Poche ore dopo il mio invio della mail, ho ricevuto risposta dall’Ordine dei Farmacisti di Mari&Monti. Non ve la posso copiare perché non so fino a che punto possa essere divulgata la circolare cui fa riferimento, ma ve la riassumo in parole povere. Ci leggerete, più o meno tra le righe ma soprattutto in fondo, anche mie considerazioni frutto di confronto con altri autoctoni.
Qualche anno fa l’Ordine dei Farmacisti deve aver chiesto lumi al Comune di Mari&Monti e il dott.ing. del Comune ha risposto che i medicinali scaduti che provengono dalle abitazioni private sono “rifiuti urbani” e che essi non sono ritenuti “pericolosi” a norma di legge, eccezion fatta per “citotossici e citostatici”.
I “rifiuti urbani” (non quelli teoricamente differenziati come carta, vetro, lattine) vanno direttamente in un “impianto di termodistruzione moderno ed adeguato” (traduco: inceneritore) e non in una discarica dove, in questo caso, i medicinali potrebbero contaminare l’ambiente. Ergo è inutile differenziare a livello domestico i medicinali scaduti, visto che dai cassonetti finiscono direttamente nell’inceneritore.
Ne consegue, quindi, che i medicinali vanno dentro i sacchetti (chiusi, mi raccomando) che getteremo nei cassonetti vicino a casa.
Per qualche arcano motivo (e non credo sia solo per una conta onesta e corretta dei medicinali che entrano ed escono da lì) le farmacie sono invitate non raccogliere i nostri medicinali e a spiegare ai cittadini che possono tranquillamente gettarli dentro la spazzatura indiffferenziata.
E voi vi chiederete che fine facciano, quindi, i medicinali scaduti di farmacie, ospedali e case di cura: non è dato saperlo. L’unica cosa chiara è che trattandosi di rifiuti definiti “speciali” (e non “urbani”, come quelli del comune cittadino), non possono rientrare nel “ciclo dei rifiuti gestiti dal servizio di igiene urbana comunale”.
A coloro che hanno scritto che dalle loro parti si fa la raccolta differenziata dei medicinali scaduti: avete un inceneritore? Nel caso ci fosse nella vostra zona: con cosa lo alimentano? Sapete per caso dove venga smaltita ogni tipo di raccolta differenziata? Perché a me un dubbio viene.


Fai bene ad avere (ed alimentare) dubbi! Ormai il sistema rifiuti in Italia vive di vita propria mutando il tutto in un esclusivo affare delle cosche, a cui (secondo me) strizza pure l’occhio qualche amministratore intraprendente! Io ti scrivo da Napoli, dive di “monnezza” ne sappiamo qualcosa! Ti dico solo che in alcuni quartieri c’è (ci sarebbe) la differenziata, giorno dopo giorno si espone il bidone ad hoc! Più di una volta peró, mi è capitato (in ufficio) di depositare tre bidoncini che si sono tenuti compagnia in giorni successivi! Finale? È passato un camion che ha ritirato tutto insieme il quarto giorno… E molti sinceramente non credo dopo abbiano ridifferenziato! Di medicinali poi? Sono tutti sparsi intorno al contenitore fuori una delle rare farmacie che li ha esposti!
Diremmo dalle mie parti…”è tutta na monnezza!”
mi chiedo allora dove finisca realmente la differenziata… in altre parti i controlli sono fiscali, qui?
ecco, appunto, Lois. appunto. sigh
Dove lavoravo io era un grande quartiere con cassonetti per la differenziata, noi in ufficio facevamo gli scatoloni con la carta separati dai sacchetti indifferenziati….. poi abbiamo ripetutamente visto il camion della nettezza passare e caricare a ruota tutti i cassonetti nello stesso cassone (prima la carta, poi il vetro, ecc ecc)…
che senso ha tutto il nostro impegno??
avrete un inceneritore pure voi, Fragolina…
Bella domanda la tua, davvero bella… dove va a finire la monnezza differenziata? Non lo so. Premesso che qui in zona solo da poco tempo e in modo molto graduale si è iniziata una differenziata spinta (parlo del capoluogo) che nel mio comune neanche esiste ancora, tuttavia i bidoncini per la raccolta di farmaci scaduti e pile scariche si vedono già da un po’. Dove vengano svuotati è un mistero glorioso.
) non è affatto confortante.
L’ospedale credo che sia attrezzato sul suo inceneritore, almeno a quello credo che serva l’edificio basso e distaccato con la grande ciminiera. Tuttavia anche questo fatto di “incenerire” va bene fino ad un certo punto, perché non basta “mandare in fumo” per pulirsi la coscienza: se l’inceneritore non è idoneo (abbattimento di fumi e polveri pericolose), si rischia peggio che a buttare tutto in discarica. Perché tanta agitazione e mobilitazione contro il famigerato inceneritore di Acerra? (il tuo amico Lois, che è della zona e quindi forse sarà a conoscenza dei fatti) Non certo perché gli abitanti della zona, improvvisamente presi da un’epidemia di follia collettiva, preferivano continuare ad essere sommersi da cumuli di monnezza gettati nelle discariche sempre più sature, ma perché erano ben consapevoli che QUELL’inceneritore avrebbe solo contribuito ad avvelenare l’aria già sufficientemente avvelenata dai rifiuti bruciati nottetempo qua e là per la campagna. L’inceneritore, oltre ad avere una tecnologia che non offre sufficienti garanzie sull’abbattimento fumi e polveri, pare che accogliesse anche rifiuti non adeguatamente differenziati.
Insomma, sullo smaltimento rifiuti abbiamo ancora parecchia strada da fare, e sapere che si brancola da nord a sud (anche se poi, chissà perché, è sempre Napoli che fa più notizia
Qua per i medicinali scaduti c’è addirittura l’”imbarazzo della scelta”: ogni farmacia ha il suo bravo contenitore per la raccolta, oppure il singolo privato può scegliere di conferire i medicinali direttamente all’isola ecologica. Nel secondo caso, il “vantaggio” è che per ogni conferimento fatto direttamente (e la stessa cosa vale per pile, cartucce di stampanti, olio esausto, plastica, lattine, vetro, elettrodomestici…) si riceve un bonus in € che viene scontato direttamente nelle propria bolletta (mica chissà che, ma a fine anno qualcosina si risparmia).
Insomma, parrebbe funzionar tutto tipo orologio svizzero, ogni rifiuto nella sua casellina, fuori centro storico ci sono pure i doppi cassonetti indifferenziata/umido.
Ma.
Ma qualche anno fa, un avvocato dello studio dove lavoravo, mi disse (citando anche la fonte, un suo cliente che in qualche modo collaborava con l’azienda che smaltisce i rifiuti in zona… di più non ricordo, sorry) che più o meno era tutta una “bufala”: i doppi cassonetti – per dire – venivano svuotati dallo stesso camion nello stesso cassone… e via tutto all’inceneritore. Da lì a farsi venire il dubbio che pure il resto finisse nello stesso posto, ne corre poca…
ecco, appunto. l’inceneritore con cosa lo alimenti? … voilà il mio dubbio!
In teoria dovrebbero alimentarli “solo” col la roba dell’indifferenziata… (proprio per il fatto che nell’indifferenziata dovrebbe finirci ciò che non c’è modo di riciclare/smaltire in altri modi più utili/meno dannosi).
Ma appunto: in teoria… insomma, il tuo è un dubbio secondo me ben fondato…