento sul bus sopra casa, con mamma e SorellAmica.
Tra accettazione, ambientamento in stanza, qualche cioccolatino e chiacchiera, è arrivata anche la signora 70enne, mia compagna di stanza. Che tipa tosta e in gambissima.
Io sono stata preparata con più calma sulla tabella di marcia. Il Valium non so come abbia fatto effetto perché in sala di preparazione, facevo cabaret con lo specializzando anestesista. In più il mio letto aveva qualche difficoltà con i movimenti e quindi sono dovuta quasi saltare sul tavolo operatorio. In sala operatoria ho a malapena realizzato come mi stavano sistemando, il freddo e mentre mi spiegavano che le due mega lampade mi avrebbero tenuta al caldo, il nulla… nemmeno la possibilità di dire “ah, sì, mi ricordo, sono arrivata a contare fino a…”, niente. Il nulla totale.
Ore dopo, credo un po’ più tempo del previsto, in sala risveglio, realizzato dove fossi, avevo già da lamentare i dolori a cervicale e gola. “Guarda, è normale, è per l’intubazione. Vedo che parli già! (per farmi tacere dovete staccarmi le corde vocali!!) ahahah, a questo punto nemmeno servirebbe ma giusto per scrupolo fa iiiii”. Iiiiii… “Bene, tutto a posto allora, ora riposa”
Eh, riposare, in ospedale… Tra rumori continui, luci e illuminazione varia, personale medico-ospedaliero che va e viene per – giustamente – controllare e fare il suo lavoro, mica è facile. Senza contare i dolori e fastidi.
Comunque, operazione andata bene, i dolori erano nella norma per via dell’intubazione e la postura sul tavolo operatorio. Dopo due giorni si poteva presumere di tornare a casa, entrambe. Invece febbre, entrambe. Solo che la signora la domenica è uscita davvero (un giorno in ritardo) mentre a me la febbre continuava a restare. Dopo 20 anni di totale assenza, ho provato l’ebbrezza di avere 37,4 e poi 38,4. Quasi mi commuovevo.
70enne andata (peccato, era davvero caruccia, anche la famiglia), in arrivo la signora 84enne come prestito da un altro reparto sovraffollato. Povera, il primo giorno per lei è stato brutto perché non riusciva ad ambientarsi. Io stavo da cani e provavo piuttosto fastidio. In realtà poi era carina, se le si dava quel minimo di giusta considerazione.
In fase calante la febbre, speravo di tornare a casa ma… dolori forti all’orecchio. Pareva otite ma in realtà era uno scoppio ritardato sempre dovuto all’intubazione: gola e orecchio, in fondo, sono collegati. Eh, mica si parla di otorino-laringo -iatria a caso. Vaaabbè.
Insomma, ero entrata con l’idea che in genere al terzo giorno ti cacciassero ed invece sono uscita dopo una settimana esatta. Ancora un po’ dolorante ma bene. L’alternativa era di restare ma finire in non so quale reparto perché anche lì servivano stanze: infatti la signora 84enne è stata spostata e hanno dimesso me ed un’altra.

Insomma, alla fine non mi lamento. Ho dato di matto quando non riuscivo a riposare e avevo dolore, ma il personale tutto è stato davvero umano, oltre che professionale. Che fossero gli OSS, gli infermieri, i medici specializzandi o quelli strutturati, non ho proprio nulla da dire. Anche il cibo non era affatto male: non me l’aspettavo ma potevo già mangiare solido (certo, il giorno dopo: la sera stessa non eravamo proprio in grado di far nulla…) e ho visto passarmi nel piatto anche maccheroni alla boscaiola, una crespella, un pasticcio al ragù, il pollo e non ricordo che altro. Anche il classico menù da ospedale, ma non così male, eh. (Non cito il semolino annacquato perché quello abbassa tutti i canoni)

Fatte poi visite urgenti di controlli per scrupolo, sto facendo le visite classiche e poi resteremo in attesa del risultato dell’esame istologico anche se, secondo la chirurga, è comunque il caso di fare la terapio allo iodio radioattivo nell’altro capoluogo di provincia. E faremo anche quello, anche se mi costerà il fatto di dover star lontana a Sorellamica e alla nipotina che sta per arrivare. Ma va fatto e faremo.

Vorrei fare un’osservazione semplice: non è stata propriamente una passeggiata di salute ma, onestamente, mi è andata di lusso. E’ una cosa circoscritta e facilmente risolvibile. Un po’ come un’appendicite, se vogliamo. Ma tutto questo ha dato qualche spiegazione mancante e mi sta letteralmente cambiando la vita (e il punto vita, ahahahah). E mi ha mostrato un’altra volta come sono fortunata con le persone che ho accanto.

Ad maiora!

Lato emotivo. In ritardo.

Accennavo, nello scorso post, oltre al lato medico e psicologico, c’è stato anche quello emotivo. Già, perché se qualcosa può essere difficile, c’è chi riesce ad avere un tempismo perfetto. Dopo 10 (e ripeto DIECI) anni.
Non ricordo se e come io ne abbia mai accennato in questo blog di un ex, ammesso di poterlo chiamare tale. Persona che allontanai dopo immense sofferenze (e, diciamolo, manipolazioni subite) usando come una minaccia le informazioni che avevo scoperto anche grazie ad un’unica persona in comune. Brandii queste informazioni in maniera come una cosa normale ma venne percepito come minaccia / ricatto. E sparì. Per sempre.
O almeno così credevo.
10 anni dopo, un giorno preciso e per me importante, accedo ad Instagram e trovo “isso ha iniziato a seguirti”. Incredula. Ho chiuso. Svuotato cache del telefono, delle app, riaperto l’applicazione ma era vero. Dopo 10 anni. Ora, io alle coincidenze non ci credo molto. Il mio nick storico deriva, in qualche modo, da lui. Non me n’è mai fregato molto di cambiarlo, a dire il vero. Non un cuoricino ad alcune foto, niente. Solo il following. E allora le cose sono due: come diavolo sei arrivato a me? Perché mettere il following là se su tutti gli altri social ti avevo bloccato? Perché, piuttosto, non contattarmi direttamente? Se mi metti il following non puoi non aver riconosciuto il mio profilo (e il “follow4follow”, plausibile, non è l’unico motivo) e se mi segui allora hai qualcosa da dire. Dillo, cavolo!
Morale della favola, l’ho bloccato. Se ha davvero qualcosa da dire, lo faccia. Ma non con un pulsantino del piffero. E non a ridosso di una giornata per me importante. Emotivamente e non solo.
Infatti mi sono goduta una giornata meravigliosa con una persona speciale. Che, mea culpa, ho poi allontanato. Perché? Per motivi stupidi, non lo so. L’operazione si avvicinava, la pressione più che altro altrui (non sua) iniziava a pesarmi, iniziavo a sentirmi troppo poco e di troppo. Non ho retto. Avevo necessità di concentrare le energie che faticavo a raccogliere verso un unico punto fermo, l’operazione.
Mi spiace profondamente. Non è nemmeno propriamente una mia caratteristica, ma l’ho fatto e la mia richiesta è stata rispettata. Credo di essermi giocata un rapporto, di qualsivoglia natura, con una persona solida e matura come poche ne ho conosciute.
Ma siamo fatti di scelte, di prese di responsabilità, di cantonate e pace amen.
Intanto ora sono qui, in paziente ricerca e mantenimento di un equilibrio che sarà in costante aggiornamento per i prossimi mesi, suppongo.
Ma va bene così.
Ora inizio a preparare il prossimo post, su operazione ecc. Perché le (seppur piccole) disavventure sloggate varcano anche le porte dei nosocomi.

14 marzo e venerdì 17.

Sottotitolo: Silenzio, parla il vostro corpo. Ascoltatelo.

Ehm… permesso… c’è nessuno?

Non so da dove cominciare, se raccontarvi tutto i maniera sloggata o seria. Sono un po’ in difficoltà soprattutto a livello emotivo perché sono successe un paio di cose, sia a livello di salute (risposte che danno un nome ai miei malesseri e che portano ad una serie di tappe) sia a livello emotivo.

Vediamo… da dove e come cominciare… Allora, mettiamola così: chi mi segue su Facebook personalmente, sa che quando vado dal mio amatissimo medico, faccio un post “toto-orario”, ovvero si scommette sull’ora in cui uscirò di là (in genere entro alle 18.20 a prendere il bigliettino del mio turno) e segue una trafila di commenti di aggiornamento anche sulla fauna umana (bipede o canina) ivi presente. Tra cui le sorelle zitelle, la francofona kitsch col toyboy, il signore con stivaloni e jeans con le paillettes sempre agitatissimo (e pur sempre più fescion della sottoscritta), vari&eventuali. Oltre alle discussioni in corso. Insomma, intrattengo i miei lettori tra l’aperitivo e la messa a letto dei figli: in genere esco dalle 20.20 in poi. In media 20.45.
Insomma, ci si fanno un paio di risate in compagnia, anche perché di volta in volta si scopre che: il medico si è dimenticato di segnarmi IL valore che mi interessa nelle analisi, un’altra volta scopro che l’ha segnato giusto ma è stato il CUP dell’ospedale a sbagliare il codice e né l’infermiera della fila di attesa né l’infermera che impazzisce a trovarmi una vena che sputi sangue se ne accorgono, un’altra volta sto male, poi porto i risultati delle varie visite, insomma, a periodi ero spesso là.

Sta di fatto che mamma sono almeno 2 anni che punta su una questione. Ma dalle analisi non salta fuori nulla.
Solo che mamma ha una sensibilità ed una professionalità tali che se dice una cosa, state pur certi che è quella. Magari secondo i manuali è impossibile, magari dagli esami non si nota subito, ma potete scommetterci quello che volete che ha ragione. Non ne sbaglia una, ahimé. E sapere questo e non avere prove, è frustrante. Preso per sfinimento e per fastidi collaterali (e probabilmente slegati), il medico mi fa fare degli accertamenti. Per disperazione, dopo il secondo controllo, e perché io ormai avevo deciso di gettare la spugna, la mia Sorellamica ritrovata mi manda da un suo collega specialista che, scrupolosisismo, mi rimanda per sicurezza in ospedale da un altro specialista. Che “in genere sotto al parametro X non faremmo nulla però in effetti c’è qualquadra che non cosa”. Possiamo farlo oggi? “Eh, no, purtroppo lo specialista che esegue l’esame c’è solo di martedì”. Mi guarda, lo guardo, ci illuminiamo e “ma oggi è martedì!! C’è! Attenderebbe anche 45-60 minuti?” Dottore, anche di più, che domande.
Era martedì 14 marzo, anniversario di mio zio materno e di mia nonna materna, mancati a 30 anni esatti di distanza l’una dall’altro.
“Signorina, la chiamerò con numero privato tra circa 10 giorni coi risultati”.
Venerdì 17, mattina, vedo il telefono illuminarsi con “numero privato”: è lui. E’ molto presto, vuol dire che c’è qualcosa. Un senso di sollievo che è difficile da spiegare. Rispondo.
“Signorina, sono il dottore, volevo dirle che ho già i risultati in mano e, come potrà immaginare, avevamo ragione a sospettare qualcosa. Niente di grave ma vorrei fare due chiacchiere con lei.” Arrivo subito.
“Signorina, come se n’è accorta?” Non me ne sono accorta, perché io lamentavo determinate cose ma slegate tra di loro non avevano un senso. Mamma spingeva su quella parte. “Non si preoccupi, ormai è quasi di routine. Certo, dovrà gestire tutto a vita e tenersi controllata ma condurrà una vita assolutamente normale” Dottore, non sono preoccupata ma sollevata: dopo almeno 2 anni finalmente ho una risposta (nel giro di 15 giorni da quando ho parlato col primo specialista) e quindi non sono visionaria.

Questo succedeva 3 settimane fa, praticamente. Nel giro di una settimana ero a parlare con una delle due probabili chirurghe del polo locale, di venerdì. Il lunedì dopo mi hanno contattata subito per le visite e gli esami preoperatori della settimana successiva. Concluso tutto oggi incontrando di nuovo e casualmente la chirurga, ricevendo la data dell’operazione.
Riesco a passare la Pasqua in famiglia e poi zac, a farmi tagliuzzare.
Forse per il mio compleanno riuscirò ad andare a vedere il concerto che Sorellamica mi ha regalato già mesi fa.

Sì, sono serena e tranquilla, per ora. Non mi spaventa la malattia né la parola tumore. Non mi spaventa il fatto che mi tolgano tutta la tiroide. Non mi spaventa l’operazione in sé. Mi spaventa l’idea di perdere conoscenza e il controllo di me stessa, il post operatorio per cui sarò completamente in mano altrui, perché in fondo cerco di gestirmi sempre da sola. Ma sono in ottime mani, sono seguita da specialisti scrupolosi ed attenti (seppure, e qua ci voleva il tocco di sfiga, il collega di Sorellamica parte proprio subito dopo la mia operazione e sta via 3 settimane, le prime settimane fondamentali) e da mamma. Che di queste cose ne sa.

Insomma, ormoni tiroidei nuovi, vita nuova, no?

(Non mi sono dimenticata del lato emotivo, cioè sì. Ma mi pare abbastanza, per oggi. Riprenderò nei prossimi giorni)

Calendari d’Avvento a prova di Slog – completo 3

Ecco la terza ed ultima puntata dell’elenco di prodotti del Calendario d’Avvento di Natale con Vanity e prime impressioni. La prima puntata la trovate QUI e la seconda QUI.

Giorno 17 – puroBio – mascara LAM Lashes, Look At Me Mascara, intense glaze – euro 11,90

Giorno 17 - puroBio - mascara LAM Lashes, Look At Me Mascara, intense glaze - euro 11,90

Giorno 17 – puroBio – mascara LAM Lashes, Look At Me Mascara, intense glaze – euro 11,90


Molto combattuta pure qui. Devo ammettere di avere una serie di pregiudizi sui mascara bio dopo la delusione di Occhioni di Neve Cosmetics (v. 
post sui mascara). Questa novità di puroBio, invece, è una bella sorpresa. Partiamo da due fatti: ho le ciglia lunghe e non uso il piegaciglia. Questo LAM è nero (cosa che Occhioni NON era), è pastoso e difficile da lavorare, lo scovolino è più piccolo ma interessante, dà un effetto naturale, separa troppo le ciglia ma non dà loro volume. MA. Ma c’è IL ma: essendo pastoso, è un po’ pesantino per cui mi appiattisce le ciglia. Risultano dritte e non incurvate. Per fortuna non me ne accorgo a livello di pesantezza sull’occhio ma si nota. Inoltre, lo struccaggio è un po’ macchiante e, come il Clinique High Impact del post succitato, lascia dei residui filamentosi nell’occhio. Lo userò per finirlo ma non lo comprerò. Sarà bio, ma il mio caro Essence I love extreme a 3,49 euro è molto meglio. Quando lo riformuleranno più incurvante / meno pesante, lo considererò alla stregua del Pupa Vamp sia per effetto sia per prezzo. Se non meglio.

Giorno 18 – Setaré Firenze – detergente intimo salvia e timo, rinfrescante e deodorante – euro 9,80

Giorno 18 - Setaré Firenze - detergente intimo salvia e timo, rinfrescante e deodorante - euro 9,80

Giorno 18 – Setaré Firenze – detergente intimo salvia e timo, rinfrescante e deodorante – euro 9,80


Ci speravo. Io speravo che Elena, dopo aver pensato all’acqua ai fiori d’arancio di MaterNatura, pensasse ad un detergente intimo. Prendetemi per pazza, ma ci speravo (e mi sentivo pure sciocca). Ebbene, sì. Allora, rispetto ad altri detergenti “rinfrescanti”, la sensazione iniziale non è propriamente di fresco mentolato né di rinfresco. Come deodorante, non sono D’Annunzio e non saprei dire… ecco… Dovrei chiedere al pretendente, ma non mi pare il caso. Battute a parte, come impressione, per me è positiva. Mi pare una formula equilibrata ed equilibrante (anche se non ho capito che ph abbia), e affidabile per tutto il giorno, come sensazione. Non avverto cambiamenti durante il giorno. Credo che, soprattutto se scontato, potrei comprarlo. Unico neo: la pompetta è un po’ dura.

Giorno 19 – Alkemilla – Glycolica, intensive treatment system (pretrattamento acido) – euro 10,50

Giorno 19 - Alkemilla - Glycolica, intensive treatment system (pretrattamento acido) - euro 10,50

Giorno 19 – Alkemilla – Glycolica, intensive treatment system (pretrattamento acido) – euro 10,50


Prima di far cazzate con l’acido glicolico, devo guardarmi i video di Elena sul suo canale e informarmi bene. E’ una cosa che mi stuzzica e vorrei cominciare a fare il percorso ma nella stagione giusta, con tempi e modi corretti. Magari in autunno, ora non ho la testa per farlo. Confidavo proprio di trovare qualcosa col glicolico, visto che Elena ne parla molto.

Giorno 20 – Setaré Firenze – struccante bifasico per occhi all’aloe e fiordaliso – euro 15,80

Giorno 20 - Setaré Firenze - struccante bifasico per occhi all’aloe e fiordaliso - euro 15,80

Giorno 20 – Setaré Firenze – struccante bifasico per occhi all’aloe e fiordaliso – euro 15,80


Ok, qui, immagino che sia 
mea culpa: bisognerebbe struccarsi gli occhi appoggiando il dischetto di cotone imbevuto di (qualsivoglia) struccante e tenendolo su per 60-90 secondi, cosicché si sciolgano mascara e trucco e venga via tutto senza strofinare. A me par follia e quindi faccio prima e strofinando, e quindi rispetto ad altri bifasici (leggasi Yves Rocher e quello di Artistry di Amway o simili, mi pare di averne parlato qui), mi pare meno performante. Ma l’ho usato una volta sola, ci riproverò assolutamente. Come profumazione, mah, niente di che.

Giorno 21 – MaterNatura – crema mani ai fiori di ciliegio – euro 4,90

Giorno 21 - MaterNatura - crema mani ai fiori di ciliegio - euro 4,90

Giorno 21 – MaterNatura – crema mani ai fiori di ciliegio – euro 4,90


Appena finisco quella all’Ulivo di Bottega Verde (MA GNI FI CA: altro che per pelli mature, va benissimo per l’inverno, è nutriente, si asciuga velocemente e bene), la provo! Spero solo che la profumazione non sia troppo dolce né forte.

Giorno 22 – Sezione Aurea – Francesca, burro divino multiuso – euro 11,90

Giorno 22 - Sezione Aurea - Francesca, burro divino multiuso - euro 11,90

Giorno 22 – Sezione Aurea – Francesca, burro divino multiuso – euro 11,90


Questo mi pare un gioiellino: ho quasi paura ad usarlo, come quelle agendine carine che non usiamo per non rovinarle. E poi possiamo pure buttarle perché ormai inutilizzabili… Fondamentalmente lo si usa come idratante per tutto il corpo (viso, corpo, capelli, tatuaggi, smagliature) finanche come rinforzo per struccare. Mi ispira un sacco e il profumo è delicato, sa proprio di pomata fatta in casa. Intanto lo sto usando per idratare il contorno occhi la sera e il dorso delle mani, sopratutto sullo squarcio che Spuntì mi ha lasciato mentre io lo tenevo e il bel veterinario cercava di tagliargli le unghie (5-7 cm…). Ah, in effetti ho iniziato a “sporcare” le punte dei capelli la sera prima di lavarli. Mi pare idrati, vedremo un po’.

Giorno 23 – Alkemilla – acqua di rose micellare, struccante viso, occhi e labbra – euro 10,80

Giorno 23 - Alkemilla - acqua di rose micellare, struccante viso, occhi e labbra - euro 10,80

Giorno 23 – Alkemilla – acqua di rose micellare, struccante viso, occhi e labbra – euro 10,80


Non l’ho ancora aperto per non far partire il pao. Per cui non so che profumo ha. Ma conto di usarlo appena termino quella verde “fresh” della Garnier (mi sta piacendo molto, devo ammettere. E per il rapporto quantità – qualità – prezzo, anche di più). Mi pare comunque una buona quantità e sono curiosa di provare, dopo questa, anche le altre profumazioni / formulazioni.

Giorno 24 – Dr.Taffi – Camelia Chic, olio di camelia bio – euro 20,00

Giorno 24 - Dr.Taffi - Camelia Chic, olio di camelia bio - euro 20,00

Giorno 24 – Dr.Taffi – Camelia Chic, olio di camelia bio – euro 20,00


L’ho visto e ho detto: “fico! Dr.Taffi è ritenuto il top, come azienda, in Vanity Space! La boccetta mi ricorda molto il profumo Anaïs Anaïs di Cacharel! (di cui, peraltro, non ricordo la profumazione) Ma a cosa serve?” Pare sia un altro prodotto 
passe-partout per viso, capelli, corpo, antiage, antismagliature, rigenerante. Sono curiosa forte.

Giorno 25 – Alkemilla – scrub viso – euro 10,50

Giorno 25 - Alkemilla - scrub viso - euro 10,50

Giorno 25 – Alkemilla – scrub viso – euro 10,50


Non l’ho ancora aperto per non far partire il pao. Ma confido di vincere la mia pigrizia ed usarlo prossimamente.

TOTALE: 310,96 euro

Spero che vi abbia fato piacere leggere questa carrellata di prodotti, nel prossimo post, la mia personale “classifica sloggata”!