Facciamo il punto della situazione. A macchina.

Oggi ho visto di essere bravissima a cucire col punto sloggato, “fulmini e saette”: impostate la macchina da cucire sullo zigzag e poi andate più o meno a caso. Ecco, il punto sloggato.

Di sloggato ho anche le caviglie: capita che mi svegli di notte dal male. Ma non a quella col malleolo microfratturato. No. A quella distorta. Capita che vada in palestra ed è tutto ok e due giorni dopo fatico a camminare, come fosse bloccata la caviglia. Random inserite dolori occasionali, fitte o cedimenti. Possibilmente, i cedimenti, scendendo le scale.
Eh, no, non è molto divertente. Meno male che, ormai è un riflesso incondizionato, mi avvicino sempre al passamano e lo scorro tutto con il palmo: dovessi mai perder l’equilibrio, mi ci aggrappo al volo.
E dire che non ero così paranoica. Prima.
Prima di… quest’estate.

E’ che, per quanta pazienza io abbia, pur sapendo che la questione è lunga, un pochino di frustrazione mi casca addosso. Ed io a volte mi sento un po’ abbacchiata.

Ad ogni modo.

Ieri sera sono andata con un’amica in centro commerciale, al ristorante giapponese in stile “all you can eat”, con rullo e buffet. Uscendo, abbiamo visto una combriccola di ragazzi con in braccio un grosso Minion (v. Cattivissimo Me). Con grande invidia, abbiamo ispezionato le varie macchinette “afferra pupazzi (se ci riesci)” e ci siamo fermate davanti a quella dei pelouches dei My Little Pony.
Siccome io non ho mai vinto nulla, ho lasciato che l’amica cominciasse. Due tornate ma nulla.
Al che provo io. Tac Tac Taaac, non mi cattura davvero un pupazzo al primo colpo?? Quello rosa, Pinky Pie! Avrei preferito quello giallo, ma pace. Riprovo per quello giallo ma niente, c’era quasi. Ma, come dice la mia gentil genitrice “al quasi manca il tutto”.

Peccato che non ne abbiamo vinti due: andare in giro alla nostra età con un pupazzo a testa, vinto chiaramente in quel modo, sarebbe stato divertente.

Ora vado a crollare nel letto.

‘notte!

Ma cheffigura dimmerla…

Sono due anni, cioè dall’ultima mostra, che aspetto la nuova personale di un conoscente. Perché mi piace il suo stile di pittura, l’uso particolare dei colori, perché alle inaugurazioni organizza sempre cose divertenti. Sarà un dettaglio ma è daltonico e gattaro.
Mi metto d’accordo con un’amica, ci vediamo direttamente in piazzetta delle mostre un po’ prima delle 18.
Arrivo dieci minuti prima, guardo le vetrine dei locali dove fa sempre le sue mostre e:
1. c’è poca gente. Cioè, meno di quanta me ne aspettassi.
2. l’età mi pare un po’ altina.
3. i quadri hanno colori troppo tenui e poco definiti.
4. i quadri esprimono soggetti che non c’entrano nulla con il tema della mostra.
Mi penso: forse ho sbagliato il posto. ‘spè che controllo sul gruppo Fb. Maledetta connessione che non va, c’è troppa gente qui in città (mega manifestazione) che intasa le linee.
Intanto la mia amica Avvocata mi dice che la via è quella giusta. Chiamo l’amica con cui ho appuntamento, che abita vicino e conferma che la mostra dovrebbe tenersi proprio lì.
Al che, disperata, chiamo direttamente l’artista, all’alba delle 17.58.

Ciao Artista, sono Sloggata, scusami se ti chiamo proprio a quest’ora ma… dove si trova esattamente la mostra? Sono nella solita piazzetta delle mostre ma non i quadri non mi tornano…
Ciao Sloggata, allora, il posto è quello, però è il giorno che è sbagliato…
Ma porc! Oggi non è il 18?
Eh, no, oggi è l’11… Attendi l’invito ufficiale.
Oggiustocielo. Scusami, sono proprio stordita. Altra figura di merla da aggiungere alle scorse. Grazie, eh, saluti a consorte e ai mici!
A sabato prossimo!

Ok, altre figure su ordinazione?

Alla fine sono andata a prendere un aperitivo con la mia amica. E bon, ah!

A chi chiedere per un biglietto, magari di matrimonio?

La mia compagna di stanza storica si è sposata a metà settembre.
Essendo lei al Sud ed io nel profondissimo Nord, pur con qualche variazione, portando io ancora il tutore e non essendo in grado di fare viaggi lunghi da sola e con bagagli, non ho potuto partecipare.
MA. Ma almeno un biglietto, un BEL biglietto che non fosse anonimo, lo volevo mandare.
E per un evento così speciale, ho ovviamente chiesto alle mie colleghe di Arsdega.
Sara ha subito preso in mano la situazione e, con lo stile elegante e sobrio che la contraddistingue, ha creato questo splendido biglietto rosso, esattamente come i colori del matrimonio della mia amica:

Biglietto e busta

I miei amici hanno apprezzato ed io ne sono contentissima: un biglietto speciale, pensato solo per loro e realizzato da artiste dello scrappbooking.

Il post completo con le foto dei dettagli del biglietto, lo trovate cliccando sulla foto o qui: http://arsdega.blogspot.it/2014/10/time-for-weddings.html

 

Di palestre, stretching&yoga e sale test.

La settimana scorsa ho provato il corso di stretching qualcosa: non è stato facilissimo ma ho fatto tutta la lezione, praticamente tutti gli esercizi, anche se con le dovute difficoltà relativamente a mancanza di esercizio, forma fisica fuori forma e caviglie ancora un po’ così.
Ho pensato: settimana prossima vado a provare l’altro stretching, quello con yoga.
Ignorante.
Ieri sono andata. Dopo nemmeno venti minuti volevo andarmene: al di là di tutte le considerazioni di cui sopra, degli esercizi assolutamente improponibili. Ma già il fatto di non riuscire a farli, di fermarmi per mancanza di resistenza o altro, mi faceva sentire piuttosto imbarazzata. Se anche me ne fossi andata, la disfatta della mia già scarsa e provata autostima sarebbe stata totale.
Finita la lezione, torno nello spogliatoio e la maestra viene a complimentarsi con me: “Bravissima, hai fatto tutta la lezione”.
Mah, guardi, veramente mi sono fermata molto e ho riadattato gli esercizi anche per come me li suggeriva lei.
“No, no, io non faccio complimenti, hai fatto tutta la lezione”
(altra compagna di corso) *Ah, tranquilla che lei non fa complimenti gratuiti!*
Ah, beh, allora grazie!
“Mi raccomando, non mollare, piano piano ce la fai”
Ero anche tentata di mollare, vista la situazione, ma tanto non ho fretta, prima o poi ce la farò, ma sa, tra chiletti di troppo, pancia, mancanza di esercizio, e caviglie totalmente ko…
“Ah, urca… Tieni conto che oltre ad un po’ di stretching abbiamo fatto più che altro posizioni di forza, per cui è normale”
Autostima rincuorata.

Però. Però venerdì provo pilates e poi penso che farò così: una settimana stretching yoga e pilates, un’altra settimana stretching qualcosa e pilates, e così via. E mi sa che farò qualche mese, prima di scendere in sala macchine. Non ho fretta, preferisco fare le cose con calma ma bene, anche secondo le mie caviglie. Soprattutto quella microfratturata, il cui malleolo oggi cercava di gridar vendetta. Ma tutto sommato le caviglie erano abbastanza morbide.

Al lavoro, ormai da mesi e fatalità sempre con Collega Preferito, lavoro in salatest. Ovvero: ogni salatest fa delle prove molto approfondite e decisamente pignole su tutti gli aspetti di una determinata parte dei programmi in uso in Colosso del Monte.
Oggi avevo da testare in diversi ambienti (macchine virtuali, FireFox, Internet Explorer, ecc.) una delle più lunghe e rognose polizze da fare. 3 prove, dovevo fare. Peccato che o per una distrazione mia, o per un click troppo veloce o per un istantaneo malfunzionamento del sistema, ho dovuto rifare ogni singola prova due volte. Alla 6 volta, per distrarmi un attimo e darmi una calmata, mi sono creata un nuovo cliente. Non so se ne evincerete il mio stato d’animo.
Nome e cognome: Killer Professionista
Indirizzo: via Jack Lo Squartatore snc
Professione: Autonomo – imprenditore
Settore: self service (ma d’altronde non c’era una voce di “servizi privati legati alla persona”)
Sono finiti i tempi in cui (v. anni fa) censivo Eva Kant, Diabolik e chi per loro…
Il prossimo sarà Hannibal Lecter, visto che Maya Kitajima e Masumi Hayami li ho già creati.
Però, tranquilli, in genere ci lanciamo su nomi di personaggi famosi (reali o meno) o Tore Mitraglia, Dina Lampa e nomi che – per fortuna – ho momentaneamente rimosso. D’altronde, bisogna pur riconoscerli…

Corso di cucito a macchina – Lesson namber uan

Ogni grossa azienda che si rispetti, ha il suo circolo ricreativo.
Anche Colosso del Monte ce l’ha.
Il circolo CdM offre tante occasioni interessanti, tra cui corsi di cucina, di lingue, balli, cucito, viaggi ecc., sia per i soci, sia per i non soci (ovviamente a costo maggiore).

Mi sono iscritta al corso di cucito a macchina di base (Believe Shop e Made In Bottega saranno sicuramente orgoglione di me) e la maestra ha portato “più macchine per tutti” in modo tale che chi non ha una sua macchina portatile, può usare quelle sue vecchie (ma ben funzionanti, ovviamente).
Siccome non bastano per tutte, alcune sono condivise tra due persone.

Ora, immaginatevi il seguente dialogo:

Pirla, sorridendo: Beh, dai, alla fine potremo cucire a mano le cravatte a Herr SuperMegaPräsident
Vicina sorride e dopo un po’ chiede: In che ufficio lavori?
Pirla: Attualmente in quellufficiolà, ma a seconda delle necessità, anche in assistenza. (Pausa di riflessione: ricambiare la domanda o no?) E tu?
Vicina: In presidenza.

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