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Non so se vi avevo già accennato alla cosa ma… da piccola avevo una borsetta blu e azzurra di Sarah Kay (in Italia si conosce poco ma è deliziosa) che usavo all’asilo per la merenda, il cambio, ecc. Poi la funzione di quella borsetta era di contenere i miei amati Puffi. Parliamo, ovviamente degli anni ‘80 (indicativamente fino al 1989-90).
Bene, sono anni che chiedo a mia madre, mia sorella, chiunque di cercarmi i miei Puffi. Non per venderli ma per tenerli in mostra. Perché erano tanti e anche molto belli.
Nel 1994 ci siamo trasferiti da CittàNatale a PaesinoInMontagna.
Ecco. Sono anni che mi ripetono che hanno ribaltato casa nostra e casa dei nonni, cantine comprese, e che non si sa che fine abbiano fatto. Sono tutti sicuri che non sono stati dati via. Ma io non arrivo a credere che siano spariti da soli. E temo che per un certo periodo fossero pure in stanza di mia sorella.
Mi sono rassegnata ed ho cominciato a partecipare ad alcune aste su E-bay per ricostruire la mia collezione di Puffi (più una Minnie, un Pinocchio ed una Snorkyna). Bene. Ho scoperto una serie di cose interessanti:
i miei Puffi, tanti, valgono circa 3-5 euro in media. Alcuni valgono 7-9 l’uno, qualcuno 15-20 e qualcuno qualcosina in più. E sapere che i miei preferiti valgano così tanto, mi rode. Se poi consideriamo che una di quelle figure vale 60 euro 60, mi fa andare in bestia!
Mi rifarò negli anni, facendomeli regalare e comprandomeli, ma solo i Puffi fatti alla vecchia maniera (non quelli orribili inespressivi attuali). Resta il fatto che sono veramente … Impuffita. Puffosamente impuffita.

Oggi mi sento ispirata e prolifica… Scusatemi se dopo il post dei gatti vi metto questo. Ma c’è un motivo:
nelle ultime settimane SaraMorena ha scritto due post sulle meravigliose bustine della Lines (trovate il primo post QUI e il secondo post QUI).
Beh, nel mio blog privato ne avevo accennato mercoledì 16 aprile 2008. Vi riporto parte del post:

vi ricordate che novità quando sui rotoli di carta da cucina c’erano i disegni, poi le ricette, i consigli, ecc ecc? bene, io che sono donna, sono andata a fare acquisti personali per i giorni in cui noi donne siamo rinomatamente più caustiche del solito. al di là di tutte le nanotecnologie impiegate per questi prodotti (spettacolare come da quando sono diventata “signorina”, i prodotti siano cambiati, evoluti, tecnologizzati.
ma la cosa che mi ha lasciata di stucco è la nuova confezione, cioè le nuove bustine: ci sono stampati sopra consigli e curiosità e il link della lines!! sono rimasta così sorpresa che mi è cascato la bustina.
e dire che sono cresciuta senza tutte queste perle di saggezza su piante utili per il pre-durante-post mestruo, chicche e consigli vari. ma come ho potuto?!

Ora però, sulla scia dei due post di SaraMorena (che, diciamolo, sono scritti decisamente meglio di questo sopraccitato), mi chiedo:

Ma se lei dice che hanno cambiato le scritte (e le credo), perché io trovo sempre le stesse di allora??

Avendo due gatti (un paraculo, Spuntì, ed un curiosone, Tami), le scene carine si sprecano.  Più me li guardo e più me li pastrugnerei per bene, me li sbaciucchierei, me li stropiccerei, me li porterei sempre dietro.
Al mattino mi alzo, vado ad aprire loro la porta del salotto, cambio loro acqua e cibo e mi infilo in bagno. Guai a chiudere la porta del bagno perché se no un qualche paraculo inizia a protestare miagolando o l’esploratore fa un verso disperato. All’inizio mi preoccupavo, ora Spuntì ed io ci guardiamo col sopracciglio alzato (anche i gatti ce l’hanno).
Stamattina però hanno superato loro stessi.
Prima di infilarmi in vasca da bagno, piego verso l’interno il mio accappatoio e lo appoggio sul cesto dei vestiti lì affianco, il pigiama e la canottiera li appoggio sul lavandino. Uno dei due pelosi ci si accomoda sopra e, finita la doccia, devo o buttarli giù (e mica è facile) o farli scappare schizzandoli un po’ d’acqua (ma sembra fare sempre meno effetto). Stamani no. Ho spostato Spuntì per prendermi il MIO accappatoio ma c’ho messo 60 secondi 60 (che sono tantissimi) ad infilarmelo. Perché? Perché quel farabutto ci si aggrappava in tutti i modi.
Ma, essendo 50 volte lui, sono riuscita a spuntarla.
Mentre mi asciugo vedo Tami che sale sul cesto della biancheria, zampe anteriori sul lavandino, lo guardo, mi guarda, infila il muso dentro la spallina della canotta, se la prende in bocca e prima che io riesca a prenderlo al volo, è già saltato fuori dal bagno. Resto interdetta.
Ché, di primo mattino (ma in realtà io lo faccio sempre), mi viene facilmente da urlargli dietro un “Tami, torna qui e riportami la canotta!”. Solo che nel frattempo Spuntì gli era pure corso dietro. E dal wc non è propriamente facile fermarli.

E sorrido: come farei senza di loro, sono talmente buffi!

AH!! Mi ero dimenticata l’ultima… Sempre dal bagno sento il tonfo di qualcosa, ma dal wc, appunto, non è facile rincorrere i pelosi. Per cui appena riesco, vedo il mio giaccone color nocciola per terra che si muove nell’atrio. Vedo Tami lì affianco che sembra ridersela davvero sotto i baffi, per cui deduco che sotto ci sia l’altro peloso che riesce ad uscirne. Faceva ridere, perché Spuntì si abbina bene come colori al mio giaccone.

La mia vita da blogger è cominciata così: con un post di venerdì 10 dicembre 2004. Ma ancor prima l’idea era del 23 ottobre 2004. Con un post sul Cif Alla Candeggina. Ve lo riporto esattamente com’era, con una punta di nostalgia.
In realtà, ho appena controllato, erano due i post. Che sono la copia di alcune mail che avevo inviato agli amici. Vi copio entrambi i post (sviste di s-battitura comprese).

Prima che me lo chiediate: SI’ SONO ANCORA FEDELISSIMA AL CIF ALLA CANDEGGINA. Nessuno mai come lui.

Però vorrei aggiungere che gli sgrassatori al sapone di marsiglia sono ottimi sui vestiti. Ma sugli altri prodotti ne parlerò più avanti, intanto vi regalo un attimo “vintage”.

Cif Alla Candeggina

23 ottobre 2004
Ognuno avrà i suoi prodotti preferiti, però dopo un’accurata riflessione e test sul campo (cioè i fornelli di appa in stato beh, lasciamo perdere), sono arrivata alla conclusione che il miglior prodotto per la pulizia e l’igiene della casa sia Cif con Candeggina, quel coso magnifico da spruzzare su tutte le superfici. Ho provato prima col Bref Professional (e per fortuna che è un professionista del pulito, altrimenti non oso pensare) che può anche far la schiuma come il Fornet (anche questo provato dopo il Bref). Ma alla fine l’unico prodotto che finalmente mi ha sgrassato il gas è proprio il buon vecchio Cif. oltretutto è molto maneggevole. Come prezzi non saprei dire quale è più conveniente, ad occhio mi pare di ricordare il Cif. Ma visti i risultati, dico che la nostra passione oh Niki, resterà per sempre… Ok, capisco che vi stiate chiedendo se sto delirando più del solito, però se osservate neanche troppo attentamente i miei ultimi 10 giorni, vi renderete conto che la legge di Murphy non ha rivali nè eccezioni: tutto quello che poteva andarmi storto è andato puntualmente storto. tranne i miei consigli. chi ho spinto dentro gli esami… beh, potrebbe offrirmi qualche coffee… cmq, ora chiudo, finisco di rendere uno specchio il gas, e così riesco anche finalmente a prepararmi un pranzettino!!
Buone pulizie a tutti col super Cif con Candeggina (che oltretutto non puzza eccessivamente, non più di tutti gli altri).
Come? Se mi pagano? Magari…
Un sorriso senza candeggina

Cif Alla Candeggina 2

25 ottobre 2004
Salve a tutti,
ho visto che la mia mail sul Cif ha riscosso successo (più per risate che per il consiglio in sè, ma son felice di poter far ridere qualcuno ogni tanto) e qualcuno mi ha risposto dandomi un ulteriore consiglio:
dicono che il Chanteclair sgrassatore (quello della pubblicità della famiglia media italiana dove mamma papà tutti i figli tate e nonne si rubano lo spruzzino perchè assolutamente desiderosi e vogliosi di pulire tutto [e qui mi chiedo come puoi pulire veramente tutto cpon lo stesso prodotto... voglio veder pulire piastrelle metalli plastica e LEGNO con lo stesso prodotto...] contemporaneamente… sitauzione classica direi!)… dicevo? ah, sì, questa mega parentesi mi ha depistata dal mio cammino pensieristico. il chanteclair sgrassatore (mi suggerisce un amico) va usato con parsimonia perchè sgrassa così bene, che ci manca poco perchè tiri via proprio la superficie da sgrassare…
con questo credo che si può concludere la mia esperienza-indagine con questi prodotti. gli spruzzini classici color blu non li ritengo adatti per pulire veramente bene e a fondo le superfici, van bene per qualche passatina. per cui, se avete altri suggerimenti, siamo a vostra disposizione. come chi? io e il mio super Cif!!
NOOOOO non mi son fumata neinte, nemmeno la candeggina. cmq mi stavo facendo da sola una riflessione: se va così bene lo spruzzino della cif allora credo che anche il detersivo per i pavimenti potrebbe avere una stessa qualità. pensieri. oggi mi godo la mia amica teresa (niki, ci manchi soprattutto dopo il nostro allucinantiSSSSSSSSSSSimo incontro con ……(V)….) e da domani si ricomincia a studiare. e se stavolta non passo l’esame, vedi che discussione in sede d’esame…
a presto con nouvi consigli?
un sorriso
la vostra xxx

UPDATE:

ho reperito questa chicca del 10 gennaio del 2005, mail inviatami da un amico:

cif alla candeggina – parte Nsima

“de lo piano de la cottura…”
Per quanto riguarda l’epopea degli sgrassatori mi permetto di dirti la
mia, da bravo omino di casa..
Parliamo del piano cottura (in acciaio!):
Ottengo i migliori risultati, con quello sgrassatore giallo-fluo, credo
che si chiami SMAC.
Quando il piano cottura sembra Beiurut dopo un bombardamento, a causa
dei miei succulenti manicaretti (che in una vita o in un’altra conto di
farti assaggiare) e’ essenziale:
1) rimuovere le griglie, i fuochi e tutti gli ammennicoli asportabili,
2) spruzzare generose quantita’ di sgrassatore e lasciare agire qualche
secondo,
3) con una spugnetta (non abrasiva, Ray, non abrasiva!) strofinare
tutto il piano cottura e zona circostante.
4) sciacquare bene la spugnetta.
5) ora, con la spugnetta bagnata di acqua fresca, rimuovere tutto
quello che c’e’ sul piano cottura.
6) ripetere i punti 4 e 5 ‘n’ volte fino a che e’ tutto pulito.
7) asciugare con un panno vileda o con un asciugamano il piano cottura.
E’ essenziale asciugare sempre con una parte asciutta del
panno/asciugamano.

C’e’ da dire che non so come e se funzionerebbe con piani
particolarmente problematici, sono fiducioso pero’ che ripetendo i
punti da 2 a 7 la cosa possa funzionare.
Considera che io pulisco sistematicamente tutto appena finisco di
cucinare, quindi non c’e’ sporco vecchio.

Per quanto riguarda le griglie (le mie sono in ghisa piombata con anima
di marmo e uranio impoverito, da quanto sono pesanti) e i
rompifiamma… li metto in lavastoviglie.
Ovviamente da soli, senza altri piatti, Ray! Il lavaggio breve, a mezzo
carico e a 50 gradi e’ piu’ che sufficiente, e non bisogna pretrattare
(!).

Questo e’ tutto, a presto con altri contributi di vita da singol, sono
curioso di sapere come tu e altri affrontate questo problema. Giuro che
la prossima cucina la prendo in vetroceramica.
Un ‘abbracio’ dal tuo Nonno Bionico preferito.

Serena

“notavamo con le altre che dopo quell’episodio (*) sembri finalmente serena”

grazie Eva Kant (§) per aver aspettato di esser sole a dirlo.
(*) sono arrivata in ufficio piangendo dopo la famosa crisi sentimentale.
(§) collega

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