Ben tornato a casa, Carlo.

Immagine presa dal web (CorriereCaraibi)

A molti di voi, purtroppo, non dirà molto. Qualcuno di voi ricorderà che ho scritto tanto di lui sul mio vecchio blog. Qualcuno magari avrà sentito o letto qualcosa negli anni  in trasmissioni televisive, telegiornali, giornali, siti, blog (per esempio Beppe Grillo).

Il riassunto della storia di Carlo? Semplice: INGIUSTIZIA ALL’AMERICANA. Ovvero: quando una donna ti denuncia per violenze sessuali, tu uomo non hai molta via di scampo. E se sei italiano sei spacciato. Che tu possa dimostrare che le accuse sono tutte infondate e che la donna stia mentendo (negli Usa è diventata quasi una professione: le vittime di stupro ottengono dallo Stato una sorta di pensione – sussidio e l’assistenza sanitaria), non importa. Tu verrai condannato.
Ed è per donne o pseudotali, come la signora Rebecca McKay White, che mi vergogno di esser donna a volte.
Una storia più completa della mia, la trovate qui.

Come? Sembra follia pura? Un film? Fantascienza? Oltre l’immaginabile? Sì. Eppure è tutta la verità. Noi abbiamo scarcerato probabili assassini (v. Perugia) e loro hanno incarcerato un probabile innocente.

Ad ogni modo, il mio post di oggi vuole essere solo un abbraccio a Carlo, nell’attesa di poter presto riparlare con lui e magari anche abbracciarlo.

Carlo, finalmente, è tornato a casa.

BEN TORNATO A CASA, AMICO MIO!

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11 pensieri su “Ben tornato a casa, Carlo.

  1. spero proprio di sì. e spero che magari una volta scriva lui o commenti. vedremo. oggi è stata sicuramente una giornata molto particolare: il rientro in italia, il mettersi davanti alla propria vecchia vita che non c’è più, il ritorno a casa, i giornalisti…
    vi tengo aggiornati!

  2. Di certo c’è che le pene dovrebbero essere più severe… e proprio per questo ci dovrebbe essere una certezza assoluta della colpevolezza dell’imputato. Prescindendo dal caso in particolare… che non conosco, mi soffermo solo ad immaginare quanto possa essere devastante subire qualcosa del genere se si è innocenti. Non può bastare la parola della ipotetica vittima, insomma. Ci vogliono prove certe.

  3. Brum, infatti. Non esistevano prove, le hanno create ed erano palesemente false. Eppure. Eppure lui ha dimostrato la sua innocenza e si è fatto comunque tutto il carcere. (E lì non vanno tanto per il sottile) Solo che Carlo non è ‘figlio di’, non è un vip, in più non c’era una Baraldini da barattare come fecero per il Cermis né si può dimenticare la sudditanza dell’Italia nei confronti degli Usa.
    Ad ogni modo, ora spero che Carlo si rimetta in forze e combatta per far giustizia da qui. :)

  4. Che bellissima notizia!!!! Ricordo quando mi hai raccontato la storia…poi mi sono documentata e sono rimasta a bocca aperta, una vicenda agghiacciante. Era ora che tornasse, era ora da fin troppo tempo.

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